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Le imprese italiane: ‘Mobile è bello. Soprattutto se sicuro e ben gestito’

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Le imprese italiane: ‘Mobile è bello. Soprattutto se sicuro e ben gestito’

16 Nov 2010

di Paolo Lombardi, Pietro Itta e Riccardo Zanchi

Dai telefoni cellulari al più recente iPad, la web survey realizzata da ZeroUno in collaborazione con NetConsulting fotografa una realtà che, malgrado qualche aspetto di arretratezza, sta crescendo nella considerazione delle organizzazioni di tutte le dimensioni, dove device mobili e relative applicazioni e soluzioni sono presenti in modo abbastanza omogeneo. Restano comunque ancora interessanti spazi di crescita. L’usabilità degli strumenti rappresenta un importante fattore di successo mentre i temi dell’integrazione, della sicurezza e della gestione si impongono come quelli su cui si concentrano attenzione e sensibilità delle aziende

Le applicazioni mobile possono essere estremamente profittevoli pur richiedendo investimenti contenuti, ma la proliferazione di device mobili può rappresentare un problema sia in termini di governance dell’intera infrastruttura It sia in termini di sicurezza se questi device non vengono opportunamente gestiti. ZeroUno, in collaborazione con NetConsulting e la partnership di Sybase, ha realizzato una web survey, nei mesi di settembre e ottobre 2010, per capire come le aziende italiane si stanno orientando per utilizzare al meglio le applicazioni mobile aziendali e per gestire i relativi device.
Il panel che ha partecipato all’indagine è costituito da 101 aziende dei settori: Servizi e Consulenza (24,8%) Ict (23,8%), Industria (14,9%), Finance (11,9%) e Distribuzione e Commercio (8,9%) e in percentuali più ridotte è completato da aziende provenienti dai settori Tlc e Media, P.A. Locale e Sanità, Utility e P.A. Centrale.
Per quanto riguarda il ruolo aziendale dei partecipanti si registra la prevalenza di figure Ict, in gran parte con ruolo di responsabilità (36,5%), mentre l’8,9% si dichiara genericamente ‘addetto Ict’. Va comunque segnalata la partecipazione (18,8%) di top manager (A.D. Presidente, Direttore generale) di Marketing Manager (10,9%) e di responsabili di linee di business (7,9%). Meno significativa la presenza di consulenti (5,9%) e liberi professionisti (2,0%).
Il panel dei partecipanti opera nel 51,5% dei casi in piccole aziende (meno di 200 addetti) per il 12,9% in medie aziende (tra 200 e 999 dipendenti) e per il 35,6% in grandi aziende (oltre i 1000 dipendenti). Per quanto riguarda le classi di fatturato, il 40,6% delle aziende del panel fattura meno di 10 milioni di euro mentre il 23,8% supera il miliardo di euro di fatturato annuo.

Presenza e tipologie dei device: cresce la presenza dei "gioielli" Apple
Quali sono le tipologie più diffuse di device mobili in azienda? Al primo posto (vedi figura 1) troviamo i telefoni cellulari, seguiti dal Blackberry e altri smartphone. Un certo interesse si registra per i ‘gioielli’ di casa Apple che anche se disponibili da tempi relativamente più recenti, mostrano già una discreta presenza e dinamica di crescita. Da registrare anche la presenza di terminali di tipo industriale rugged, utilizzati per applicazioni verticali.


Figura 1 – Tipologia di device mobili attualmente presenti in azienda
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

Un altro interessante dato di lettura della diffusione e dell’ampiezza del parco device viene dall’analisi della composizione del parco in funzione della dimensione aziendale.
Nelle piccole aziende il telefono cellulare rappresenta la tipologia più diffusa (73,1% delle aziende) davanti agli smartphone (65,4%) e al Blackberry che, al 63,5% vanta però una maggiore diffusione media (da 11 a 50 dispositivi) nelle aziende in cui è presente. Di interesse è anche il dato relativo ai device Apple: l’iPhone è presente nel 59,6% delle aziende mentre l’iPad è già presente nel 28,8% delle piccole aziende, a volte con un numero di dispositivi che oscilla tra 11 e 50.
Nelle medie aziende, la tipologia di device è più concentrata su telefoni cellulari (92,3%) e Blackberry (76,9%). In un minor numero di aziende (30,8%) è presente l’iPhone, anche se, nel 14,45% dei casi con una ‘densità’ di presenza particolarmente alta, dalle 51 alle 150 unità. Più ridotto l’utilizzo dell’iPad, presente nel 15,4% delle aziende.
Più variegata invece la dotazione delle grandi aziende, che si caratterizzano per la diffusione di device utilizzati generalmente come supporto alla mobilità dei dipendenti: ampia diffusione (l’80,6% del panel) del Blackberry, in qualche azienda a volte anche con oltre 1.000 device, mentre meno diffusi, rispetto a medie e piccole imprese, sono gli Smartphone. Elevata la presenza dell’iPad (58,4%), anche se si tratta di poche unità per azienda e sicuramente più presenti, rispetto alle altre fasce aziendali, i terminali industriali.

Usabilità e integrazione: importanti fattori per la diffusione di soluzioni mobile
L’usabilità del device rappresenta un importante fattore di successo per la diffusione in azienda delle soluzioni di mobilità. Dalle risposte degli intervistati, il livello di soddisfazione appare ottimo e giudicato elevato soprattutto da chi utilizza iPad (81,6%) che distanzia iPhone (70,4%), cellulari tradizionali (69,0%), smartphone e Blackberry (rispettivamente al 50,9% e al 50,7%). C’è anche una quota di insoddisfazione per tutte le tipologie di device e che risulta più elevata (26,1%) tra le aziende che utilizzano i terminali rugged.
Il device più affidabile e flessibile è il Blackberry; questo il giudizio del 90,2% delle aziende che hanno almeno un applicativo implementato su device mobili. A distanza infinitesimale troviamo la coppia iPad e iPhone.
Più problematico il discorso per l’iPad quando si tratta il tema dell’integrazione dei device con l’infrastruttura aziendale. Il tablet di Apple viene infatti giudicato da più del 74% delle aziende il più complesso da integrare, seguito dai terminali rugged (66,7%). Molto più semplice viene invece giudicata l’integrazione dei tablet PC (53,3% delle aziende).
Alla richiesta di indicare le intenzioni di rinnovo della dotazione di device attualmente in uso hanno risposto soprattutto le aziende di piccole e medie dimensioni che hanno già pianificato attività di questo tipo mentre più prudente appare l’atteggiamento nelle grandi aziende che nel 41,7% dei casi non ha ancora definito i tempi esatti del refresh.
Torniamo ai device della Apple. Alle aziende che utilizzano meno di 10 iPhone è stato chiesto se stanno valutando un incremento dell’attuale dotazione di questi device. Nel 26% dei casi la risposta è stata positiva, soprattutto nelle piccole e nelle grandi aziende. A un’analoga domanda riferita all’iPad, la percentuale di risposte positive è salita al 29,9% coinvolgendo soprattutto grandi e medie aziende. Riguardo alle modalità di gestione delle applicazioni mobili presenti in azienda emerge come generalmente si prediliga una gestione interna sia nelle piccole (71,3%) sia nelle grandi aziende (63,9%).

Chi sono i fornitori?
L’indagine è poi passata ad analizzare le opinioni delle aziende a proposito dei fornitori per le attività di assistenza e manutenzione; nelle piccole aziende questa figura può essere rappresentata anche dal fornitore dei device mobili (3,8%), mentre l’operatore Tlc, presente in egual misura nelle aziende di piccole e medie dimensioni (7,7%), nelle grandi aziende ha invece un ruolo marginale (2,8%). Le grandi aziende in effetti fanno maggior ricorso (8,3%), rispetto a quelle piccole e medie, a società che si occupano di gestire non solo i device mobili ma anche i sistemi informativi e la rete aziendale.
L’indagine si è poi concentrata sul fornitore di riferimento per le soluzioni di mobilità. Una scelta certo influenzata dalle dimensioni e dalla complessità dell’infrastruttura Ict di ciascuna azienda, e che mostra comunque un ruolo marginale del distributore dei device sia nelle piccole (5,8%) sia nelle medie (7,7%) e grandi aziende (8,3%), mentre il ruolo del fornitore dei servizi di Tlc mobili risulta essere più forte nelle aziende di piccole dimensioni. Il System Integrator sembra invece avere un ruolo nelle piccole (17,3%) e nelle grandi aziende (13,9%) mentre nelle aziende di medie dimensioni spesso è sostituito dalla software house che realizza l’applicazione o dall’operatore Tlc.

Soluzioni e applicazioni: cresce l’interesse per la business intelligence
Attività di sviluppo interno di applicazioni mobili sono presenti soprattutto nelle grandi aziende che hanno competenze Ict elevate mentre nelle piccole spesso si fa ricorso a software house locali. Analizzando la tipologia di applicazioni mobili presenti in azienda si può fare riferimento alla figura 2 dalla quale emerge che si tratta principalmente di soluzioni di Mobile Office (81,2%) seguite da Applicaizoni verticali (39,6%) e Business Intelligence (20,8%).


Figura 2 – Applicazioni mobili presenti nelle aziende
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

Per quanto riguarda il futuro, la survey rileva il forte interesse a implementare, soprattutto, applicazioni di Business intelligence su piattaforma mobile. Nel dettaglio il 48,4% delle piccole aziende ha pianificato progetti di B.I. e di Sales Force Automation (Sfa) seguite da applicazioni di Mobile Office (45,2% dei casi). Nelle medie aziende dopo la B.I. si guarda invece ad applicativi per la Raccolta Dati e al Mobile Office (entrambe al 42,9%) mentre nelle grandi aziende cresce il livello dei progetti previsti, oltre che per la B.I. anche per la Work Force Automation e il Mobile Office, tutte al 55,6% .
La scelta e la realizzazione di nuove soluzioni di mobilità vengono effettuate soprattutto internamente, attraverso una selezione delle tecnologie e delle soluzioni best of breed presenti sul mercato e successivamente integrate dalla struttura It interna. Più limitato (17,8%) il riscorso a fornitori che operano come unico punto di contatto per tutte le esigenze legate alla soluzione, dalla scelta del device alla tecnologia di rete ed all’applicazione.
Dall’indagine emerge come sia ancora consistente l’attività di aggiornamento delle applicazioni mobili effettuata con la riconsegna del device in sede, modalità che risulta praticata nel 47,2% delle grandi aziende che fanno minor ricorso (25%) alla modalità di aggiornamento da remoto utilizzata invece dalle medie aziende nel 53,8% dei casi. Questo trend ha sostanzialmente due motivazioni: la prima è che, nel caso delle grandi aziende, le applicazioni vengono realizzate nella maggior parte dei casi internamente e in genere non viene previsto il deployment di aggiornamenti o nuove release in modalità automatizzata (come avviene per le applicazioni standard); la seconda, riguarda la maggiore presenza, in queste aziende, di terminali rugged che più difficilmente possono essere aggiornati da remoto.

Freni e benefici
Quali sono i principali freni all’implementazione e all’utilizzo delle applicazioni mobili all’interno delle aziende?
Si può osservare (vedi figura 3) come, soprattutto nelle grandi aziende, il maggior ostacolo sia rappresentato dalla mancata rivisitazione dei processi, mentre nelle aziende di piccole e medie dimensioni il problema principale viene indicato nella scarsa integrazione con le altre applicazioni aziendali e anche nella resistenza da parte degli utilizzatori dell’applicazione, dovuta a volte a problemi di usabilità.


Figura 3 – Principali freni all’utilizzo di applicazioni mobili in azienda
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

Sintetizzati i fattori di freno, vediamo ora qual è la percezione che le aziende hanno dei benefici ricavati dall’utilizzo di strumenti e applicazioni mobili (figura 4). Sia pur con differenze che emergono nel confronto tra piccole, medie e grandi aziende, emerge come il principale vantaggio sia rappresentato dall’aumento della produttività del personale in mobilità, seguito dal miglioramento della qualità di vita dei dipendenti che lavorano in condizioni di mobilità. Nelle grandi aziende viene segnalata la riduzione del tempo passato dai dipendenti in mobilità a svolgere attività di backend (ordini, preparazione visite, aggiornamento/recupero catalogo prodotti …) evidentemente a tutto vantaggio del maggior tempo dedicato al lavoro sul campo e al contatto con i clienti.


Figura 4 – Benefici riscontrati in seguito all’introduzione delle applicazioni mobili attualmente presenti in azienda
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

Le aziende che hanno affidato in outsourcing la gestione dei device mobili giudicano che il maggior vantaggio riscontrato sia rappresentato dal più frequente aggiornamento del software, anche se nelle grandi aziende il primato è attribuito al miglioramento dei tempi di risoluzione delle problematiche tecniche. Un altro vantaggio segnalato, soprattutto da piccole e medie aziende, è rappresentato dal livello di sicurezza delle applicazioni mobili e dei relativi dati.
E quali sono invece gli svantaggi dell’outsourcing? Stanno soprattutto nella rigidità nella gestione di device e applicazioni, nell’allungamento dei tempi di riparazione dei device mobili – segnalato soprattutto dalle piccole aziende – e dalla crescita di complessità di alcuni processi a causa dell’introduzione di relazioni con una entità esterna.
Dall’indagine emerge anche una sorta di fotografia dell’outsourcer ideale, scattata sulla base delle esperienze delle aziende che hanno già sperimentato questo servizio di gestione dei device.
 L’outsourcer ideale deve essere anzitutto affidabile, soprattutto per le sue doti di competenza tecnica, e dotato di esperienza sulle tematiche della mobility, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche per le implicazioni sul ridisegno dei processi di business e delle problematiche di gestione attraverso l’utilizzo di soluzioni di Mobile Device Management (Mdm). È interessante rilevare come non sia considerata importante la presenza dell’outsourcer su altre aree Ict all’interno della stessa azienda.

Diffuso interesse per l’adozione di soluzioni di device management
L’analisi delle previsioni di introduzione di soluzioni di gestione (Mdm) rileva un interesse diffuso alla loro adozione, anche se, nel 25% delle piccole, nel 42,9% delle medie e nel 34,5% delle grandi aziende, l’intenzione di adottare soluzioni di Mdm non è ancora accompagnato su una decisione sui tempi di adozione. Gli utenti di device mobili hanno invece idee piuttosto chiare sulle nuove funzionalità che vorrebbero trovare nelle soluzioni di Mdm: anzitutto sicurezza dei dati, maggiore interoperabilità tra differenti device e infine possibilità di integrare tali soluzioni in contesti di Cloud Computing.
La soddisfazione raggiunta nell’utilizzo di queste soluzioni di gestione (vedi figure 5 e 6) si traduce nell’intenzione di estendere l’utilizzo dell’Mdm a un numero superiore di device.


Figura 5 – Benefici derivanti dall’utilizzo di soluzioni per la gestione dei device
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)



Figura 6 – Benefici sul Business derivanti dall’utilizzo di soluzioni per la gestione dei device
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

In particolare il 30,6% delle grandi aziende prevede una significativa estensione e il 41,7% un lieve aumento. Nelle medie aziende l’aumento sembra essere più contenuto (15,4%) mentre nel 61,5% dei casi esso è lieve e solo per il 15,4% si parla di aumento più consistente.
Un aspetto molto specifico e interessante per quanto riguarda l’integrazione delle applicazioni mobili è relativo alle modalità di allineamento tra dati disponibili sul device mobile e informazioni presenti nei diversi database aziendali. Questo allineamento dei dati registra modalità molto simili all’interno delle diverse tipologie di aziende. Viene ancora utilizzato dal 18,8% del totale delle aziende l’aggiornamento delle applicazioni in modalità batch; nelle piccole aziende in particolare tale tipologia di aggiornamento è maggiormente praticata e infatti il suo livello di utilizzo sale a oltre il 23%. L’utilizzo di soluzioni più evolute, che consentono alle applicazioni di essere sempre online e collegate costantemente con il database aziendale, è diffuso nel 36,6% delle aziende e in particolare nel 41,7% delle grandi aziende, più dotate di competenze tecniche e di risorse da dedicare.
Infine l’aggiornamento delle informazioni su device attraverso sincronizzazione delle sole nuove informazioni risulta essere presente soprattutto nelle medie aziende (30,8%) e in misura minore nelle grandi aziende.

Sicurezza, oggi e in prospettiva
Insieme a quello della gestione, il tema della sicurezza interessa sempre di più i device mobili, che nella grande maggioranza dei casi sono dotati di soluzioni e applicativi di sicurezza. La soluzione maggiormente diffusa riguarda la gestione degli accessi alle applicazioni aziendali da remoto, presente nel 46,2% delle medie aziende, nel 38,9% delle grandi aziende e nel 30,8% delle piccole.
La seconda tipologia di soluzione più diffusa è la protezione dei dati in caso di furto del device tramite crittografia. Soprattutto nelle grandi aziende, tale soluzione è più presente, adottata dal 38,9% di esse. Più variegata invece la presenza di soluzioni antivirus su device mobili, utilizzati maggiormente nelle medie aziende (30,8%) e molto meno nelle grandi aziende (meno del 20%). Il meno utilizzato infine è il firewall per device mobili, presente in meno del 12% delle aziende del panel.
Il livello di sicurezza implementato nei device è comunque destinato a crescere dato che il 57,2% delle aziende intende adottare nuove soluzioni, anche se in molti casi (39,3%) non è stato ancora deciso quando. Saranno comunque le grandi imprese a investire maggiormente in quest’ambito, dato che l’11,1% di esse effettuerà progetti entro la fine del 2010, mentre nella seconda metà del 2011 sono previsti progetti da un altro 11,1% di aziende. Sembra invece soddisfatta al momento la necessità di sicurezza delle medie aziende, poiché non sono in previsione progetti sul tema; non a caso è proprio all’interno di questo segmento che si è rilevata la quota più bassa di aziende prive di soluzioni di sicurezza: solo il 7,7%, rispetto al 34,6% delle piccole e addirittura un preoccupante 25% delle grandi aziende.

In conclusione: un fenomeno in aumento
Riassumendo le principali evidenze dell’indagine, emerge come la dotazione di device mobili all’interno delle aziende si stia ampliando grazie all’utilizzo di nuovi device (tipicamente iPhone e iPad) provenienti dal settore consumer, ma che sono utilizzati anche nel business a causa delle loro potenzialità applicative e delle loro funzionalità avanzate. Ne consegue che molte applicazioni orizzontali (per esempio Mobile Office e Business intelligence) e verticali (per esempio Work Force Automation) che solitamente vengono installate su device pensati per un uso professionale, trovano impiego anche su altre tipologie di device.
L’utilizzo di soluzioni di Mobile Device Management trova applicazione soprattutto all’interno delle aziende di  medie dimensioni, nelle grandi aziende invece si fa spesso ricorso alla stessa soluzione utilizzata per gestire gli altri asset IT, ma vi è comunque piena consapevolezza dei diversi benefici, sia tecnologici sia di business, derivanti dall’utilizzo di soluzioni di Mdm. In particolare, tra i vantaggi tecnologici si valuta come più importante la possibilità di gestione remota e centralizzata dei device, mentre tra i vantaggi di business il più importante è il miglioramento della qualità del servizio reso alla clientela.
Le aziende prevedono comunque un aumento, in alcuni casi anche molto consistente, dell’utilizzo delle soluzioni di gestione dei device al loro interno.

Paolo Lombardi, Pietro Itta e Riccardo Zanchi

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