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Una pratica roadmap verso il Cloud Computing

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Focus

Una pratica roadmap verso il Cloud Computing

23 Nov 2011

di BBJ - superAdmin da Digital4

I risultati dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano suggeriscono che le potenzialità del…

I risultati dell’Osservatorio Cloud & ICT as
a Service
della School of Management del
Politecnico di Milano
suggeriscono che le
potenzialità del Cloud Computing sono concrete: le tecnologie
sono in fase di maturazione e sul mercato sono già presenti i
prodotti e i servizi necessari per realizzare infrastrutture
Cloud adatte alle esigenze dell’aziende.

Ma come si avvicinano le imprese alle tematiche Cloud? Si
possono identificare due strategie di base:

  • una roadmap interna, che prende avvio
    dalla realizzazione di un’infrastruttura Cloud e dalla
    migrazione degli applicativi esistenti sulla nuova
    architettura, per poi scegliere quali servizi continuare ad
    erogare internamente e per quali, invece, è più conveniente
    implementare il modello Public SaaS;
  • una roadmap esterna, che prevede da subito
    la sperimentazione di servizi Public SaaS e poi successivamente
    l’adozione anche di servizi PaaS.

Tipicamente il percorso infrastrutturale è quello intrapreso
dalle aziende di dimensioni maggiori, che
partono tipicamente dalla virtualizzazione e dal consolidamento
dell’infrastruttura esistente in sistemi di tipo Private
Cloud.

Per aziende di piccole dimensioni, o
addirittura nel caso di start-up, il percorso
infra­strutturale sarà più difficile da implementare, per
via degli alti costi iniziali e per l’assenza di
competenze architetturali adeguate. Queste aziende saranno
probabilmente attratte dai servizi di tipo Public Cloud,
tramite i quali esse possono accedere, in modalità
pay-per-use, a soluzioni che prima non erano economicamente e/o
tecnicamente fattibili.

Per esemplificare alcune possibili scelte riportiamo, alla luce
dei casi analizzati, tre diverse possibili roadmap che
forniscono delle linee guida applicabili e di rilievo per ogni
realtà.

Ulteriori scenari e nuovi percorsi di adozione Cloud
verranno discussi nel corso dell’evento
Laboratori
ICT e Energia
”, in programma a Roma
il 30 novembre 2011.

Scenario 1: da legacy verso il Cloud

Il Sistema Informativo dell’azienda è costituito da più
sistemi gestionali, con un sistema legato al ciclo produttivo ed
uno che si occupa di contabilità e finanza; inoltre vi sono una
serie di applicazioni satelliti che supportano i dipendenti
dell’azienda: groupware e collaboration (mail, calendari,
eccetera), order entry (per ricevere gli ordini di produzione da
agenti esterni), sistemi di helpdesk interno, etc. Ognuna di
queste applicazioni ha un’interfaccia utente differente in
termini di look & feel e anche di usabilità, ma in tutti i
casi è già più o meno predisposta per il Web.

Una possibile roadmap evolutiva potrebbe svilupparsi sui seguenti
passi:

  • Attivazione di un portale intranet per i
    dipendenti con funzionalità di single-sign-on.
  • Integrazione di tutte le applicazioni di
    produttività nel portale; il livello di integrazione può
    essere più o meno sofisticato, di solito grazie al
    single-sign-on è sufficiente un restyling grafico
    dell’applicazione esterna in modo da garantire
    l’uniformità col portale per rendere l’esperienza
    utente già migliorativa. E’ possibile inoltre definire
    diversi profili utente in modo che ogni utente veda e possa
    accedere soltanto alle applicazioni per cui effettivamente è
    abilitato a farlo.
  • Migrazione verso il SaaS pubblico dei processi
    a bassa criticità, ad esempio la gestione cedolino paghe e/o
    mail e calendario. Grazie alla presenza del portale è
    possibile procedere all’integrazione dei nuovi servizi
    senza creare disservizi agli utenti e comunque senza che possa
    essere percepito un cambiamento importante.
  • Proseguimento nella la strategia di rifare, dove necessario,
    le applicazioni esistenti secondo il paradigma WOA e
    SOA
    , integrando i sistemi legacy tramite servizi di
    business creati su di essi (e possibilmente pubblicati
    sull’ESB) mantenendo/arricchendo il portale web.

Scenario 2: startup

Nel secondo scenario l’azienda è uno start up e non ha
quindi necessità di integrare sistemi preesistenti.

La scelta in questo caso è di partire adottando servizi Cloud
pubblici:

  • SaaS per supportare i processi a supporto
    delle attività di marketing, groupware e collaborazione,
    amministrazione e controllo e via dicendo
  • PaaS per sviluppare soluzioni a supporto dei
    processi più critici; ad es. l’ecommerce e/o per erogare
    i servizi legati al core business dell’azienda costruiti
    a partire dalla personalizzazione di piattaforme di terze parti
  • IaaS come base per erogare eventuali servizi
    sviluppati su piattaforme custom costruite da zero
    dall’IT aziendale

Scenario 3: verso il cloud data center

Negli ultimi 10 – 15 anni l’azienda oggetto dello
scenario ha sviluppato applicazioni successive con la conseguenza
di un progressivo aumento della diffusione di hardware dedicato
all’erogazione delle stesse.

Spesso, o per motivi di ripartizione di costi o per scarsa
qualità progettuale di architettura software, a ogni
applicazione è corrisposto uno o più server fisici dedicati che
hanno creato veri e propri silos infrastrutturali.
L’esigenza principale è la realizzazione di piani per il
consolidamento hardware, sfruttando da una parte i prodotti di
virtualizzazione e dall’altra l’avvento dei paradigmi
WOA e SOA.

II primo passo da compiere è la razionalizzazione
dell’hardware
esistente tramite prodotti di
virtualizzazione hardware per raggiungere come primo e misurabile
risultato la riduzione dell’hardware gestito.

Successivamente, introducendo degli strumenti di governance delle
immagini dei sistemi operativi e di configurazione avanzata
dell’infrastruttura virtuale, possono essere abilitate
delle caratteristiche avanzate che avvicinano il virtual data
center al Cloud, quali ad esempio:

  • Bilanciamento del carico in tempo reale,
    ottenuto migrando le macchine virtuali che necessitano di
    potenza di carico superiore su hardware con maggior capacità;
  • Gestione centralizzata di politiche di utilizzo
    dell’hardware
    , per garantire la giusta potenza
    elaborativa nel tempo ad ogni applicazione in modo da ottenere
    il rispetto delle SLA;
  • Alta affidabilità ottenuta a livello del sistema di
    virtualizzazione
    , grazie alla possibilità di spostare
    senza creare disservizi le macchine virtualizzate da un server
    fisico all’altro.

In parallelo è possibile per l’azienda valutare la
sperimentazione delle piattaforme IaaS pubbliche, utilizzate
sia per processi a bassa criticità (attività di testing,
backup dati, eccetera) sia come naturale estensione del cloud
data center attraverso tecniche di cloud bursting.

BBJ - superAdmin da Digital4

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