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L’innovazione per le Pmi

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L’innovazione per le Pmi

10 Mag 2011

di Riccardo Cervelli

“Tecnologie dell’informazione per le imprese e il territorio”: è il titolo di un convegno, svoltosi presso la Regione Emilia Romagna, promosso, tra gli altri, da Microsoft, per comprendere quali sono le aree nelle quali le Pmi dovranno maggiormente investire in futuro.

Come l’Ict aiuta le imprese a sopravvivere alla crisi e a cogliere le opportunità della ripresa. Quale ruolo può giocare la Pubblica amministrazione per favorire l’innovazione tecnologica. Quali sono le tematiche su cui si dovrà investire maggiormente in futuro. Questi gli argomenti dibattuti nel corso di un convegno su “Tecnologie dell’informazione per le imprese e il territorio”, tenutosi qualche tempo fa presso la sede della Regione Emilia-Romagna.
Tra i promotori c’era Microsoft Italia, presente con il suo country manager, Pietro Scott Jovane (nella foto). “Quando ci siamo dati un’organizzazione regionale per promuovere l’innovazione nelle imprese – ha ricordato l’ad – ci siamo chiesti se la nostra presenza in Emilia Romagna dovesse essere considerata un esperimento o un modello per offrire un contributo stabile al miglioramento. Siamo giunti alla conclusione che quella regionale sia la dimensione atomica corretta per ragionare su quello che si deve fare. Tuttavia la nostra presenza sul territorio non sarebbe sufficiente se la Regione non svolgesse un ruolo trainante. La Regione ha rapporti con la Pmi, l’Università, gli enti di ricerca e con le aziende It locali”.
Il tessuto economico dell’Emilia Romagna e il suo rapporto con l’innovazione tecnologica sono stati messi sotto la lente d’ingrandimento di NetConsulting, coautrice insieme a Microsoft, Regione Emilia Romagna, Unioncamere, associazioni regionali di Cna e Confindustria, di un interessante libro bianco. Tra i dati estrapolati da Giancarlo Capitani, amministratore delegato della società di analisi e consulenza spicca il 45% di aziende che afferma essere già in corso una ripresa dell’economia: un dato che si spiega soprattutto con la vocazione all’export delle imprese locali. “Un altro elemento che emerge dall’indagine – ha sottolineato Capitani – è la percezione che le tecnologie siano diventate più fruibili, necessitino di meno risorse rispetto al passato e si possano utilizzare anche senza doverle acquistare”. Più volte Scott Jovane ha sottolineato il contributo che il cloud computing (“Già ampiamente utilizzato nella vita privata”) darà all’innovazione tecnologica delle imprese: “E più l’It diventerà pervasiva, più si potranno concentrare gli investimenti in formazione su temi manageriali”, ha aggiunto.
Alcune testimonianze di Pmi hanno messo in luce il valore dell’innovazione It per il business. La crescita della nuova Panini, secondo il suo Group Ict Manager Enrico Garuti, “è avvenuta grazie all’apertura di filiali all’estero e alla diversificazione dei prodotti, processi supportati da un Erp internazionale”. “Anche noi – gli ha fatto eco Corrado Mazzoni, direttore sistemi informativi di Corghi, produttore di strumenti per i gommisti – siamo stati facilitati nell’apertura di filiali all’estero dalla presenza di un Erp internazionale”. Secondo Gabriele Nicolini, General Manager di Interpuls, una società del settore zootecnico, “la nostra azienda ha sempre fatto leva sulle idee e sulla velocità nel realizzarle. Senza l’It la velocità creerebbe solo disordine”.
Cosa serve ancora oltre all’innovazione? Una risposta è la capacità, da parte di realtà medio piccole, di “fare rete” per poter competere con soggetti di dimensioni molto maggiori a livello globale.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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