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Office 365: i vantaggi per le Pmi

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Office 365: i vantaggi per le Pmi

11 Lug 2011

di Rinaldo Marcandalli

“Microsoft Office incontra la nuvola” annuncia Pietro Scott Jovane (nella foto), amministratore delegato di Microsoft Italia, al lancio di Office 365, sottolineando il ruolo di acceleratore per la ripresa che proprio lo strumento di produttività Microsoft offerto “in the cloud”, conferisce alla nostra Piccola e Media Impresa. Ma Google non resta ferma a guardare e sostiene il primato delle proprie Apps

Si focalizza sulle opportunità offerte alle Pmi, l’amministratore delegato di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane, il giorno del lancio a livello mondiale di Microsoft Office 365, il Software as a Service che riunisce la comunicazione tradizionale sul web (e-mail, Instant Messaging), la collaboration con la condivisione documentale, ricordando che il cloud computing è visto da Microsoft come opportunità per portare tecnologia all’esterno dell’azienda liberandosi di complessità; Office 365 rappresenta invece un’occasione per portare all’interno dell’azienda, nello specifico della Pmi, innovazione in modo più rapido e con costi abbordabili. Un’idea dei costi? Variano naturalmente per fasce d’utenza: 5,25 euro/utente/mese per professionisti/piccole imprese, è il costo di un Office 365 “express” che riunisce posta elettronica (Exchange Online), operazioni di base sui documenti online (office Web Apps), condivisione (SharePoint Online), messaggistica e la comunicazione “ricca” (Lync), protezione da virus e spam (Forefront Online Protection di Exchange). Si può arrivare fino ai 25,50 euro/utente/mese, il massimo di 4 piani pensati per “medie imprese e grandi aziende”, aggiungendo capacità di editing di base con le Office Web Apps, applicazioni di produttività Office Professional Plus, capacità avanzate di archiviazione con Exchange online, funzionalità vocali di fascia enterprise per sostituire o potenziare il Pbx con Lync Server locale. “È un’occasione da non perdere – sottolinea Jovane – per le piccole aziende che in Italia non si sono ancora informatizzate. Office 365, consente a una Pmi di abbracciare velocemente il cambiamento senza investimenti significativi e diventare un attore competitivo nel mercato di riferimento che diventa accessibile a livello mondiale e che oggi è invece popolato solo dalle aziende più grandi”, dichiara Scott Jovane.
Il top manager Microsoft anticipa dubbi e domande. Quanto Microsoft stessa crede nel cloud? “La risposta si evince dalla percentuale di sviluppatori, il 70%, che vi dedica. Questo significa che ogni soluzione futura avrà un’offerta anche in cloud”. E per quanto riguarda sicurezza e robustezza della piattaforma e i timori di veri e propri black-out informatici nel caso di scoperta di vulnerabilità della soluzione messa in cloud? La risposta di Scott Jovane si riconduce all’esperienza del colosso di Redmond: “Microsoft ha già nel mondo complessivamente un miliardo di utilizzatori, di cui circa 670 milioni consumer, di servizi a consumo: certo, è un utilizzo non comparabile con quello che le aziende faranno delle applicazioni in cloud, ma dimostra una grande esperienza di sviluppo, non certo inferiore a quella che serve per costruire il data center necessario a supportare l’evoluzione del mondo It business sulla piattaforma Microsoft Azure [la Platform as a Service di Microsoft, ambiente di sviluppo completamente integrato nel cloud ndr]”.
Quanti utenti business si stanno spostando sul cloud? “Sono già 40 milioni gli utenti business di aziende nel mondo che già ‘pagano a consumo’ servizi cloud Microsoft. Il servizio in questi casi sostituisce un costo interno e garantisce tutta una serie di servizi aggiuntivi per la produttività dei dipendenti, la sicurezza dei dati trattati e i backup previsti”, afferma Scott Jovane. E il dato italiano (di utenti/mese) si aggiorna di ora in ora [non dimentichiamo che Office 365 è in fondo la riunione, sia pure con combinazioni diverse fra le cinque fasce di costo, tutti già esistenti anche nella versione italiana: Exchange Online, Office Web Apps, SharePoint Online, Instant Messaging e Lync, Forefront, ecc ndr]; mentre sto parlando mi dicono che siamo a 70.000 utilizzatori sulla piattaforma italiana e vedrete che esploderà” . E i partner (25000 in Italia, 645000 nel mondo)? Come stanno reagendo a una proposta di rilascio di applicativi Microsoft in cloud, che rischia di ridimensionare la loro attività? “Molti hanno percepito il cloud come una minaccia. Ma è attraverso i partner che Microsoft ha sviluppato la propria presenza nel territorio e la propria credibilità quindi, anche in questo caso, si aprono per gli operatori di canale nuove opportunità. Non sono pochi quelli che lo hanno capito e oggi sono già 600 partner italiani che hanno adottato la soluzione cloud di Microsoft da offrire ai propri clienti”, precisa Scott Jovane.
E infine la domanda cruciale, che riguarda una delle questioni più critiche: sicurezza dei dati e garanzia di privacy nel cloud? “Noi riteniamo di avere un sistema di sicurezza certificato e trasparente (i dati si sa dove sono, come vengono archiviati, quali sono i criteri di miglioramento della sicurezza rispetto all’on premise), e che sulla privacy non ci debbano essere ‘scorciatoie’: si è compliant alla normativa o non lo si è. Auspico una posizione analoga dall’industria nel suo complesso [la frecciata è alla concorrenza ndr], perché il successo del cloud non è che la somma dei comportamenti degli operatori”, dice l’amministratore delegato di Microsoft.
Office 365 porta innovazione in termini di risparmio di tempo all’interno di un’azienda. Pensiamo a una Pmi: aprendo una sessione di qualunque browser con Office 365 è possibile attribuire a tutti gli utenti dell’azienda un servizio di Posta elettronica, uno di Instant Messaging e uno spazio di Sharepoint in 10 minuti. Ma soprattutto si semplifica il processo, il che è decisivo per superare le resistenze delle aziende di più piccole dimensioni all’utilizzo di strumenti di collaboration. Resistenze dovute non tanto a una mancata percezione del valore di questi strumenti, ma alla necessità di implementare un adeguato backoffice con significativi investimenti It: proprio i problemi che Office 365 promette di superare.
Intanto, nei giorni precedenti il lancio e in quelli immediatamente successivi si è aperto un intensissimo fuoco di contraerea da parte di Google. Ed è un buon segno per la nostra Pmi, se due colossi di questo calibro vedono le piccole imprese sulle soglie di una trasformazione innovativa verso l’abbonamento a servizi di produttività nel cloud senza bisogno di dipartimento It. Senza alcuna pretesa di essere esaustivi, ecco alcuni semplici punti di scontro secondo Shan Sinha, Product Manager Google Apps che dichiara “Office 365 è per gli individui, Google Apps è per i team. Office 365 è ottimizzato per pc e device basati su Windows, Google Apps è costruito per essere utilizzato su qualsiasi tipo di device. Come costi, Office 365 ha diverse tipologie di offerta nelle quali è complesso districarsi, mentre Google Apps costa 5 dollari al mese senza altri impegni. Office 365 nasce nell’ambiente desktop e Apps nasce nell’ambiente web. Google Apps continua a crescere: solo nell’ultima settimana 38.000 utenti aziendali hanno deciso di provarlo”.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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