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Agilità: ecco cosa si aspettano gli italiani dal cloud

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Agilità: ecco cosa si aspettano gli italiani dal cloud

Per Cio e It manager italiani l’agilità è il principale driver di business per il cloud. È quanto emerge da una ricerca condotta da Coleman Parkes e commissionata da Hp con l’obiettivo di analizzare i trend relativi all’adozione del cloud nel settore finanziario, pubblico e delle utilitiy. ZeroUno approfondisce il tema con un’intervista a Lorenzo Gonzales, Innovation Senior Consultant, Hp Italiana

28 Gen 2012

di Nicoletta Boldrini

Il 72% dei Cio e It manager italiani sta pianificando investimenti in ambito cloud per ridefinire l’interazione con clienti, cittadini e dipendenti in termini di accesso immediato alle informazioni. Circa il 90% prevede di spostare le applicazioni mission-critical al cloud entro i prossimi 2-5 anni contro l'80% dei colleghi europei.
Le percentuali si riferiscono a un bacino di 100 Cio e It manager italiani interpellati da Coleman Parkes, su commissione di Hp, per delineare i trend relativi all’adozione del cloud nel settore finanziario, pubblico e delle utility. La ricerca, intitolata “Cloud & Transformation Study”  è stata condotta su un campione complessivo di 940 It decision maker/Cio di aziende con più di 1.000 dipendenti di Uk, Francia, Germania, Italia, Russia, Repubblica Ceca, Sud Africa, Medio Oriente, Svezia e Norvegia (come accennato, il campione italiano è di 100 intervistati).
Segnaliamo di seguito ulteriori dati tra i più rilevanti relativi al nostro paese:
• 28% (contro 16% Europa) considera il cloud come un modo per reinventare le interazioni con dipendenti e clienti;
• 60% (contro 47% Europa) considera fattore critico di decisione la conservazione dei dati nel cloud nel rispetto delle regolamentazioni;
• 65% (in linea con Europa) ritiene che le attività "customer facing" guideranno l'innovazione in termini di adozione del cloud.
Approfondiamo allora alcune delle tematiche più rilevanti emerse dalla ricerca intervistando Lorenzo Gonzales (nella foto), Innovation Senior Consultant, Hp Italiana.
 
ZeroUno: Dalla ricerca condotta da Coleman Parkes emerge la volontà delle aziende italiane di fare investimenti concreti in ambito cloud. Le motivazioni sono dettate da esigenze di business, quindi da una ricerca di efficacia più che di efficienza tecnologica. Come si sente di commentare questi dati analizzando contesto, esigenze e trend in atto nel nostro Paese?
Gonzales: Secondo la ricerca, oltre il 70% di Cio e It manager italiani sta pianificando investimenti in ambito cloud per ridefinire l’interazione con clienti, cittadini e dipendenti in termini di accesso immediato alle informazioni. Possiamo rapportare questa volontà non solo alle esigenze di business in costante evoluzione, ma anche alla improrogabile necessità di confrontarsi con un mercato sempre più competitivo e complesso. Questi aspetti spingono a cercare soluzioni nuove per operare in modo efficace utilizzando strumenti che, fino a prima del cloud, non erano accessibili. Grazie al cloud, infatti, le aziende possono gestire molti più elementi, dalla sicurezza all’innovazione dei processi, dall’interazione con i dipendenti al miglioramento del customer facing, ossia il rapporto con i clienti, consentendo allo stesso tempo una più attenta analisi degli aspetti di efficacia, come ad esempio la riduzione dei costi operativi. 

ZeroUno: Quali sono gli approcci di adozione al cloud e i percorsi più comuni adottati dalle aziende?
Gonzales: Le aziende preferiscono un approccio integrato e completo, che come Hp definiamo “ibrido”, in cui il private cloud sia in linea con i processi e le tecnologie. Si tratta del percorso più comune ma anche di quello più semplice per le aziende, che sono interessate al Software as a Service proprio perché spinte dalla ricerca di efficacia tecnologica.

ZeroUno: Dallo studio emerge la volontà di spostare anche applicazioni mission critical in ambienti cloud. Quali sono tuttavia le criticità di scelte di questo tipo?
Gonzales: Tra le criticità di una simile scelta possiamo includere la sicurezza del dato legata alla difesa della proprietà intellettuale e l’integrazione a livello di processi di business. Lo spostamento di applicazioni critiche, e come tali fortemente integrate, richiede infatti efficaci e pragmatiche scelte tecnologiche e architetturali, nonché una puntuale gestione della domanda per selezionare il più appropriato modello di approvvigionamento.

ZeroUno: Quali sono, al contrario i vantaggi che potrebbero derivare dall’adozione dell’ambiente cloud anche per processi core business?
Gonzales: Tra i principali vantaggi del cloud possiamo includere innanzitutto la flessibilità, come confermato dal 53% del campione italiano analizzato nella ricerca; in secondo luogo la rapidità nel soddisfare le esigenze dei clienti (37%). Altrettanto importanti sono la possibilità di integrare nuovi modelli di business, la mobilità, e l’accesso a capacità innovative per ottimizzare il modello competitivo.

ZeroUno: Quali sono infine gli impatti in termini di organizzazione (oltre che professionalità, ruoli e competenze) del dipartimenti It? Come evolverà il reparto It e quali sono gli elementi principali che caratterizzano la loro trasformazione?
Gonzales: Possiamo parlare di impatto sull’organizzazione It in termini di governance, sicurezza e competenze. A livello di governance, il cloud influisce sulla gestione della domanda e dell’erogazione del servizio. Per quanto riguarda gli aspetti legati alla sicurezza e alla gestione del rischio, la preoccupazione per la protezione delle informazioni rappresenta una possibile barriera per l’adozione delle tecnologie cloud nel nostro paese più che all’estero. Infatti, secondo l’indagine, il 36% dei Cio e It manager italiani considera la sicurezza delle informazioni come l’area in cui il cloud può avere il maggiore impatto, rispetto al 27% degli europei.
Per quanto riguarda infine le competenze, il cloud ne richiede una evoluzione, con forti necessità di sviluppo delle capacità di disegno, realizzazione e governo di architetture complesse e multidisciplinari, di integrazione di applicazioni e processi di business, nonché di ottimizzazione dei processi operativi.

Nicoletta Boldrini

Direttore responsabile di ZeroUno

Direttore di ZeroUno e del portale AI4Business dedicato all'intelligenza artificiale, seguo da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Il mio motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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