Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Oracle, Hurd: “Cloud e Intelligenza artificiale per passare al nuovo mondo”

pittogramma Zerouno

Attualità

Oracle, Hurd: “Cloud e Intelligenza artificiale per passare al nuovo mondo”

03 Ott 2017

di Stefano Uberti Foppa

Il Ceo dell’azienda traccia un profilo delle attuali pressioni competitive sulle imprese indicando i servizi cloud, integrati con funzionalità di machine learning, come l’unica risposta possibile ad un business fatto di velocità, innovazione continua, complessità e centralità dell’esperienza utente. Dietro la strategia, come al solito, decine di nuovi prodotti, mentre l’AI diventa pervasiva e ingegnerizzata nelle Applications

SAN FRANCISCO – Dopo la partenza “a spron battuto” di Larry Ellison, entrato da subito nella descrizione del nuovo Oracle18c Autonomous Data Base, un db in grado, grazie a tecniche di machine learning, di gestire le patch in autonomia, senza alcun intervento umano, in real time, con disponibilità continua, recovery e upgrade con il db on line, è toccato al Ceo Mark Hurd una prima contestualizzazione degli annunci che stanno connotando l’Oracle Openworld 2017 (una manifestazione partita 35 anni fa come Developer Conference, oggi il più grande evento del settore It, 60 mila partecipanti, 1.2 milioni di live streaming attendees, 2.200 sessioni tecniche e un indotto per la città di San Francisco e la Baia di circa 3.3 miliardi di dollari).

Prima della chiave di lettura di Hurd, due parole su quello che oggi il Paas (perché i primi annunci del database 18c vanno in quest’area, oggi di altissimo interesse) sta rappresentando nel cloud journey delle imprese, anche in Italia. Le anticipazioni dell’Osservatorio Cloud del Politecnico di Milano confermano che il Paas si caratterizza per importanti trend di crescita in Italia nel corso dell’attuale anno, con percentuali davvero rilevanti (+45%), superiori di parecchio alla media del mercato. Crescente specializzazione, dice la rilevazione dell’Osservatorio in merito all’utilizzo delle aziende per i servizi in Public Cloud, con i database e data service, guarda caso, a fare la parte più rilevante. Vi rimandiamo quindi al 4 ottobre, data di presentazione dei risultati dell’Osservatorio, quando ZeroUno, in accordo con il Politecnico, rilascerà in contemporanea i dati; ma è un fatto che questo annuncio di Oracle nel Paas si allinei alla tradizione dell’azienda di Ellison, precursore nella tecnologia data base, oggi in una declinazione di automazione, di security, di machine learning e di cloud.

Hurd ha quindi contestualizzato proprio in chiave cloud tutti gli annunci dell’Openworld. Perché? Perché, ha spiegato il Ceo, “Le performance delle aziende vedono ancora oggi crescite di fatturato modeste; la pressione cresce perché l’innovazione tecnologica e l’adozione dei consumatori è molto più veloce della capacità di adeguamento dell’IT; i sistemi e le applicazioni oggi in giro sono in genere ancora vecchi di 20 anni; l’80% del budget continua ad essere dedicato alla maintenance mentre la disruption digitale sta pervadendo tutti i settori e serve innovare il modello di business attraverso l’erogazione di nuovi servizi e prodotti che mettano al centro una sempre migliore customer experience”.

La risposta Oracle va oggi nella direzione cloud con le cosiddette “emerging technologies – AI e machine learning su tutte – ingegnerizzate nelle applicazioni, integrate direttamente nei sistemi informativi delle aziende per essere usate in modo sempre più intelligente e naturale. “Il fatturato oggi di Oracle nel cloud – ha detto Hurd in una delle numerose conferenze stampa – è di 6 miliardi di dollari; nel primo trimestre è aumentato del 51%, circa 1,5 miliardi di dollari. La nostra crescita è superiore a quella di Amazon e Microsoft”.

Oracle è consapevole che il passaggio è obbligatorio ma non semplice: “Si deve pensare adesso alle architetture future per sopravvivere oggi e domani – ha detto Hurd – E’ una questione di velocità, di quanto le aziende saranno veloci a fare questo passaggio”. Ricordiamo, su questo punto, il programma varato di recente da Oracle in termini di licenze, proprio per velocizzare il passaggio delle aziende al cloud, con gli utenti di Paas e Iaas che potranno fruire dei servizi cloud utilizzando un modello contrattuale unificato, senza specificare in anticipo cosa si prevede consumare, ma contrattualizzando e pagando solo il servizio a reale consumo (Universal Credit) mentre con Byol (Bring Your Own Licence) i clienti potranno portare le loro licenze on premises all’Oracle Iaas e riutilizzare le attuali licenze per l’Oracle Paas (compreso Oracle DB, middleware, Analytics). Tutto ciò finalizzato ad ottimizzare i pregressi investimenti nell’on premise usando l’Oracle Database Cloud ad una frazione del vecchio Paas price.

L’AI pervasiva nelle Applications

Nuove applicazioni con funzioni di intelligenza artificiale (Oracle Adaptive Intelligent Apps) sono state integrate nelle attuali Oracle Cloud Applications. Le Adaptive Intelligent Apps sono alimentate da insight sull’Oracle Data Cloud, un data marketplace di terze parti formato, dichiara Oracle, da oltre 5 miliardi di profili di consumatori, con 7,5 trillioni di data point raccolti su base mensile. Sono indirizzate ai diversi ambiti aziendali con l’obiettivo di supportare, con maggiore facilità ed efficienza, il processo decisionale delle varie figure professionali: nel Finance & Procurement (analisi dei trend storici e del rischio, applicazione di sconti particolari in fattura sulla base di specifiche indicazioni, ottimizzazione del cash flow, bilanciamento corretto del rapporto fornitori-acquisti, miglioramento del processo di fornitura, ecc); nelle Risorse Umane (nuove indicazioni nella gestione dei talenti, ricerca attraverso linguaggio naturale, stima delle probabilità di successo mappando le precedenti esperienze e gli indicatori di profili richiesti, ecc); nel Supply Chain Management (ridefinire i tradizionali modelli di Scm attraverso insight su big data rilevati da tecnologie IoT ai quali applicare tecniche di machine learning per identificare i segnali di inefficienza e di rischio, associando queste rilevazioni alle funzioni di business e ai relativi processi); nel Manufacturing (incident detection a livello di fabbrica, analisi continua machine learning dei processi di lavorazione in rapporto agli obiettivi di produzione); nel Commerce (nuove funzioni AI per consentire ai business manager di migliorare produttività e risultati operando su numerosi canali integrando azioni di vendita, marketing e chatbot; per capire la migliore promozione, il prodotto più richiesto, ecc); nel Customer Services (analisi basata su AI dei dati provenienti dai clienti per il miglioramento continuo della user experience, analisi delle FAQ per ridurre il timing tra problema e soluzione); nel Marketing (definire al meglio il target di mercato, ottimizzare l’offering e il tasso di risposta positiva basandosi sull’analisi delle differenti campagne marketing; capire come il target si interfaccia con i contenuti proposti per ottimizzare le comunicazioni); nelle Vendite (indicazioni e raccomandazioni sulla base dell’analisi dei dati per finalizzare la chiusura del contratto e ottimizzare la proposta di vendita).

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

Argomenti trattati

Personaggi

Mark Hurd

Articolo 1 di 4