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Oracle Cloud Day 2016, best practice per fare innovazione

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Oracle Cloud Day 2016, best practice per fare innovazione

Durante l’annuale appuntamento italiano dedicato al cloud, Oracle ha invitato diverse imprese che hanno portato testimonianze di esperienze di progetti cloud computing di successo; si è dunque aperto un dibattito sull’innovazione tecnologica di processi e prodotti nelle organizzazioni (da startup digitali, a realtà tradizionali, sino alle istituzioni politiche) da cui sono emersi spunti di riflessione per le realtà che devono ancora intraprendere il viaggio verso la nuvola, ma anche per i fornitori…

29 Nov 2016

di Cristina Mazzani

“Il cloud è arrivato. Gli analisti sono concordi nel registrare un aumento a doppia cifra della spesa destinata all’acquisto di soluzioni cloud, ma, allo stesso tempo, non possiamo nascondere che in Italia, al momento, i numeri degli investimenti, in valori assoluti sono ancora bassi. E soprattutto sono per lo più riferiti alle grandi aziende, mentre le Pmi pare non riescano ancora a compiere il salto verso la nuvola”, così Fabio Spoletini, country leader di Oracle Italia, ha aperto l’Oracle Cloud Day.

Fabio Spoletini, country leader di Oracle Italia

Durante l’evento milanese, Oracle ha ospitato molteplici aziende per testimoniare come sia possibile realizzare con successo la trasformazione digitale, fare innovazione, “andare avanti”. Proprio Moving Forward è stata la linea guida che ha caratterizzato la tavola rotonda dal titolo “Cloud in action” che ha visto confrontarsi diverse organizzazioni.

Raccontando le loro esperienze sono emerse voglia di sperimentare, che nasce anche dalla necessità di controllare i costi, così come, ancora, perplessità riguardo alla sicurezza e allo spostamento dei dati in cloud, riconducibili, oltre che alle resistenze culturali, alle normative vigenti nei vari Paesi. Si è registrato il forte interesse da parte delle aziende verso modelli organizzativi nuovi e innovative modalità di valorizzare capacità e competenze del singolo attraverso nuove forme di collaborazione, una per tutte lo smart working, che proprio si fonda sulle potenzialità del cloud.

Le aziende e il cloud computing, pro e contro

Paolo Galvani, Chairman & co-founder di Moneyfarm

Paolo Galvani, Chairman & co-founder di Moneyfarm (piattaforma online che aiuta le persone a gestire i propri risparmi) ha raccontato l’esperienza di un’azienda che fa tutto in cloud “senza mai aver comprato un server”, che utilizza sofisticati modelli di analisi e, nello specifico, due algoritmi principali: uno per identificare il profilo di rischio attraverso un questionario e quindi uno scoring interno e l’altro che poi associa tale profilo all’investimento più adeguato. “Nel 2011, quando è nata Moneyfarm – ha affermato Galvani – non si parlava ancora di fintech, ma poco tempo fa una grande realtà come Gruppo Allianz è entrata con una piccola quota nella nostra società. Questo è sintomatico del cambiamento, oggi c’è contaminazione tra modelli tradizionali e innovativi, ormai è abbastanza scontato che il conto corrente si possa gestire con una app”.

Angelica Tritzo, Direttore Sistemi Turbomachinery Solutions GE Oil&Gas

In un contesto di industria tradizionale si colloca invece l’esperienza di innovazione raccontata da Angelica Tritzo, Direttore Sistemi Turbomachinery Solutions GE Oil&Gas: “Quando abbiamo deciso di spostare le applicazioni massivamente in cloud, il nostro obiettivo era cambiare l’impostazione organizzativa, da un lato, e rispondere alla domanda di controllo dei costi, dall’altro. Il passaggio successivo è oggi quello di lavorare sulla fabbrica, nell’ottica dell’Industria 4.0. E questo per noi significa installare sensori da cui ottenere dati in base ai quali, operando con algoritmi specifici, far scaturire attività autonome. Il fine ultimo è ridurre i costi di manutenzione e compiere simulazioni che ci permettano di stabilire se è necessario acquistare nuove macchine. D’altra parte – ha specificato Tritzo – stiamo investendo sui nostri ingegneri sul campo (solitamente impegnati in luoghi complicati quali, piattaforme petrolifere, gasdotti in aree desertiche) affinché possano avere a disposizione tutti gli strumenti necessari per essere veloci ed efficaci, compiendo interventi in maniera guidata”.

Daniele Lunetta, Direttore Comunicazione e Prodotti Editoriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

La tecnologia può essere un’opportunità per frenare la disaffezione dilagante nei confronti delle istituzioni. È l’opinione di Daniele Lunetta, Direttore Comunicazione e Prodotti Editoriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che, partendo dalla consapevolezza che ormai lo smartphone è uno dei principali strumenti d’accesso alle informazioni, ha promosso investimenti nei canali di comunicazione e nel marketing digitale per diffondere tutte le informazioni, dai regolamenti alle statistiche, relative al lavoro: “Nel momento in cui abbiamo deciso di muoverci in questo senso ci siamo affidati a una piattaforma cloud e in 34 giorni siamo partiti avendo subito riscontri positivi. Entro breve prenderà vita Chat box, il mobile cloud service che consentirà di rispondere in modo mirato alle esigenze dei cittadini”.

Un maggior impegno richiesto ai fornitori

Soddisfazione per i propri progetti è stata espressa anche da Amplifon e Luxottica che, allo stesso tempo, hanno rilevato situazioni inaspettate o comunque suscettibili di cambiamento…

Ugo Giorcelli, Chief Financial Officer Amplifon

Nel primo caso si è scelto il cloud affinché la divisione It potesse gestire la rete di punti vendita, sempre in divenire, in maniera flessibile, con soluzioni scalabili.

“L’It è uno dei pilastri su cui si fonda la crescita Amplifon– ha sottolineato Ugo Giorcelli, Chief Financial Officer – un’azienda come la nostra ha 2 milioni di potenziali clienti ogni anno e le divisioni It e marketing sono praticamente ormai fuse in un unico dipartimento per gestire il contatto con i nostri interlocutori. Devo però constatare – ha aggiunto Giorcelli – che non siamo riusciti a cristallizzare i risparmi che ci attendevamo. È vero che possiamo accrescere le soluzioni in modo graduale, senza fare un unico investimento iniziale, ma si tratta semplicemente di incrementare man mano la spesa: in pratica, non abbiamo visto grandi miglioramenti dal punto di vista del conto economico. In questo senso tutti dovremo fare uno sforzo: per quanto ci riguarda nella maggiore attenzione alle diverse opportunità offerte dalle soluzioni, da parte dei fornitori nell’accompagnarci nel cambiamento”.

Nicola Saraceno, VP Crm&Analytics di Luxottica

“Da sei mesi a questa parte – è intervenuto Nicola Saraceno, VP Crm&Analytics di Luxottica – abbiamo sperimentato che il cloud consente una forte accelerazione sui big data. Ora abbiamo arricchito la nostra piattaforma di dati valorizzando le informazioni interne, che prima erano troppo complicate da gestire, e dati non strutturati che arrivano dall’esterno. E questo è solo un esempio di quello che stiamo facendo beneficiando della tecnologia. Bisogna però stare attenti: quello che vedo io è che ci sono tante soluzioni affascinanti, i fornitori offrono proposte vaste e articolate, ma in alcuni casi vi è sovrapposizione di soluzioni. Per noi a volte è difficile capire come spendere le risorse, il rischio è quello di inseguire la luna e non focalizzarci sulle reali esigenze. Questo è ovviamente molto rischioso; penso che i fornitori dovrebbero supportarci maggiormente in questo percorso di comprensione”.

Cristina Mazzani

Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

Oracle Cloud Day 2016, best practice per fare innovazione

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