On premises vs. cloud: somiglianze e differenze

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On premises vs. cloud: somiglianze e differenze

Per decidere se eseguire un workload on premises o nel cloud si deve valutare attentamente la sicurezza, l’affidabilità, i costi e altri fattori e porsi quattro domande chiave.

12 Apr 2022

di Marta Abbà - Fonte TechTarget

Il cloud può sembrare onnipotente, con una scalabilità apparentemente infinita, innumerevoli strumenti e servizi e un esercito virtuale di tecnici e personale di supporto ma, nonostante i suoi numerosi vantaggi, non è la soluzione ideale per ogni problema o il giusto strumento per qualsiasi organizzazione. I vari settori presentano requisiti diversi per tutto, dal punto di vista della sicurezza ma anche dell’affidabilità, e in alcune circostanze può essere proibitivo passare da un sistema on-premises ben funzionante al cloud.

Ci sono molti aspetti da considerare quando si confronta l’infrastruttura on-premises con quella cloud, molti compromessi che non sempre sono accettabili per un’organizzazione o per uno specifico carico di lavoro ed è importante comprenderli per fare la scelta giusta, adesso e in futuro.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’infrastruttura on-premises?

Come alternativa al cloud computing, l’infrastruttura on-premises ha una serie di potenziali vantaggi, tra cui:

  • Controllo dell’infrastruttura. Quando un’organizzazione possiede l’hardware e i sistemi che stanno alla base della sua infrastruttura IT, ha il controllo totale su dove questi componenti operano, come funzionano e chi può accedervi.
  • Costi. I costi a lungo termine per l’infrastruttura on-premises possono essere più bassi per le applicazioni con modelli di utilizzo prevedibili. Una volta che le organizzazioni comprano l’hardware, gli unici costi correnti sono l’energia e la manutenzione.
  • Sicurezza. Con l’infrastruttura on-premises, la sicurezza è sotto il completo controllo del team IT che decide come, quando e perché qualcuno può accedere all’hardware o alla rete. Per alcune organizzazioni che devono soddisfare precisi requisiti normativi e di privacy tutto ciò può essere necessario.
  • Efficienza. I sistemi on-premises possono presentare vantaggi nelle prestazioni, come una bassa latenza e ambienti di sviluppo con poche o nessuna dipendenza esterna. Il ciclo di feedback tra i cambiamenti dell’infrastruttura on-premises e i singoli dipendenti è incredibilmente breve e, se c’è un’interruzione, i dipendenti in loco possono apportare le modifiche necessarie.

Oltre a tutti questi vantaggi, però, ci sono anche alcuni svantaggi che possono impattare sulla scelta dell’infrastruttura on-premises rispetto al cloud, tra cui:

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  • Affidabilità. L’infrastruttura di un’azienda è affidabile quando lo è la sua manutenzione. Serve un team ben addestrato sul posto per garantire che tutto funzioni perfettamente.
  • Scalabilità. Un set fisso di server on-premises rappresenta una capacità di risorse stabile e sicura ma quando un’organizzazione ha bisogno di più risorse, l’unica opzione è comprare più server. Pochissime aziende possono costruire un’infrastruttura interna che raggiunga la portata e la flessibilità delle piattaforme e dei servizi di un fornitore di cloud.
  • Costi. Se un’organizzazione acquista più server, quando accade che le richieste di risorse diminuiscono, quella capacità aggiuntiva risulta sottoutilizzata. Comprare un server in più per soddisfare un aumento del 5% della domanda non è conveniente dal punto di vista dei costi.
  • Manutenzione. Poiché i team IT sono responsabili del proprio hardware on-premises, i requisiti di manutenzione non spariscono mai.
  • Sicurezza. La sicurezza è un’arma a doppio taglio. Un accordo on-premises garantisce molto più controllo sull’infrastruttura fisica e di networking, ma l’onere della manutenzione è alto. Dato che i sistemi diventano sempre più complessi e interdipendenti, questo aumenta il rischio di errori umani, come le configurazioni errate, che a loro volta potrebbero potenzialmente rappresentare delle minacce alla sicurezza.
  • Competenze. L’infrastruttura on-premises richiede competenze IT tradizionali, come la gestione di sistemi hardware e software, di database e sicurezza e networking. Un tale insieme di competenze può essere difficile da trovare, e molte di queste competenze sono meno applicabili man mano che le imprese spostano i carichi di lavoro nel cloud e abbracciano le metodologie DevOps.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del cloud computing?

L’infrastruttura cloud ha una serie di potenziali vantaggi interessanti, tra cui:

  • Astrazione. I modelli di cloud computing disaccoppiano le risorse di calcolo, storage e networking dalle risorse hardware effettive. Questo astrae gran parte della gestione dei sistemi tecnici e delle competenze richieste da un’infrastruttura tradizionale. I fornitori di cloud astraggono anche l’amministrazione tecnica per i compiti di sicurezza e forniscono strumenti di sicurezza cloud specializzati per gestire i controlli di accesso, i firewall e le valutazioni di vulnerabilità.
  • Scalabilità. Con l’infrastruttura cloud, si possono aggiungere e rimuovere dinamicamente risorse legate alla capacità in base alle necessità, piuttosto che lasciare che restino inutilizzate e vadano sprecate.
  • Prezzi a consumo. Con il cloud computing, le organizzazioni pagano solo per le risorse che usano, piuttosto che per quelle che posseggono. Se di solito usano meno della loro capacità di calcolo, questo potrebbe portare ad una significativa diminuzione dei costi.
  • Uptime. Anche se nessun fornitore di cloud ha un uptime perfetto, molti di loro garantiscono almeno il 99,99% di uptime.
Figura 1. Le aziende che non ottimizzano l’utilizzo del cloud in genere finiscono per farne un uso eccessivo e per pagarlo troppo.

Tuttavia, il cloud non è infallibile, vanno infatti considerate anche le seguenti sfide:

  • Mancanza di controllo sull’affidabilità. Incaricare un fornitore di occuparsi del controllo del cloud significa anche rinunciare al controllo sull’affidabilità. Generalmente vantano tempi di attività impressionanti, i servizi occasionalmente non funzionano e le interruzioni dei servizi cloud, anche se brevi, possono causare grossi problemi ai clienti – e non si può fare altro che aspettare.
  • Complessità. I fornitori di cloud spesso espandono i loro portafogli di servizi. Più avanzate sono le esigenze di un’azienda, più complesso può essere selezionare, implementare e gestire i servizi cloud appropriati.
  • Efficienza. Un’infrastruttura applicativa che non è progettata per il cloud potrebbe non funzionare in modo ottimale: la connettività e la velocità di Internet, la gestione dei permessi e altri fattori possono potenzialmente ridurre l’efficienza delle applicazioni.
  • Lock-in. Più un’azienda utilizza l’infrastruttura basata sul cloud di un particolare fornitore, maggiore è il rischio di lock-in e può diventare difficile poi migrare all’infrastruttura di un altro provider – o persino tornare in sede.
  • Gestione dei costi. Se le organizzazioni non stanno attente, potrebbero inavvertitamente utilizzare più servizi cloud del previsto e ciò comporterebbe dei significativi aumenti dei costi
  • Competenze. Alcune competenze tradizionali dell’amministratore di sistema possono essere meno applicabili nel cloud, e gli ingegneri devono padroneggiare altre tipologie di competenze del cloud, dalla gestione dell’identità e dell’accesso alla comprensione delle sfumature dietro innumerevoli servizi sulla piattaforma.

On premises vs. cloud: differenze chiave

Al di là dei pro e dei contro delle infrastrutture basate sul cloud e on-premises, è importante capire le loro diverse logiche di funzionamento. Esistono infatti delle differenze chiave:

  • Deployment. Per quanto concerne la configurazione e la previsione, il deployment del software nel cloud o on-premises funzionano in modo simile ma ciò non accade per le risorse basate sull’hardware. Quando i team IT hanno bisogno di un server aggiuntivo nel loro datacenter, lo ordinano, lo mettono in rack, in rete e lo forniscono mentre per far girare un server nel cloud, è sufficiente premere un pulsante o eseguire alcuni comandi.
  • Gestione. I fornitori di cloud gestiscono così tante attività di management che gli utenti del cloud non fanno altro che monitorare, effettuando le opportune regolazioni attraverso un cruscotto di gestione o strumenti software. Un ambiente on-premises richiede invece una manutenzione pratica dell’hardware – sostituire le unità, gestire le configurazioni, mantenere la rete, gestire l’alimentazione – e persino la manutenzione degli edifici che ospitano il tutto.
  • Sicurezza. I fornitori di cloud si occupano della maggior parte dei requisiti di sicurezza a livello di infrastruttura in un modello di responsabilità condivisa, ma spetta agli utenti configurare correttamente e proteggere le applicazioni e i dati. Con un ambiente on-premises, i team IT sono gli unici responsabili delle patch del software, degli aggiornamenti del sistema operativo e delle configurazioni di sicurezza per applicazioni e reti.
  • Budgeting. Le istanze basate sul cloud sono generalmente più economiche perché gli utenti possono pagare per una frazione di un server e poi spegnerlo quando hanno finito. Ciò però significa che le aziende devono configurare e monitorare attentamente il loro utilizzo del cloud per evitare di consumare più servizi di quelli previsti e ricevere una bolletta mensile scioccante. Dall’altro canto i prezzi on-premises sono fissi, ma le risorse sottoutilizzate sono finanziariamente dispendiose e gli investimenti in hardware aggiuntivo per scalare la capacità possono richiedere anni per diventare convenienti.
  • Infrastruttura. I fornitori di cloud investono somme enormi per l’infrastruttura per supportare tempi di attività più elevati, tempi di risposta più rapidi e quelle che sembrano essere delle risorse infinite. In un ambiente on-premises, i team IT sono limitati all’infrastruttura esistente e a ciò che possono acquisire, possiedono e controllano l’infrastruttura in toto, al contrario di un provider di cloud, che controlla l’accesso degli utenti alla loro infrastruttura.

A titolo di esempio, il seguente grafico riassume le differenze complessive dello storage on-premises rispetto al cloud storage. Le imprese devono valutare ciascuna di queste aree e i potenziali compromessi tra prestazioni, costi, sicurezza, governance e sovranità dei dati.

Figura 2. Confronto tra lo storage on-premises e in cloud su ogni parametro, tra cui prestazioni, costi, sicurezza, governance e sovranità dei dati

Scegliere tra il cloud e l’infrastruttura on-premises

La scelta tra l’infrastruttura in-the-cloud e quella on-premises dipende dalle risorse e dalle esigenze di ogni organizzazione, è quindi importante che ciascuna esamina tutti gli aspetti descritti sopra e ponendosi le seguenti domande per prendere una decisione definitiva.

Di quanto controllo hai bisogno?

Considera come un’interruzione del cloud influenzerebbe la tua organizzazione. Se hai servizi mission-critical che richiedono alta disponibilità, potresti non volerli tenere nel cloud. Detto questo, i servizi cloud possono essere configurati con alta affidabilità, prevedendo ridondanze tra aree e zone di disponibilità. L’infrastruttura on-premises ha quasi sempre un limite in termini di affidabilità e scalabilità, serve quindi valutare attentamente i rischi per determinare cosa serve per l’attività ordinaria, date le proprie capacità interne.

Quali sono i compromessi sui costi?

Considerando l’infrastruttura su cui si sviluppano ed eseguono le applicazioni, si possono determinare i suoi limiti, le capacità e, soprattutto i costi.

Può essere difficile calcolare e confrontare quelli dell’on-premises e del cloud computing perché alcuni investimenti richiedono grandi costi infrastrutturali iniziali, ma poi dovrebbero costare meno nel lungo periodo. Ci sono molti workload che ha più senso eseguire nel cloud, ma non tutti: applicazioni di big data analysis, per esempio, hanno bisogno di trasmettere, elaborare e memorizzare grandi quantità di dati e questi requisiti renderebbero il cloud un’opzione costosa.

Di chi ti fidi?

La sicurezza è una preoccupazione comune a tutte le organizzazioni che si trovano a valutare le infrastrutture on-premises e quelle basate sul cloud. Da un lato, puoi possedere e gestire la tua sicurezza nel computing on-premises ma dall’altro il cloud computing permette di concentrarsi meno sulla sicurezza e più sul prodotto o sul business. I modelli di infrastruttura on-premises e di cloud computing propongono un approccio molto diverso alla sicurezza: i team IT sono responsabili di tutti gli aspetti della sicurezza per l’infrastruttura on-premises mentre la presenza di fornitori di cloud computing elimina questo aspetto. In entrambi i casi, è necessario comunque configurare e gestire attentamente app e dati.

Anche se può sembrare più sicuro mantenere il controllo fisico del vostro hardware, va considerato il fatto che i fornitori di cloud hanno probabilmente molte più competenze di sicurezza delle tue risorse interne.

Quali sono le competenze e i punti di forza del tuo team?

Sono da valutare le competenze del team IT e la capacità che si ha di assumere persone con le skill necessarie, sia per i servizi on-premises che per quelli basati sul cloud. Se il cloud elimina molti compiti IT tradizionali on-premises, dall’altra parte introduce la necessità di altre competenze, come ad esempio imparare a gestire i ruoli IAM di AWS. Passando al cloud, il ruolo di responsabile si evolve e diventa necessario rivedere le competenze IT della propria azienda al di là dello scenario scelto, se quello on premises o nel cloud.

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Marta Abbà - Fonte TechTarget

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