Migrazione su multicloud: dall’infrastruttura agli applicativi

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Migrazione su multicloud: dall’infrastruttura agli applicativi

La scelta di più cloud provider ormai è una tendenza che si sta affermando anche tra le grandi imprese italiane. Un trend che sta ridisegnando il ruolo dei player tradizionali lungo l’intera catena dell’offerta, trasformando i system integrator in solution provider: partner in grado di offrire supporto consulenziale e nella gestione del multicloud.

Pubblicato il 05 Dic 2022

di Redazione

Le strategie hybrid e multicloud sono così diffuse nelle grandi imprese italiane che, secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, ormai fanno riferimento a più di un cloud provider. La tendenza alla modernizzazione applicativa è una delle spinte che giustifica questa scelta, insieme al desiderio di ottimizzazione dei sistemi informativi e a quello di efficientamento dei costi. Tuttavia, l’integrazione di differenti ambienti non coincide sempre con un’orchestrazione dinamica delle risorse, tanto che i diversi player che operano a fianco delle imprese per supportarne la migrazione sul multicloud si stanno specializzando su una delle tappe del journey to cloud.

È il caso di WESTPOLE, fornitore di servizi e realtà consulenziale IT con 8 sedi tra Italia, Belgio e Lussemburgo e oltre 600 dipendenti. Salvatore Ferraro, Head of Presales Office della società, spiega qual è l’approccio che l’azienda ha adottato per venire incontro a questo nuovo trend di mercato che vede crescere il multicloud come dimensione normale nella fruizione della “nuvola”.

Non rivendere, ma orchestrare e gestire il multicloud

“WESTPOLE – sottolinea Ferraro – ha abbracciato un approccio cloud-native, cioè basato sullo sviluppo del software secondo cui ciascuna applicazione viene concepita per essere portabile su qualsiasi ambiente cloud, sia privato, che pubblico. In qualità di solution provider, in sostanza, portiamo avanti un metodo che si concentra non tanto sulla scelta dell’infrastruttura su cui poggiare la parte applicativa, quanto piuttosto sulla capacità di gestire l’ambiente strutturale soggiacente per accompagnare il cliente verso un’evoluzione del proprio stack tecnologico, che gli consenta di godere delle più moderne features, oltre che di tecnologie evolutive come Kubernetes”.

Lungi, perciò, dalla mera rivendita di diversi ambienti infrastrutturali virtualizzati scelti tra quelli proposti dai vari hyperscaler (AWS, Microsoft Azure, Google ecc.), il focus è sull’orchestrazione e la gestione del multicloud, mediante la combinazione di ambienti privati assieme a specifici service elements dei cataloghi d’offerta dei public cloud provider per la definizione della soluzione più congeniale per il cliente. Se si pensa che in genere gli hyperscaler possono godere di ampie economie di scala sulla parte IaaS (Infrastructure as a Service) rispetto ai servizi professionali, si capisce l’importanza della consulenza, una delle caratteristiche che WESTPOLE rivendica come tratto distintivo della sua offerta, insieme alla capacità di gestire il multicloud in chiave full outsourcing.

Due caratteristiche che traggono beneficio da un’interlocuzione molto dinamica all’interno dell’azienda, nonché da una metodologia agile che non si riferisce soltanto al deployment della soluzione, ma anche alla relazione fluida tra le diverse business unit di WESTPOLE in cui sviluppo, delivery, marketing e vendita condividono le informazioni.

Il modello a castello di un ecosistema win-win

Salvatore Ferraro esemplifica in che modo WESTPOLE affronti l’evoluzione di una domanda in cui sempre più organizzazioni necessitano di dover gestire in maniera ottimale il proprio stack applicativo, cioè la parte più alta della loro catena IT, attraverso un competence center che adotta criteri cloud-native e Kubernetes-oriented secondo il paradigma del Continuous Integration e Continuous Delivery.

“Spesso veniamo contattati da software house che lavorano con large enterprise richiedendoci di essere accompagnate verso un percorso evolutivo che coinvolga anche il loro cliente finale. Le aiutiamo nel processo di modernizzazione applicativa, in quanto Kubernetes non è uno strumento che si limita a far risparmiare sulla parte infrastrutturale, quanto uno stack evolutivo che consente di eliminare molti dei processi manuali coinvolti nel deployment e nella scalabilità di applicazioni containerizzate, risolvendo quei colli di bottiglia o failure di sistema che si possono presentare nell’infrastruttura mediante l’automazione” chiarisce Ferraro.

In questo modo si ottiene un duplice risparmio in termini sia di time-to-market che di aumento delle performance della soluzione, stimate attorno a un 30-50% in più. È quello che l’Head of Presales Office definisce un “modello a castello in cui vediamo l’end user, l’enterprise, la software house e WESTPOLE creare un ecosistema win-win in cui tutti gli attori sono soddisfatti e viene superata quella sorta di ritrosia che alcuni hanno ancora nello sfruttare diversi ambienti disponibili a livello cloud”.

I 3 elementi su cui si fonda il vero multicloud

La scelta di WESTPOLE di porsi come solution provider va incontro all’evoluzione naturale del mercato. Una trasformazione in cui non è più pensabile detenere in maniera miope un unico ambiente cloud per fare retention sul cliente, termine dietro cui spesso ci celano non tanto i meriti nel riuscire a “trattenere” le aziende per la qualità della relazione, quanto piuttosto quei meccanismi di lock-in che fungono da dissuasori perché rendono oneroso cambiare fornitore.

La vera retention, semmai, si determina grazie all’attitudine nel saper gestire la complessità del multicloud, guidando il cliente in una migrazione ideale per il suo business. Un obiettivo che nella filiera del cloud si può raggiungere se “ognuno è bravo a fare il proprio mestiere” dice ancora Ferraro, senza sovrapposizioni che genererebbero un tipo di competizione disomogenea.

“Posso scegliere uno o più cloud provider, nonché i servizi collegati che comprendono il licensing, una serie di feature a livello di sicurezza o di firewalling, che fra l’altro spesso sono collegati” afferma in conclusione Salvatore Ferraro, sebbene l’offerta multicloud necessiti oltre che di prodotti a catalogo anche di altri elementi distintivi tra loro connessi: in primis, la capacità consulenziale per il disegno della soluzione migliore di cui ha bisogno l’organizzazione assieme ad una piattaforma di orchestrazione per amministrare l’intero stack tecnologico dell’azienda, ed infine l’imprescindibile capacità gestionale del service provider di riferimento per la governance delle diverse parti e servizi coinvolti.

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