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Ibm: debutta la terza generazione dei sistemi storage XIV

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Ibm: debutta la terza generazione dei sistemi storage XIV

29 Set 2011

di Riccardo Cervelli

Ancora più performante, semplice da gestire e integrato con le applicazioni di virtualizzazione e di cloud computing. È la terza generazione di XIV, il sistema storage di Ibm rivolto alle fasce di mercato midrange e high end. Nella foto Eyal Zimran, High end Storage Sales Leader & Cto Southwest Europe di Ibm

Debutta la terza generazione, o Gen3, dei sistemi storage XIV, uno dei pilastri dell’offerta di Ibm per l’archiviazione dei dati. “Il nostro attuale portfolio storage – afferma Eyal Zimran, High end Storage Sales Leader & Cto Southwest Europe del vendor – è senza dubbio il migliore fra quelli che Ibm ha offerto da molti anni a questa parte”. In questo contesto, XIV occupa un ruolo importante, posizionandosi tanto per utilizzi in ambito midrange quanto per impieghi di tipo Tier 1 o high-end. Nel primo caso, si affianca alla linea Storwize V7000, più adatta a realtà piccole o medie che non hanno necessità di archiviazione superiori ai 20-30 Terabyte. Nel secondo, XIV non vuole fare concorrenza al sistema Ds8000, il top di gamma dello storage Ibm, in applicazioni quali lo storage collegato direttamente ai mainframe o per realizzare infrastrutture di disaster recovery della massima ridondanza. XIV, invece, si propone per tutte quelle situazioni in cui sono richiesti elevata scalabilità, semplicità di gestione, alte prestazioni, affidabilità, supporto di applicazioni di nuova generazione (in particolare virtualizzazione e cloud computing), pricing trasparenti e competitivi. Di recente Ibm ha pubblicato un white paper in cui sostiene che il Tco (Total cost of ownership) di XIV è di circa il 69% inferiore a quello della concorrenza (il competitor diretto del sistema oggi è il Vmax di Emc).
“La generazione 3 – dichiara Zimran, una carriera iniziata in Digital e proseguita per lungo tempo in Emc – è dalle tre alle quattro volte più performance della generazione 2”. Una delle caratteristiche peculiari del XIV è l’utilizzo di un’architettura Grid. Con le novità introdotte in questo rilascio si sono ovviati alcuni problemi di lentezza emersi nelle precedenti versioni, riducendo drasticamente, a detta di Ibm, il response time e aumentando il throughput. I nuovi XIV utilizzano dischi Serial Scsi, la connettività interna non è più Ethernet ma Infiniband. Tra i miglioramenti nella connettività esterna, da segnalare l’aggiunta di porte in fibra a 8 Gbps.
Tra le altre novità, dagli inizi del 2012 sarà possibile aggiungere, senza dover spegnere la macchina, un nuovo livello di caching basato su dischi a stato solido fino a raggiungere una capacità di 7,5 tb per modulo. Con Gen3, inoltre, risulta ulteriormente migliorata la console di gestione centralizzata, che permette di controllare più sistemi xiv come se fossero un unico ambiente. con semplici drag and drop è possibile aggiungere un nuovo sistema all’ambiente o connettere due xiv in diverse modalità di mirroring per realizzare soluzioni di disaster recovery. Queste feature, unite a numerose funzionalità di automazione (per la realizzazione di copie di sicurezza e per l’assegnazione di volumi a nuove applicazioni), nonché la strettissima integrazione raggiunta – per esempio – con le tecnologie di virtualizzazione VMware o i servizi active directory di Microsoft, rendono il sistema di Ibm ideale per realtà in cui non esistono storage administrator o si vuole liberare questa risorsa da attività di valore limitato.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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