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Intel: cloud vision 2015

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Intel: cloud vision 2015

04 Mag 2011

di Nicoletta Boldrini

Dal Cern di Ginevra Intel annuncia i punti della sua strategia cloud le cui radici poggiano su un’alleanza globale finalizzata a costruire un nuovo standard per l’utilizzo del web. L’obiettivo è rendere più semplice l’uso delle infrastrutture It e dei servizi attraverso Internet, con una rete globale e risorse accessibili da cellulari, smartphone, tablet, computer portatili e desktop. E siccome l’unione fa la forza, Intel fonda l’Open Data Center Alliance, una sorta di consorzio che conta già 70 aziende

Ha scelto il Globe for Science and Innovation del Cern di Ginevra, Intel, per annunciare la sua nuova vision, “Cloud 2015”, il cui obiettivo è rendere l’infrastruttura Internet, basata sul cloud, più interoperabile, sicura e semplificata. Tre gli elementi su cui si basa la strategia: un cloud “federato”, che consenta alle aziende di condividere dati attraverso cloud interni ed esterni; una rete automatizzata, che permetta il trasferimento automatico e sicuro di applicazioni e risorse per migliorare sensibilmente l’efficienza energetica nei data center; infine, un cloud “client-aware”, cioè capace di riconoscere la tipologia di applicazioni, transazioni, comandi ed elaborazioni eseguiti nella nuvola oppure nel notebook, smartphone o altro dispositivo dell’utente (l’obiettivo è tenere in considerazione le caratteristiche specifiche di ogni dispositivo per ottimizzare l’esperienza on line dell’utente).
Dal punto di vista pratico, Intel sarà impegnata nei prossimi mesi nella creazione di software e nello sviluppo di nuove funzionalità nei processori Xeon, che già comprendono caratteristiche quali la tecnologia Intel Virtualization (ottimizzare l’utilizzo dei sistemi consolidando più ambienti in un singolo server, workstation o PC) e Intel Trusted Execution (componente chiave di Intel per il calcolo sicuro e criptato che permette di creare ambienti di esecuzione separati e inaccessibili).
La sicurezza è il primo degli obiettivi che si pone anche l’Open Data Center Alliance, il consorzio fondato da Intel, nel quale figura però come semplice consulente, il cui compito è definire i futuri requisiti di hardware e software che porteranno a soluzioni cloud e data center più aperti e interoperabili. Boyd Davis, vice president di Intel Architecture Group, spiega, infatti, come “i primi passi fatti dal consorzio per migliorare le difese online mirino alle procedure di autenticazione dei server e all’accelerazione della cifratura. La sicurezza è fondamentale anche in virtù dell’interoperabilità sempre più spinta fra dispositivi che sfrutteranno le reti wireless per comunicare tra loro”.
Il consorzio conta già oggi 70 aziende a livello mondiale e Intel ispirerà la strategia e la vision “Cloud 2015” proprio a quanto emergerà dai lavori del consorzio: mentre l’alleanza stabilirà i futuri requisiti per l’infrastruttura cloud, il programma Intel Cloud Builders permetterà di costruire queste infrastrutture.
Si tratta, in sostanza, di un programma che raggruppa importanti partner di soluzioni software e sistemi per fornire configurazioni, comprovate, per la creazione di ambienti cloud e indicazioni pratiche per l’installazione, la manutenzione e l’ottimizzazione di tali infrastrutture. Ad oggi sono già 20 le architetture di riferimento con una comunità di provider di tecnologia coinvolti che conta i nomi di Cisco, Citrix, Dell, Emc, Hp, Ibm, Microsoft, NetApp, Novell, Red Hat, VMware, e molti altri.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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