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Dinamicità e flessibilità It: scegliete il private cloud!

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Dinamicità e flessibilità It: scegliete il private cloud!

24 Nov 2010

di Nicoletta Boldrini

Non ha dubbi Jeremy Burton, Executive Vice President e Chief Marketing Office di Emc: “Il cloud è l’elemento determinante per l’efficienza dell’It, per raggiungere quei livelli di dinamicità e flessibilità necessari al business, attraverso un risparmio di costi”. Non è una formula magica, ma l’offerta di Emc che, dopo le numerose acquisizioni degli ultimi anni, oggi è in grado di supportare le aziende nella definizione di strutture It di private cloud

Che il cloud sia un passaggio obbligato per le aziende che vogliono ridefinire i propri sistemi It sulla base di elementi di elasticità e agilità di cambiamento con un maggior controllo sui costi, è ormai assodato. Anche la differenza tra “nuvola pubblica” e “nuvola privata” è di dominio pubblico, almeno per chi si occupa di informatica. Il punto critico per le aziende resta la strada da percorrere, ma su questo Jeremy Burton, Executive Vice President e Chief Marketing Office di Emc, fa chiarezza suggerendo la via del private cloud.
“Il data center è il perno portante di qualsiasi organizzazione, il cardine attorno a cui ruota il business, qualunque esso sia – spiega Burton -. L’evoluzione del data center (e dello storage, dato il livello sempre crescente di dati necessari al business) è stata guidata da esigenze di efficienza per lo sviluppo del business: il risparmio dei costi garantiti dalla virtualizzazione è stato solo un driver tattico; ora si inizia a vedere la virtualizzazione come elemento fondamentale nel processo di trasformazione delle strutture It (non solo quindi virtualizzazione dei server, ma anche di storage e applicazioni)”.
E il cloud computing, in questo processo di trasformazione, rappresenta l’elemento centrale: “Il cloud non è un processo che incombe di cui si devono temere gli effetti; anzi, dovrebbe essere visto come opportunità per fare innovazione – evidenzia Burton -, come strategia il cui obiettivo è rendere più efficiente l’It a vantaggio del business”.
Ma se il cloud è un’occasione da non perdere, di fronte al dilemma private o public cloud il manager di Emc difende gli ambienti data center aziendali e sostiene fortemente l’evoluzione delle forme di cloud privato. “Se da un lato potremmo risultare partner ideali dei service provider – spiega Burton -, dall’altro, vogliamo affiancare le aziende, anche medie, nella modellazione di strutture It che grazie al private cloud possono contare su modularità, scalabilità ed efficienza, nel pieno rispetto degli elementi che oggi caratterizzano i data center: sicurezza, affidabilità, elevate performance”.
“Non intendiamo con questo escludere il public cloud – precisa Burton – anzi, la nostra strategia è guidare le aziende nella migliore delle scelte (anche mista) sulla base delle specifiche esigenze di business e in relazione alle architetture già presenti e alla loro evoluzione”.
Questo, seguendo un modello di private cloud strutturato su tre livelli: alla base c’è l’infrastruttura di storage composta di sistemi e software appositamente progettati per architetture cloud. Più sopra si collocano i servizi di Infrastructure-as-a-Service (che poggiano su infrastruttura Emc ma offerti da terze parti specializzate). Al livello superiore, troviamo le applicazioni: servizi cloud indirizzati in particolar modo a realtà di dimensioni medio-piccole che vogliono avvalersi di soluzioni avanzate per la protezione dei dati.
Trasversale a questi differenti livelli d’offerta, anche soluzioni di gestione e controllo dell’infrastruttura e servizi di consulenza per l’implementazione delle architetture.
E visto che si parla di architetture nel loro complesso, la società concentra gli sforzi oltre che su computing, storage, sicurezza e gestione, con l’alleanza strategica con VMware (controllata dalla stessa Emc), anche sulle tecnologie di networking, stringendo accordi con Cisco (vedi articolo a fianco).

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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