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Multicloud e hybrid cloud: le novità VMware per le aziende

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Attualità

Multicloud e hybrid cloud: le novità VMware per le aziende

19 Nov 2018

di Riccardo Cervelli

Al VMworld Europe il vendor riconferma la vocazione ad abbattere i silos informatici con innovazioni per implementare applicazioni cloud-native in modo indipendente dalle infrastrutture attraverso Kubernetes, e con altre novità su temi, fra i quali, la digitalizzazione dei posti di lavoro, le blockchain e l’edge computing

BARCELLONA – Dal punto di vista delle infrastrutture IT, uno dei fenomeni più evidenti in questo momento è la tendenza delle aziende ad aumentare il ricorso al cloud pubblico – o meglio ancora a un modello multicloud – senza rinunciare ad avere anche data center on-premise o in private cloud. Durante l’ultima edizione di VMworld Europe, tenutasi nella prima decade di novembre a Barcellona, VMware a presentato novità che non erano ancora state annunciate all’edizione mondiale ed estiva di VMworld a Las Vegas e che chiariscono la visione e l’impegno della software house di Palo Alto nei confronti dei modelli hybrid cloud e public cloud, sia da un punto di vista tecnologico sia da quello di nuovi servizi basati su rafforzate alleanze strategiche.

Partiamo dal primo aspetto, quello tecnologico. L’annuncio più importante è stato il lancio di una nuova versione di VMware Cloud Foundation, la 3.5, che offre una maggiore scelta di deployment e il supporto a Kubernetes, piattaforma open source portabile e scalabile per il deployment e l’orchestrazione di carichi di lavoro e servizi containerizzati. Fra gli aspetti più importanti di VMware Cloud Foundation 3.5 si segnalano il supporto alla modernizzazione delle applicazioni con i container, e funzionalità innovative per farle girare indifferentemente on-premise, nel cloud privato o nel cloud pubblico. A ribadire ulteriormente il committment di VMware verso la containerizzazione, a Barcellona è arrivato anche l’annuncio della firma di un accordo definitivo per acquisire Heptio, società fondata nel 2016 da Joe Beda e Craig McLuckie, due dei creatori di Kubernetes. In questi due anni, Heptio si è occupata di prodotti, progetti open source e contributi per potenziare Kubernetes. L’acquisizione permette a VMware di sviluppare ulteriormente i rapporti con la comunità open source oltre a rafforzare l’adozione di Kubernetes da parte delle aziende: un impegno che aveva già dimostrato alleandosi con Pivotal per offrire PKS, un ricco portafoglio di soluzioni Kubernetes che annovera diversi casi d’uso importanti da parte di clienti VMware.

L’importante è mettere insieme

“La nostra missione – ha ribadito Pat Gelsinger, Ceo di VMware durante il suo keynote – è sempre stata quella di permettere alle aziende di abbattere i silos informatici e di mettere a fattor comune tutte le risorse”. L’innovazione delle quali, aveve poco prima affermato, “si verifica di solito a livello di singoli ‘package’”. Ed è quello che in effetti avviene anche all’interno dell’offerta VMware, come esemplificato da Gelsinger facendo riferimento a sempre continui lavori in corso nelle soluzioni del vendor per l’integrazione dei dispositivi Byod (Bring your own device; area di cui si occupano soprattutto le tecnologie Airwatch, società acquisita nel 2014) oppure per la digitalizzazione del posto di lavoro, dove VMware è presente con la piattaforma Workspace ONE, protagonista dell’annuncio di nuove funzionalità nella capitale catalana.

Pat Gelsinger, Ceo di VMware

Quello che conta di più, per Gelsinger, è “mettere insieme” e fare interagire sinergicamente tutte le innovazioni. Su quali basi? Per VMware restano sempre al centro le soluzioni blasonate per la virtualizzazione vSphere, l’hypervisor ESXi, il gestore di ambienti cloud vCloud Director, la piattaforma per la virtualizzazione del networking NSX e quella per il software-defined storage vSAN. Soluzioni intorno alle quali VMware ha continuato e continua da aggiungere nuovi tasselli destinati a supportare in maniera integrata nuovi trend tecnologici.

Blockchain e collaborazioni strategiche

Il tema delle blockchain è stato un altro di quelli per cui sarà ricordato VMworld Europe 2018. Nella immensa sala per le plenarie del Fira Barcelona Gran Via Conference Centre, Vmware ha annunciato nel corso della prima mattinata anche VMware Blockchain – versione beta, un servizio che fornirà una blockchain autorizzata per i consorzi di aziende e che promette di essere intrinsecamente più sicura delle blockchain pubbliche. VMware sta collaborando con Dell Technologies, Deloitte e Wwt per sviluppare e supportare VMware Blockchain. Inoltre, il servizio sarà supportato anche da IBM Cloud for VMware Solutions, un nuovo servizio commercializzato da Ibm per accelerare l’adozione del cloud ibrido aziendale con l’utilizzo di soluzioni VMware.

Sempre a proposito di partnership strategiche all’insegna dell’offerta di piattaforme VMware sul cloud pubblico – ma in questo caso con Amazon – a VMworld Europe è stata enfatizzata un’espansione di VMware Cloud on AWS in Europa e negli Stati Uniti, e la previsione di raggiungere ulteriori nuove regioni in AWS EU (Irlanda), AWS West (California) e AWS East (Ohio) in quedt’ultimo trimestre del 2018. VMware ha inoltre annunciato nuove funzionalità di questo servizio di cloud ibrido che consentiranno ai clienti di migliorare la protezione delle applicazioni e dei desktop virtuali. “Una delle principali differenze fra IBM Cloud for VMware Solutions e VMware Cloud on AWS – precisa Maurizio Carli, italiano ormai naturalizzato in California, responsabile delle vendite e dei servizi globali di VMware – è che chi utilizza le nostre soluzioni su IBM cloud firma un contratto con IBM, mentre chi sceglie VMware Cloud on AWS lo fa con noi”. In questo caso, infatti, è VMware cliente di AWS per l’hosting delle sue soluzioni vendute ai suoi clienti. Il rapporto con AWS e IBM, comunque, non è esclusivo. “In futuro stringeremo accordi anche con altri cloud provider. Nell’area Asia-Pacifico già stiamo lavorando con AliCloud (la “nuvola di Alibaba, ndr)”, fa notare Carli.

Maurizio Carli, responsabile delle vendite e dei servizi globali di VMware

Last but not leas, l’edge computing. In terra iberica VMware ha presentato la versione beta di Project Dimension, una soluzione che permette di realizzare Software-defined-data-center (SDDC) distribuiti ma gestitibili centralmente in modalità as-a-service cloud-managed. Uno dei possibili casi d’uso di questa soluzione è l’implementazione nell’edge di appliance che contengono veri e propri SDDC che si connettono VMware Cloud on AWS per autoconfigurarsi e iniziare a comunicare con il resto degli ecosistemi It aziendali.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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