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CA Technologies: portare l’It alla velocità del business

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CA Technologies: portare l’It alla velocità del business

Da Cio, chief information officer, a Bio, business information officer, la trasformazione non è facile. Ma il passaggio è obbligato: l’It oggi deve concentrarsi sull’innovazione che favorisce la crescita dell’azienda e lo può fare solo svincolandosi dall’operatività e dalla manutenzione. Bill McCracken, Ceo di CA Technologies, illustra la ricetta dell’azienda. Gli ingredienti compongono il Business Service Innovation framework

25 Gen 2012

di Nicoletta Boldrini

“Se al Ca World di un anno e mezzo fa abbiamo annunciato la svolta della nostra società verso il cloud computing, ora vogliamo premere l’acceleratore”. Così il Ceo di Ca Technologies, Bill McCracken (nella foto) ha annunciato prima di Natale al CA World 2011, l’evento aziendale che ogni 18 mesi riunisce clienti, partner, analisti e giornalisti. “Il contesto della “nuova normalità” impone all’It di andare alla velocità del business e per riuscirci, deve cambiare”, sostiene il numero uno dell’azienda. “Un cambiamento necessario che “costringe” il Cio ad impegnarsi in alcune aree chiave: riduzione della complessità dell’It, automazione dei processi e gestione delle informazioni per adottare decisioni più utili al business e per l’organizzazione di ambienti informatici ormai multipiattaforma (dal mainframe al cloud computing), oltre che multivendor”.
“Il Cio non è più il chief information officer dell’azienda ma il Bio, business information officer, il cui compito è erogare servizi di valore per il business, esattamente quando, dove e come servono all’azienda”, prosegue McCracken.
Per non lasciare al puro “stato filosofico” le parole e gli inviti al cambiamento, McCracken, seguito da David Dobson, executive vice president e group executive customer solutions, suggerisce le cinque fasi del processo di riorganizzazione dell’It e delle aziende: modellazione, assemblaggio, automazione, garanzia e sicurezza, che rappresentano i cinque pezzi del puzzle che compongono il Business Service Innovation framework all’interno del quale Ca Technologies integra una serie di servizi, tool e soluzioni di Service Management.
“Model” identifica la fase di progettazione e il deployment dei servizi, composti ed ottimizzati tramite la modellazione e la simulazione di performance, integrazioni, sicurezza, fabbisogno di capacità e costi (cioè definendone tutti gli impatti prima di effettuare qualsiasi investimento).
“Assemble” indica il raggruppamento in “pacchetti di servizio” di tutte le risorse degli ambienti mainframe, distribuiti e virtualizzati (così come i servizi di terze parti e i servizi cloud) con l’obiettivo di impostare una migliore orchestrazione dei serivi It;
“Automate” significa accelerare l’automazione di soluzioni custom e dei processi di sviluppo di nuove applicazioni al fine di poter orchestrare in modo più efficace i servizi applicativi nei diversi ambienti (fisici, virtualizzati e cloud).
“Assure” fa riferimento alla necessità di monitoraggio, ottimizzazione delle performance e delle analisi predittive lungo tutta la catena del valore dell’It (l’obiettivo è garantire l’erogazione di servizi It affidabili ed efficaci).
“Secure” è un componente trasversale del puzzle perché permea tutto. La sfida è incorporare la sicurezza nel cuore del sistema It garantendo così sia la protezione degli asset sia delle informazioni, mentre gli accessi vengono controllati in modo intelligente in base a identità, ruoli e privilegi, contenuto e sensibilità dei dati, ecc.
Ed è sui 5 elementi che compongono il Business Service Innovation framework che è stata delineata anche la roadmap tecnologica dell’azienda, presentata da Dobson, i cui pilastri sono: It management model-driven; Informed optimization; trasformazione dell’esperienza utente; It mangement business centric e semplificazione di prodotti e soluzioni.
“L’It oggi deve concentrarsi sull’innovazione che favorisce la crescita dell’azienda; per riuscirci, deve passare attraverso la reingegnerizzazione delle strutture It e la definizione di nuovi modelli di delivery dei servizi per potersi svincolare dall’operatività ordinaria e dalla semplice manutenzione”, ha precisato Dobson.
Visione avvalorata da Marco Comastri, nuovo president Emea della società, il quale, in una informale chiacchierata riservata alla stampa italiana, esprime la sua personale fiducia nella strategia presentata in occasione del Ca World aggiungendo che “la società, in area Emea, deve ancora esprimere il meglio del suo potenziale”.
Potenziale che Comastri ha intenzione di sviluppare attraverso alcune azioni precise. “I primi interventi su cui intendo focalizzare la mia strategia vanno nella direzione della crescita della presenza e della capacità propositiva di Ca in quest’area geografica – puntualizza il manager. In particolare, dobbiamo agire per: migliorare il market share (in Europa siamo indietro rispetto agli Usa su alcune aree di eccellenza come la service assurance e la sicurezza); sfruttare la capacità innovativa ed economica di paesi come Russia, Turchia, Sud Africa e Paesi del Golfo, non toccati dalla crisi globale, per aumentare la nostra copertura; favorire la collaborazione tra i vari team che lavorano sul territorio Emea e, non ultimo, lavorare su alleanze e partnership, soprattutto in ambito cloud computing (puntando, in particolare, sui Managed Services Provider)”.

Nicoletta Boldrini

giornalista

Segue da molti anni le novità e gli impatti dell'Information Technology e, più recentemente, delle tecnologie esponenziali sulle aziende e sul loro modo di "fare business", nonché sulle persone e la società. Il suo motto: sempre in marcia a caccia di innovazione #Hunting4Innovation

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