Accenture, strategia cloud first per creare valore su scala | ZeroUno

Accenture, strategia cloud first per creare valore su scala

pittogramma Zerouno

Attualità

Accenture, strategia cloud first per creare valore su scala

La nuvola permette flessibilità, resilienza e abilita l’innovazione, se inserita in un piano strategico ben definito. La vision di Accenture per accelerare l’adozione, la crescita di ACIC, il centro per sperimentare i progetti cloud, e il lancio del progetto Cloud First.

22 Apr 2021

di Arianna Leonardi

Da tecnologia emergente, il cloud computing si sta affermando come tendenza mainstream. Secondo una ricerca condotta da Everest Group, il 90% delle grandi aziende (con un fatturato superiore al miliardo di dollari) ha abbracciato il nuovo modello, seppure con forme e approcci differenti. Nel 2020, il Politecnico di Milano ha stimato il mercato italiano della nuvola pari a 3,34 miliardi di euro, in crescita del 21% rispetto al 2019.

Con l’aumento della popolarità, i driver di adozione si sono progressivamente spostati dal recupero dell’efficienza al guadagno in flessibilità e al supporto per i programmi di digital transformation. L’emergenza Covid-19 ha evidenziato ulteriormente i benefici del paradigma as-a-service, soprattutto con l’obiettivo di migliorare l’agilità dei sistemi informativi e la capacità di resilienza.

Tuttavia, nonostante la consapevolezza delle aziende circa la convenienza e le opportunità del cloud, molte iniziative stentano a decollare e manca spesso una visione strategica. Secondo la ricerca Cloud Outcomes di Accenture, nel 2020 solo il 37% delle aziende dichiara di avere raggiunto i risultati attesi dai progetti sulla nuvola, mentre la maggioranza delle organizzazioni incontra ostacoli imprevisti e fatica a ottenere i ritorni auspicati.

Ecco perché, come suggerisce Accenture, serve definire un piano strutturato per il cloud journey, che contempli e armonizzi le necessità tecnologiche con gli obiettivi di business e le buone pratiche del settore.

Per consentire alle aziende di accelerare il proprio percorso verso il cloud, Accenture ha inaugurato nel 2018 a Roma l’Accenture Cloud Innovation Center (ACIC), il suo primo centro di eccellenza in Europa dove le aziende possono sperimentare soluzioni cloud su misura usufruendo di un supporto strategico e operativo basato su competenze qualificate, casi applicativi concreti e una gestione dei progetti end-to-end. L’azienda ha inoltre annunciato a settembre 2020 un investimento di tre miliardi a livello globale per la creazione di Cloud First, un pool di oltre 70.000 professionisti del cloud, di cui oltre 5.000 in Italia, con competenze multidisciplinari e di settore che, in sinergia con i partner di ecosistema, ha l’obiettivo di aiutare le aziende ad adottare rapidamente il cloud come base per la trasformazione digitale e per creare nuovo valore su scala.

Rotta sul cloud con una strategia personalizzata

L’esperienza pandemica e la necessità di resilienza hanno accentuato l’urgenza della migrazione verso i nuovi paradigmi del cloud computing. Per le imprese si tratta di attivare rapidamente una roadmap personalizzata verso la nuvola, calata sulle peculiarità e sulle aspettative aziendali.

“Un cloud journey intelligente – dichiara Valerio Romano, Cloud First Lead di Accenture Italia – deve bilanciare rapidità di implementazione e capacità dell’impresa di attraversare la profonda trasformazione che un impiego strutturale del Cloud richiede. Anche se non esiste un unico approccio valido per tutti, è opportuno iniziare definendo il percorso e stabilendo il modo in cui il cloud consentirà nel complesso di abilitare la strategia aziendale. Il primo passo consiste proprio nel definire il valore di business delle iniziative: bisogna innanzitutto stimare l’impatto della nuvola sull’infrastruttura tecnologica, ma anche su logiche organizzative, processi operativi e modelli strategici; da qui si identificano le aree aziendali dove lo sviluppo di progetti cloud può generare i maggiori ritorni e si prosegue definendo i punti salienti del percorso attuativo”.

Valerio Romano, Cloud First Lead di Accenture Italia

Come spiega Romano, sono cinque le mosse da attuare per massimizzare il valore delle strategie cloud e su cui Accenture può offrire supporto, vantando, una presenza globale in oltre 120 Paesi al mondo, un team di 537.000 talenti, di cui 17.000 in Italia, competenze specialistiche in più di 40 settori industriali, un portfolio di servizi completo sui domini Strategy & Consulting, Interactive, Technology e Operations.

Migrare e scalare

Il passaggio alla nuvola deve essere effettuato in modo rapido, a partire dal panorama applicativo dell’azienda, scegliendo per ogni workload la soluzione più efficace e pensando contestualmente alle caratteristiche di sicurezza.

Nelle fasi iniziali, la chiave fondamentale è l’allineamento tra Sistemi Informativi e obiettivi strategici. “Perché la migrazione su larga scala abbia successo – ricorda Romano – è necessario il coinvolgimento di tutte le funzioni aziendali e non soltanto del team IT. Occorre inoltre definire un approccio olistico che generi e misuri il valore per il business di qualsiasi iniziativa, prendendo in considerazione gli impatti tecnologici, naturalmente, ma anche quelli relativi a processi, organizzazione e competenze aziendali. Infine, bisogna essere in grado di individuare i progetti che garantiscano i ritorni più immediati, stabilendo una scala di priorità”.

Beneficiare degli hyperscalers

Ricorrere ai servizi offerti dai maggiori cloud provider significa ottenere vantaggi di business sfruttando le economie di scala (si pensi al risparmio ottenibile sul consumo energetico nei data center) e disponendo di tecnologie allo stato dell’arte.

Le aziende possono quindi capitalizzare sugli investimenti effettuati dai big player, ma non sempre è facile tenere il passo e destreggiarsi tra la miriade di servizi offerti. “Le imprese – suggerisce Romano – devono poter sfruttare l’innovazione costantemente realizzata dagli hyperscaler. In questa prospettiva, il fatto di continuare a rafforzare ed espandere una molteplicità di alleanze con i maggiori player di mercato, può giocare un ruolo fondamentale nella comprensione dell’ampia gamma di soluzioni lanciate ogni anno, indirizzando correttamente le scelte tecnologiche dei clienti”.

Modernizzare e accelerare

Il cloud computing richiede un ripensamento delle architetture IT, che include modalità alternative per la gestione delle risorse hardware, delle applicazioni e dei dati.

In particolare, modernizzare il parco software significa adottare le nuove soluzioni cloud-native, ma anche intervenire sui sistemi legacy perché garantiscano portabilità e performance all’interno dei moderni ecosistemi multicloud. Pertanto, l’innovazione applicativa, indispensabile per accelerare i ritorni della nuvola, è un processo che richiede tempo, lungimiranza e soprattutto competenze specifiche.

Gestire e ottimizzare

La logica del continuous improvement è indispensabile per affinare le strategie cloud e attivare modalità operative efficaci, portando le performance e la sostenibilità tecnologiche ai massimi livelli, tenendo sotto controllo i costi.

A differenza della gestione IT tradizionale, infatti, la nuvola impone di monitorare e ottimizzare dinamicamente capacità, consumi e prestazioni, con un occhio sempre vigile sui costi. “Servono proattività, competenze diversificate e nuove funzioni operative – aggiunge Romano -. Bisogna essere in grado di cambiare logiche di management: le risorse vanno allocate in funzione dei picchi di carico secondo una modalità predittiva e non reattiva o preventiva. Diventa fondamentale anticipare le richieste, avendo una chiara visibilità su tutti i processi coinvolti e le loro relazioni”.

Innovare e crescere

Il fine ultimo del cloud journey è supportare nuovi modelli di business, abilitando processi più efficienti. La nuvola è il motore che abilita la trasformazione digitale dell’impresa e aumenta la competitività rispetto alla concorrenza.

“Il cloud – dichiara Romano – permette di creare istantaneamente nuovi ambienti dove le aziende possono sperimentare progetti ed eseguire prototipi on-demand. Ad esempio, consente di sfruttare dati in real time su larga scala supportando i processi decisionali. Fornisce una potenza di calcolo scalabile per alimentare sistemi di advanced analytics e modelli di intelligenza artificiale sempre più sofisticati. Garantisce la condivisione sicura delle informazioni con i partner, con la possibilità di semplificare, accelerare o innovare la supply chain”.

Le barriere all’adozione della nuvola

Sebbene vantaggiosa sotto diversi punti di vista, la migrazione in cloud è dunque un’operazione complessa, che pone interrogativi non banali e necessita di una salda cabina di regia.

L’indagine Cloud Outcomes ha rilevato le principali barriere di adozione, distinguendo tra aziende con basso, medio e alto livello di maturità rispetto all’attuazione di progetti cloud.

La security, e relativa compliance, viene citata tra i principali ostacoli al successo delle iniziative, indipendentemente dalla fascia aziendale. I Low Adopters lamentano soprattutto la mancanza di competenze interne (come indica il 46% degli intervistati), mentre la complessità degli ambienti IT è una questione che riguarda le organizzazioni più avanzate: al crescere della portata e dell’estensione dei progetti, aumentano anche le problematiche di governance. La sovranità dei dati (quindi la paura di perdere il controllo sul proprio patrimonio informativo) interessa soprattutto le aziende meno mature, mentre i Moderate Adopters, in posizione centrale, vedono nei sistemi legacy un forte deterrente alla migrazione. Il disallineamento tra obiettivi di business e sistemi informativi è un tema tipico delle organizzazioni che si trovano a uno stadio medio-alto di adozione del cloud.

Nonostante i deterrenti, la ricerca di Accenture ha sottolineato che più le aziende sono mature e implementano il cloud in modo pervasivo, maggiori sono i ritorni sperimentati. Ad esempio, il 46% degli High Adopters infatti ha raggiunto tutti i risultati previsti dall’adozione del cloud, mentre le percentuali tra le aziende di fascia media e bassa si attestano rispettivamente al 36% e 28%. Il supporto dei partner è un fattore vincente per il successo delle iniziative sulla nuvola: il 48% delle aziende che ricorre ampiamente ai Cloud Managed Services raggiunge i benefici preventivati, mentre le organizzazioni che non si affidano ai servizi gestiti falliscono nel 65% dei casi.

Il centro per l’innovazione cloud

Ecco perché, proprio per bilanciare la complessità e l’urgenza della migrazione, Accenture ha deciso di mettere a disposizione dei clienti l’ACIC, un polo per la prototipazione di servizi cloud all’avanguardia, dove è possibile progettare, testare e implementare soluzioni su misura attingendo da un ricco catalogo di casi d’uso reali e testati.

“Il nostro centro – asserisce Leonardo Vomero, ACIC Lead – combina l’esperienza tecnica e di industry di Accenture nell’aiutare le aziende a trasformare le loro modalità operative grazie al cloud, con un solido ecosistema di partner tecnologici. All’interno dell’ACIC, infatti, sono disponibili le soluzioni tecnologiche più innovative sia dei player di riferimento che dei leader emergenti: così che, man mano che il mercato evolve, i nostri clienti possano accedere alle tecnologie più̀ recenti e all’avanguardia, esplorando diverse alternative e arrivando a definire l’opzione ottimale in base agli obiettivi di business”.

Leonardo Vomero, Accenture Cloud Innovation Center Lead

Nel centro le aziende hanno la possibilità di accedere a un’ampia serie di soluzioni che Accenture ha già̀ realizzato e convalidato sulla base della profonda conoscenza delle esigenze di mercato. Questi use case consentono di sperimentare come le nuove tecnologie disponibili, se correttamente integrate, possono rispondere alle necessità concrete dell’azienda.

Pensiamo a soluzioni chiave per l’azienda legate a processi di:

  • Journey to Cloud: accelerare la trasformazione digitale delle aziende attraverso feature innovative che supportano l’intero processo di migrazione degli ambienti, dalle prime fasi di adozione dei servizi cloud alla loro gestione tramite tecnologie di automation, intelligent Operation e cost/capacity optimization.
  • Application modernization: trasformare e sviluppare applicazioni Cloud Native caratterizzate dall’utilizzo di architetture a micro-servizi e container
  • Intelligent Edge: avvicinare le capacità di calcolo, memorizzazione e connettività ai device periferici creando continuità con il centro e sfruttando così al meglio le nuove tecnologie come l’Internet of Things, il machine learning, il digital twin e tante altre ancora.
  • Data Engineering and Apply Intelligence: trasfomare in cloud l’architettura dati abilitando modelli flessibili di fruizione dei dati.

Insomma, tutto è pronto per l’ascesa al cloud, basta soltanto il coraggio di affrontare il grande passo o proseguire correttamente nel journey, ricordando che rinunciare alla nuvola significa rinunciare alla flessibilità e capacità di innovazione indispensabili per alle aziende per creare nuove opportunità di crescita.

Arianna Leonardi

Giornalista

Collaboratrice e redattrice per numerose pubblicazioni tecniche, specializzate in Informatica, Automazione ed Elettronica, Arianna Leonardi ha maturato una significativa esperienza anche nel campo della fotografia, dell’industria video e dei media online. In ambito giornalistico, segue principalmente le tematiche legate alla digitalizzazione delle imprese, con un focus su cloud transformation, big data analytics e intelligenza artificiale. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2008 e all’Associazione Nazionale dei Fotografi Professionisti, lavora con ZeroUno dal 2013.

Articolo 1 di 4