Trend tecnologici 2021 Gartner: ecco le 9 tendenze per andar oltre la crisi

Top Strategic Technology Trends 2021, Gartner guarda oltre l’emergenza

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Prospettive

Top Strategic Technology Trends 2021, Gartner guarda oltre l’emergenza

Se il Covid 19 segna una discontinuità profonda in tanti aspetti della società e delle aziende, le tecnologie che in parte sono utilizzate oggi per far fronte alla pandemia nell’obiettivo di dare continuità al business sono quelle che segneranno i prossimi anni nella trasformazione dei business e delle imprese. Perché, dice Gartner, può essere pandemia o recessione, ma la volatilità fa parte di questo mondo e solo le organizzazioni che sapranno ripensarsi in profondità per adattarsi ai cambiamenti potranno superare in futuro ogni tipo di disruption. Con sempre al centro le persone…

04 Nov 2020

di Stefano Uberti Foppa

Dimostrando un equilibrio di analisi prospettica che riesce ad andare oltre la drammatica attuale pandemia da Covid 19, Gartner ha rilasciato i suoi trend tecnologici 2021 in cui, come vedremo, si analizzano nuovi fenomeni e discontinuità dovuti certo anche alla crisi pandemica, senza però tralasciare elementi e focalizzazioni che già nella scorsa edizione 2020 erano state evidenziate dall’analista come di riferimento per lo sviluppo del business delle imprese nei prossimi anni. Come, per esempio si legge nei Gartner Top Strategic Technology Trends 2021, la capacità personale e come soggetto-impresa, di interpretare l’innovazione, trovando un proprio “techquilibrium” per impegnare il giusto mix di risorse e capacità tradizionali e digitali. E sottolineando la necessità di una centralità delle persone che, come abbiamo sperimentato in quest’anno disgraziato di enormi difficoltà operative, rappresentano il vero elemento distintivo di valore e di resilienza.

3 macro contesti per i top trend tecnologici 2021

Le sfide e i trend tecnologici 2021 si giocano in buona parte sulla costruzione di una “plasticità” e di una resilienza capaci di sviluppare l’azienda e il suo business attraversando le grandi sfide socioeconomiche, come sottolinea Gartner nel suo studio, che si sono aperte e accelerate con questo difficile 2020. Anche quest’anno quindi, i trend andranno declinati tenendo presente, da un lato, che questi non sono fenomeni scollegati tra di loro ma trovano punti di contatto e di integrazione che generano differenziale competitivo rafforzandosi reciprocamente; e dall’altro lato vengono calati su almeno tre macro contesti:

  1. la centralità delle persone (come prima accennato, capendone specificità, motivazioni, preferenze, pregiudizi ed esigenze per mettere a punto l’impatto ottimale delle tecnologie sui vari soggetti e gruppi di lavoro). Perché, afferma la società di analisi, anche se la pandemia ha cambiato il modo di lavorare e di interagire con l’azienda, le persone restano al centro di tutti i business.
  2. L’indipendenza dalla location di lavoro perché il Covid, lo sappiamo, ha rimescolato il tradizionale concetto di location fisica come luogo di lavoro per dipendenti, clienti, fornitori e sistemi organizzativi.
  3. La costruzione e diffusione di resilienza, perché può essere pandemia o recessione, la volatilità fa parte di questo mondo e solo le organizzazioni che sapranno ripensarsi in profondità e adattarsi potranno superare in futuro ogni tipo di disruption.

I top trend tecnologici 2021 secondo Gartner

Vediamo quindi nel dettaglio i 9 trend tecnologici 2021 identificati da Gartner.

Trend n. 1 – Internet comportamentale (Internet of Behavior – IoB)

Spinosissima questione legata alla privacy delle persone nel loro rapporto con l’impresa. L’IoB è la diretta conseguenza della capillare diffusione del digitale nella società e nelle aziende. Alcuni esempi: sensori e tag Rfid usati per determinare se si indossano correttamente mascherine protettive o si effettua regolarmente il lavaggio mani, avvisando in automatico le eventuali violazioni; rilevazioni di dati su veicoli commerciali per verificare le modalità corrette di guida del conducente migliorando le sue performance, ottimizzando tracciati e sicurezza. E centinaia di altri esempi applicati al controllo dei protocolli definiti dall’azienda.

I dati, aggregati da differenti fonti quali, ad esempio, quelli provenienti da relazioni commerciali con i clienti, dal settore pubblico nel rapporto tra PA e cittadini, social media, ambienti in cui si effettuano riconoscimenti facciali automatici, tracciamenti di spostamenti, ecc., verranno analizzati da tecnologie che, dice Gartner, saranno sempre più sofisticate nella loro capacità di elaborazione, per indirizzare un cambiamento comportamentale delle persone sui luoghi di lavoro, sviluppando nuove modalità di relazione con l’impresa.

È evidente la potenziale pericolosità di questo trend, ma è una direzione tecnologica e organizzativa che Gartner rileva come significativa nella sua potenziale diffusione. Certo l’implementazione dell’IoB deve avvenire in stretta osservanza con le normative privacy e con un utilizzo finalizzato al miglioramento dell’efficienza e non al controllo dell’individuo.

Trend n. 2 – Total experience

Denominazione un po’ aulica che Gartner, esponendo i trend tecnologici 2021, usa per definire la messa in comune delle diverse esperienze di clienti e impiegati allo scopo di sviluppare nuove forme di relazione e proposte di business.

È un trend che Gartner vede come momento di valorizzazione delle esperienze che le aziende stanno vivendo nell’attuale situazione Covid-19, dove si stanno affrontando, spesso forzatamente e in tempi rapidissimi, disruption importanti quali il lavoro da remoto, la mobility, il rapporto virtuale con clienti distanti e dispersi. L’analista propone l’esempio in cui una società di Tlc ha cambiato la user experience nell’obiettivo di garantire al cliente maggiore sicurezza e soddisfazione. Si è sviluppato un sistema di appuntamenti con il cliente attraverso un’app. Quando i clienti arrivano al negozio per il loro appuntamento, ricevono prima dell’entrata e in un raggio di circa 20 metri, due notifiche: la prima li guida attraverso il processo di check-in; la seconda è un alert che li informa di quanto dovranno attendere prima che possano entrare nel negozio, garantendo così un adeguato distanziamento sociale. L’azienda ha inoltre affinato il servizio includendo nello store chioschi digitali e consentendo agli addetti di utilizzare tablet per navigare insieme ai clienti sui loro devices senza che così venga toccato alcun hardware.

Trend n. 3 – Privacy-enhancing computation

Un trend strettamente correlato a due macro fattori:

  • da un lato la necessità, come ha chiaramente messo in luce l’attuale pandemia, di poter condividere dati e informazioni sensibili su progetti di ricerca collaborativi tra differenti soggetti, siano queste nazioni o competitors, senza dover sacrificare elementi di privacy o di sicurezza (pensiamo alla ricerca del vaccino anti-Covid e ai nuovi studi che questa apre tra le varie realtà scientifiche, pubbliche, private, ecc).
  • L’altro elemento è insito nella diffusione capillare di tecnologie digitali nella società (pensiamo ad esempio all’IoB prima accennato), dove serve trovare maggiori meccanismi di protezione nell’utilizzo dei dati personali, al di là di quanto stabilito dalle normative.

Ecco allora, secondo Gartner, una possibile emersione del trend di un compuntig migliorativo e di valorizzazione della privacy che rimanda alla grande area delle Privacy Enhancing Technolgies, tecniche per minimizzare il possesso da parte di service provider e aziende, dei dati personali attraverso pseudonomi, credenziali anonime e quant’altro.

Gartner prevede l’emergere di tre tecnologie di protezione dati durante il loro utilizzo da parte di terzi:

  • lo sviluppo di “trusted environment”, ambienti protetti dedicati alla specifica analisi dei dati sensibili;
  • una seconda area tecnologica dedicata all’elaborazione e analisi dei dati in forma decentralizzata;
  • una terza area di nuovo sviluppo di crittografia di dati e algoritmi prima di ogni tipo di elaborazione e analisi.

Trend n. 4 – Distributed cloud

Nei trend tecnologici 2021 Gartner definisce il cloud distribuito come “il futuro del cloud”: la possibilità, cioè, di distribuire servizi public cloud in differenti location fisiche mantenendo in capo al provider di riferimento la responsabilità dell’efficienza del servizio, la governance e la sua evoluzione tecnica e funzionale.

Si tratta di un modello architetturale di cui si parla da tempo e che Gartner vede affermarsi nei prossimi anni per garantire alla rete cloud una bassa latenza, reggendo cioè anche alti livelli di elaborazione dati con minimi ritardi. Un’esigenza fondamentale nell’accesso a dati sempre più in real time in rapporto a scenari di analisi dati che cambiano velocemente. Anche qui ritorna il tema della velocità di risposta e della flessibilità. Questa architettura va incontro inoltre ad esigenze di riduzione di costo ed è una risposta di compliance alle normative che richiedono la residenza dei dati sul territorio

Trend n. 5 – Operativi ovunque

Qui non ci vuole molto a identificarlo come trend emergente. Gartner fa riferimento alla situazione Covid attuale, ma anche post pandemica. È un fenomeno in lenta maturazione da tempo: quello di poter garantire a personale, clienti, partner, di gestire, accedere, distribuire e sviluppare il business ovunque questi si trovino fisicamente. Certo la situazione che stiamo vivendo ha concretizzato rapidamente le indispensabili messe a punto a livello organizzativo e tecnologico, ma soprattutto ha accelerato la crescita di consapevolezza delle aziende, messe a dura prova dal dover ripensare rapidamente un’organizzazione del lavoro in remoto, con persone distribuite ovunque, intervenendo talvolta anche su processi consolidati e inefficienti.

Il digitale, secondo Gartner, deve essere sempre presente di default anche se esistono realtà fisiche pensate per intervenire puntualmente in quella parte del processo. In pratica bisogna avere sempre la possibilità di estendere le funzionalità che vengono offerte in un rapporto di persona anche alla dimensione digitale; ad esempio, dice Gartner, un check out contactless sempre disponibile per uno store fisico…

Trend n. 6 – Cybersecurity mesh, una maglia per la sicurezza

Si tratta della presa di coscienza di di uno dei trend tecnologici 2021 che è ormai in essere da qualche anno e che vedrà un’ulteriore affermazione nel prossimo periodo. È un approccio architetturale distribuito per aumentare la scalabilità, la flessibilità e l’affidabilità della governance dei sistemi di cybersecurity.

Poiché stiamo parlando di aziende, con attori e business sempre più distribuiti e al di fuori dei confini dell’impresa, il cybersecurity mesh è indirizzato a definire e a sviluppare il perimetro di cybersecurity attorno alla persona o all’oggetto da proteggere/governare. Si basa su un’architettura che prevede, attraverso una governance e orchestrazione centrale con rigorose policy distribuite, un approccio modulare e reattivo alla cybersecurity. È un’architettura con differenti modalità e livelli di protezione a seconda delle esigenze distribuite e in rapporto alle variabili di protezione che situazioni particolari o priorità di business dovessero richiedere.

Trend n. 7 – Business intelligente e componibile

Con questo trend, di fatto Gartner prova a sistematizzare in una tendenza quanto da anni stanno provando a fare le aziende, cioè essere adattive in modo dinamico, riassestandosi negli elementi organizzativi e tecnologici in modo rapido, in rapporto al variare delle situazioni. Tra le chiavi di lettura, indicate dall’analista per percorrere questa strada, vi è la garanzia del migliore accesso possibile alle informazioni, arricchendo quest’ultime con i migliori insight disponibili, sviluppando anche la capacità di reagire, con azioni e processi, a quanto questi insight fanno emergere.

Su questa tendenza, orientata a una maggiore reattività di impresa alle variabili del business, si inserisce anche una più spinta esigenza di autonomia e di “democratizzazione” dell’intera organizzazione aziendale, che deve lasciare ampi spazi decisionali, operativi e “by objective” piuttosto che “piegare” l’attività delle persone, ovunque queste si trovino, interne od esterne all’azienda, a rigidi processi codificati, magari inefficienti.

Trend n. 8 – Strutturazione dell’AI

Con il termine AI Engineering, ci si riferisce a una tendenza a sviluppare strategie che possano facilitare l’integrazione e l’armonizzazione di differenti modelli e soluzioni di intelligenza artificiale presenti in azienda, per migliorarne le performance, la scalabilità, la capacità di sapere interpretare i risultati e l’affidabilità di risposta. Il proliferare di “isole” di soluzioni di AI impedisce un’organicità di analisi e di strategia con cui oggi, a livello di difficoltà di governance, maintenance (intesa come controllo puntuale dell’avanzamento di progetti di AI) e soprattutto estendibilità trasversale all’organizzazione, le aziende devono confrontarsi.

Questa AI engineering, nelle previsioni di Gartner, dovrebbe creare un percorso evolutivo per portare al centro l’intelligenza artificiale nei processi di DevOps aziendali. Questa pervasività, inoltre, crea l’esigenza di un’attenta governance che genererà l’affermarsi di figure professionali nuove quali il “Responsabile AI” che, al di là della conoscenza su elementi tecnologici e progettuali, lavorerà su concetti quali lo sviluppo di una fiducia diffusa in queste soluzioni, trasparenza, criteri di etica, equità, modelli interpretativi dei risultati, rispetto delle normative. Insomma, una fase più matura e di diffusione capillare dell’AI in impresa e nelle sue modalità di lavoro e di sviluppo del business.

Trend n. 9 – Iperautomazione

Quest’ultimo tra i trend tecnologici 2021 era già stato enfatizzato lo scorso anno da Gartner nelle sue previsioni. E non poteva essere altrimenti dato che il rapporto tra complessità/variabilità dei business, evoluzione tecnologica e capacità di risposta da parte di persone e organizzazioni porta l’esigenza di automazione spinta, integrata con intelligence e machine learning sempre più diffuse, non più procrastinabile.

Nell’idea di Gartner, Hyperautomation significa che ogni cosa che in un’organizzazione può essere automatizzata, in pratica vada automatizzata. È la presa di coscienza che processi di business legacy affatto snelli, presenti nelle aziende, creano enormi spese e sforzi di continuo adattamento nelle organizzazioni. La fotografia, che ben conosciamo, è quella di realtà in cui le tecnologie sono lungi dall’essere integrate in un insieme armonioso e snello; piuttosto vediamo da decenni “patchwork” tecnologici non efficienti, ottimizzati, più o meno connessi e nemmeno fino in fondo conosciuti.

L’iperautomazione, secondo Gartner, è una risposta inevitabile. Dopodiché, aggiungiamo noi, bisogna essere in grado di disegnare correttamente questa automazione diffusa, armonizzando i vari componenti, persone e processi compresi, per realizzare un flusso di informazioni e soluzioni che rappresenti davvero un differenziale competitivo. Probabilmente non si arriverà mai ad un insieme organico aziendale di questo tipo, un “corpo vivente” davvero in grado di adattarsi con rapidità alle variabili e disruption che via via si susseguiranno sui mercati e nella società. Ma la strada, c’è poco da fare, è questa: automatizzare, snellire, distribuire e armonizzare di continuo all’interno di una costante orchestrazione intelligente.

Stefano Uberti Foppa

Digital innovation influencer

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, è stato direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360, fino al febbraio 2019. Oggi è una delle principali firme del magazine.

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