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Sopra Steria: come concretizzare la trasformazione digitale

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Intervista

Sopra Steria: come concretizzare la trasformazione digitale

08 Ott 2018

di Patrizia Fabbri

Chief Executive Officer di un’azienda, Sopra Steria Italy, che occupa quasi 1.000 persone nel nostro paese e fa parte di un gruppo europeo di 42.000 dipendenti, Stefania Pompili opera nel mercato ICT da quasi 30 anni e l’incontro che ZeroUno ha avuto con la top manager è stato l’occasione per un confronto sui processi di trasformazione nelle imprese italiane.

Dopo essere entrata in Sopra Steria nel 2016 come direttore della divisione Pubblica Amministrazione, Energy e Telco e avere poi assunto il ruolo di direttore generale, Stefania Pompili, una lunga storia in alcune importanti aziende di consulenza e system integration italiane e internazionali, è CEO di Sopra Steria Italy dall’inizio del 2018. L’incontro con la top manager ci ha permesso di approfondire alcuni aspetti del processo di trasformazione che stanno intraprendendo le aziende italiane.

Cosa significa sostenere le imprese nella trasformazione digitale

“Trasformazione digitale”, un’espressione che è entrata ormai nel lessico quotidiano e alla quale non sempre gli interlocutori che ZeroUno incontra riescono a dare concretezza, a definire cosa significa nel concreto supportare le aziende in questo processo di trasformazione: non è così per Pompili: “Stiamo sperimentando, con ottimi risultati, i nuovi modelli di lavoro come il co-design e il design thinking”. Un approccio molto diverso da quello classico del system integrator dove si ascoltano le esigenze del cliente, gli si propone poi un progetto e lo si guida nell’implementazione. “Quello che facciamo in fase progettuale è creare gruppi di lavoro nei quali abbiamo il cliente stesso, i nostri esperti di business ed esperti di co-design che moderano i workshop con gli esperti tecnologici. Naturalmente – precisa la CEO – i nostri esperti di business hanno anche competenze macro sulle tecnologie per capire, anche rispetto al livello di maturità tecnologica del cliente, dove indirizzare le scelte e quali competenze coinvolgere. Architetti ed esperti delle specifiche tematiche si uniscono quindi al tavolo di lavoro”.

Stefania Pompili, CEO di Sopra Steria Italy

In questo modo emergono le interazioni tra le varie componenti ed è possibile implementare processi di innovazione trasversale e continua: “Nella fase operativa, in maniera prototipale per iterazione attraverso la metodologia Agile, perseguiamo il nostro obiettivo che è la concretezza: vogliamo dare risultati in tempi molto brevi, in modo che il cliente capisca rapidamente se la strada intrapresa è quella corretta”.

Se la metodologia Agile, seppure con livelli di maturità molto diversi, è stata introdotta da tempo nelle aziende per quanto riguarda le IT operations, l’adozione di approcci collaborativi più articolati, che coinvolgono tutte le aree aziendali, è un approccio molto complesso e chiediamo a Pompili qual è, dal punto di osservazione della sua azienda, il trend oggi nelle aziende italiane: “Se guardo alle grandi aziende, sono poche le realtà che stanno realmente intraprendendo percorsi di questo tipo. In campo privato c’è Enel che ha completamente stravolto la propria organizzazione; nel settore pubblico ci sono realtà come Inail dove si sta introducendo il concetto di design thinking. È sicuramente necessaria un’accelerazione e per questo ci mettiamo in gioco in prima persona investendo in sessioni di lavoro sperimentali con le aziende; scelta che ci sta dando risultati perché quando le aziende testano sul campo il modello, sono poi propense a proseguire su quella strada”. Diversa sembra invece essere la situazione nelle realtà medie: “Se guardo alle nostre esperienze in ambito Fashion e Retail, dove stiamo parlando di dimensioni più contenute, c’è una maggiore capacità di implementare questo modello; le dimensioni facilitano, dato che è sicuramente più complesso intervenire sui processi in organizzazioni molto grandi e molto verticalizzate”.

Competenze: un vero e proprio allarme

Come ormai quasi tutti i manager e gli esperti che ZeroUno incontra, anche Pompili rileva il grande problema delle competenze: “Sul mercato c’è una competizione fortissima. Data scientist, enterprise architect, ma anche programmatori Java sono difficilissimi da trovare e mancano le competenze sulle tecnologie specifiche, da Salesforce a Tibco solo per citarne due. E una volta trovate e ulteriormente formate è molto difficile trattenerle. Sopra Steria è una realtà poco conosciuta ai giovani che privilegiano spesso il brand nella ricerca del posto di lavoro [tutti vorrebbero lavorare per Google, ndr] per questo facciamo in modo di rendere il nostro un luogo dove è piacevole lavorare”.

E sullo skill shortage Sopra Steria ha intanto deciso di aiutarsi da sola o meglio collaborando con università e altri attori sul territorio: “Da due anni abbiamo investito nel Centro di Ricerca di Ariano Irpino dove, in connessione con le principali università del Sud, abbiamo attivato percorsi di formazione di tre mesi, ai quali partecipano anche nostri formatori. Abbiamo poi appena annunciato l’apertura della sede di Napoli nella quale abbiamo realizzato il Centro di Eccellenza Salesforce, andando a costituire una risorsa fondamentale per tutto il Gruppo”.

L’azienda guarda anche con interesse al mondo delle startup: “Da un lato sono realtà che stiamo sempre più prendendo in considerazione per integrare nuove componenti nelle nostre linee di offerta, dall’altro le stiamo guardando anche nella nostra ricerca di talenti”.

Sopra Steria: posizionamento e offerta

Concludiamo il nostro incontro con una breve fotografia del Gruppo Sopra Steria e, in particolare, dell’azienda in Italia.

Gruppo prevalentemente europeo di consulenza, system integration, sviluppo software e gestione infrastrutturale, Sopra Steria ha fatturato lo scorso anno 3,8 miliardi di euro con un’attività suddivisa in tre macro aree geografiche: Francia, che genera la parte preponderante di fatturato, UK (da cui dipende Singapore) ed Europa continentale. Il paese più significativo in termini di fatturato di quest’ultima area è la Germania, poi l’area nordica, il Belgio e quindi Italia e Svizzera. In Italia l’azienda è presente dal 2001 quando acquisì una realtà italiana che contava circa 200 persone e il cui imprenditore, Mauro Fiorilli, è rimasto in azienda fino a qualche mese fa. Nel 2014 il Gruppo assume la nuova denominazione di Sopra Steria.

Come mercati di riferimento il banking è per il Gruppo il principale (mentre in Italia viene al secondo posto, dopo l’area Industria e servizi che realizza il 38% del fatturato) nel quale opera anche con Sopra Banking Software che sviluppa soluzioni specifiche per il settore; al secondo posto la pubblica amministrazione cui fa seguito il settore Energy e Utility. Il Gruppo ha poi sviluppato due soluzioni proprietarie in ambito Real Estate e HR.

“In questo contesto – spiega Pompili – l’Italia è un po’ peculiare perché ci siamo sempre focalizzati più sulla componente di system integration applicativa e meno su quella infrastrutturale. Fino a qualche anno fa, inoltre, la nostra presenza era molto concentrata nei settori Fashion e Retail dove siamo sicuramente un’eccellenza grazie a un’offerta molto legata all’omnicanalità e alla connessione tra mondo fisico e mondo digitale [tra i principali clienti in quest’ambito si annoverano Unieuro, che Sopra Steria ha supportato in vari progetti di trasformazione digitale, e Giglio Group, per la piattaforma di gestione dell’e-commerce multicanale ndr] . Ma ormai una parte importante del nostro fatturato, circa il 30%, deriva dal mondo banking e il restante da PA ed Energy e Utility con un target che è quello delle grandi aziende o di dimensioni minori ma molto innovative”.

Patrizia Fabbri
Giornalista

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno.

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