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Reply: dalle Smart Things alle Macchine Intelligenti

pittogramma Zerouno

Reply: dalle Smart Things alle Macchine Intelligenti

21 Lug 2015

di Valentina Bucci

Al Reply Xchange di quest’anno, l’azienda si è focalizzata sulla Digital Transformation: quella del presente, a cui stiamo assistendo, che ha portato la tecnologia in ogni luogo e in ogni business grazie soprattutto al diffondersi dell’Iot, e quella che sta arrivando, caratterizzata, secondo la società torinese, dal diffondersi delle Smart machine

MILANO – All’edizione 2015 di Xchange, appuntamento annuale organizzato da Reply, si è parlato di Digital Trasformation; quella del presente, prima di tutto, come ha raccontato Tatiana Rizzante, Ceo della società torinese: “Complice l’Iot, il digitale è ormai parte integrante del nostro quotidiano e sta ridefinendo le nostre concezioni di casa e lavoro, cambiando il modo in cui facciamo acquisti, offrendo nuove prospettive in ambito sanitario e sul fronte del risparmio energetico; una diffusione a 360° che coinvolge ogni settore”.

Tatiana Rizzante, Ceo, Reply

Tra gli esempi forniti dall’area demo allestita per l’evento, ricordiamo, per il settore retail, Hi-Credits, soluzione di mobile payment che consente transazioni estremamente rapide (se si dispone di un Apple Watch, sfruttando Apple Pay, può bastare avvicinare l’orologio al device che ospita l’applicazione), e soluzioni di Contextual Marketing integrabili con i Crm che, riconoscendo la posizione geografica del cliente, sfruttando trasversalmente più canali e dispositivi, possono costruire customer journey estremamente personalizzati (Hi-Engage). Nell’ambito Health&Business è stata esibita Sensoria, una calza con nanosensori capaci di rilevare dati quali postura, battito cardiaco, chilometri percorsi, e in quello “Home” Cocoon, sistema di allarme intelligente che evita falsi allarmi poiché auto apprende ciò che è consuetudine in casa, e quando succede qualcosa di inusuale, invia notifiche e video in alta risoluzione attraverso l’app dedicata sullo smartphone.

Questo ed altro è già parte del nostro presente. Ma cosa ci riserva il futuro? Secondo Reply le più grandi evoluzioni si vedranno all’interno del grande capitolo dell’Intelligenza Artificiale e in particolare delle Smart machine.

Filippo Rizzante Cto, Reply

“Tra gli smart object ce ne sono alcuni particolari, dotati di una intelligenza propria, con un cervello per imparare, un corpo capace di percepire l’ambiente circostante, una memoria per accumulare conoscenza”, dice Filippo Rizzante, Cto di Reply, secondo il quale le smart machine possono essere considerate il futuro dell’IoT: “I robot – come spiega il top manager – sono destinati entro il 2025 ad assorbire più del 30% dei lavori oggi svolti degli esseri umani [dati Gartner – ndr], anche di tipo intellettuale; nelle università, nei centri di ricerca e tra le aziende della Silicon Valley la domanda di esperti in questo campo è in forte crescita; entro il 2024 il valore di mercato dell’intelligenza artificiale per applicazioni enterprise raggiungerà gli 11 miliardi di dollari [dati Tractica – ndr]”. Una forte spinta è arrivata dal cloud: “La nuvola ha abilitato il ‘Brain Displacement’, ovvero la capacità di distribuire le funzionalità in parte on board alle macchine, in parte sul cloud – spiega Rizzante – Restano on board i sistemi necessari al movimento, all’esecuzione di compiti semplici o che richiedono risposte real time; si sfrutta invece il cloud per attività più complesse e che richiedono una forte capacità di processamento dei dati. Questo ha permesso di ampliare enormemente le capacità di queste macchine, rendendole più potenti, scalabili, efficienti”.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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