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ICityrate 2018 premia Milano come città più smart d’Italia, seguita da Firenze e Bologna

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Attualità

ICityrate 2018 premia Milano come città più smart d’Italia, seguita da Firenze e Bologna

18 Ott 2018

di Elisabetta Bevilacqua

La settima edizione del Rapporto analizza l’andamento nello sviluppo delle città secondo numerosi parametri. Interessanti i significativi miglioramenti registrati dalle realtà di media dimensione, con dinamiche di innovazione produttiva ma non solo. Il Sud resta fermo, con alcune evidenze ed eccellenze che però rappresentano delle eccezioni.

FIRENZE – Il consueto confronto di smartness fra le città, ICity rate, arrivato alla sua settima edizione, è stato il protagonista della prima giornata di ICity Lab, kermesse tenutasi quest’anno nel capoluogo toscano, caratterizzata da convegni, workshop e tavoli di lavoro, momenti di incontro tra le amministrazioni locali e le aziende dell’innovazione, organizzata da Fpa (gruppo Digital360).


Firenze ha raggiunto la seconda posizione in classifica grazie a punti di forza quali l’attrattività turistico-culturale, le politiche di crescita e sviluppo, l’investimento per la trasformazione digitale, la mobilità sostenibile e l’innovazione del modello di governance della città.
Milano mantiene il primo posto, per il quinto anno consecutivo, con punti di forza come solidità economica, ricerca e sviluppo e mobilità sostenibile, mentre Bologna si colloca in terza posizione, con pochi punti di distacco da Firenze, primeggiando soprattutto per governance e partecipazione civile, lavoro ed energia.

Fra le prime dieci classificate figurano città medie di qualità come Trento, Bergamo, Parma, Pisa e Reggio Emilia, con la totale assenza delle città del Sud e delle isole. Si deve arrivare alle 43-esima posizione per trovare Cagliari, che ha scalato 4 posizioni rispetto al 2017; altrettanto dinamica la città di Lecce, 62-esima, che ha scalato 9 posizioni dal 2017. Passi in avanti anche per Roma che sale dal 17-esimo al 15-esimo posto.


Nella fascia alta si collocano anche piccole città innovatrici (sotto i 100mila abitanti) come Pordenone, Cremona, Udine, Treviso, Biella, Lodi, spesso anche grazie all’insediamento di luoghi di produzione dell’innovazione produttiva.
Le tre città leader, pur con diversi modelli e aree di eccellenza, si collocano nelle prime posizioni negli ambiti trasformazione digitale e lavoro, collocandosi ai vertici per istruzione, attrattività turistico culturale e partecipazione civile, mobilità sostenibile. I buoni risultati e il dinamismo delle città leader non bastano però a superare alcune criticità come la qualità di aria ed acqua, la sicurezza, la gestione dei rifiuti, il governo di suolo e territorio.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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