Helsinki smart city, grazie a servizi proattivi basati sui dati

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Helsinki smart city, grazie a servizi proattivi basati sui dati

La capitale della Finlandia vuole essere la città più funzionale del mondo, grazie allo sforzo congiunto dell’amministrazione, dei cittadini residenti e degli altri stakeholder. Un ambizioso programma di digitalizzazione, basato su open data, intelligenza artificiale e analytics, si integra con la cultura dello sviluppo, la qualità dell’organizzazione e della gestione, le competenze del personale.

09 Set 2022

di Elisabetta Bevilacqua

Nella visione della Città di Helsinki, nella cui area vivono circa un milione di abitanti, il completo dispiegamento del potenziale della digitalizzazione si traduce nella capacità di semplificare la vita quotidiana sia dei suoi “clienti” (cittadini, visitatori, attività economiche, comunità) sia dei suoi dipendenti e dei decisori. Per perseguire questo obiettivo, offre centinaia di servizi, in gran parte digitali, che rientrano in quattro aree: education, urban environment, culture and leisure, social services and health care.

La pandemia ha accelerato la digitalizzazione estendendola al sistema sanitario, al sistema professionale e alle scuole, mentre l’aumento esponenziale nell’uso della bicicletta ha avuto un grande impatto sui trasporti, per la cui ottimizzazione sarà sempre più determinante l’impiego dell’intelligenza artificiale.

Un percorso attentamente pianificato

Il percorso di digitalizzazione ha come punto di riferimento la “digital agenda 2025” che fa leva sulla grande quantità di dati disponibili di buona qualità e sugli open data, usati nei servizi e nei processi dell’amministrazione, oltre che forniti alle aziende private che offrono servizi ai cittadini. Pasi Rautio, Strategy, Data and Analytics leading expert, City of Helsinki, ha indicato questo approccio in occasione del suo intervento al convegno “Le città al centro della ripartenza” organizzato dal tavolo di lavoro su Smart City del Politecnico di Milano, enunciando alcuni principi della strategia relativa ai dati.

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Il primo punto riguarda la ownership, senza la quale non possono essere usati né condivisi con le altre divisioni e le altre aziende. La creazione di un data ecosystem è poi la premessa per disporre di dati funzionali ai processi e ottimizzare le city operations attraverso l’automazione. L’ecosistema dei dati è, in particolare, alla base dell’offerta ai cittadini di “practice service”, caratterizzati da un approccio proattivo.

“I cittadini hanno bisogno di servizi ma non sempre sanno esattamente quali siano e come accedervi. Non è funzionale chiedere loro di cercarli nel sito o di riempire moduli” spiega Rautio. “La nostra scelta è offrire servizi user friendly, personalizzati in base alle reali esigenze”. Un esempio di practice service è l’iscrizione dei figli a scuola. L’amministrazione cittadina conosce i genitori, l’età dei figli, sa dove abitano. Non chiede dunque di compilare moduli, più o meno complicati, con dati già in suo possesso. Sapendo che normalmente il principale criterio di scelta è la scuola più vicina alla residenza, la propone direttamente.

Il processo di iscrizione risulta facile non solo per la famiglia ma anche per l’amministrazione che non deve dedicarvi risorse umane grazie a un processo completamente automatizzato. Un altro esempio riguarda la capacità dell’amministrazione, a partire dalla conoscenza delle informazioni sanitarie, di identificare le persone a rischio e invitarle a sottoporsi ad una visita medica aiutandole a prendersi cura della propria salute.

L’uso della tecnologia al servizio dei cittadini consente anche la realizzazione di un budgeting partecipativo, con il contributo alle idee e alle scelte che la città dovrebbe mettere in atto. Per visualizzare e testare le scelte sulla pianificazione della città e sul traffico, come pure i processi decisionali, viene infine usato un modello virtuale, una sorta di digital twin della città.

Un nuovo quartiere smart grazie alla cooperazione fra gli stakeholder

Questo insieme di principi è stato impiegato, ad esempio, per realizzare l’esperimento di totale riconversione di Kalasatama, ex-sobborgo industriale a nord-est di Helsinki che punta a ospitare, entro il 2035, 25mila abitanti e 10mila lavoratori del terziario avanzato, in un milione di metri quadri di abitazioni e quasi 400mila metri quadri di uffici. Per la realizzazione del quartiere, i 600 milioni di euro di investimenti diretti della Città di Helsinki hanno fatto da volano per 5 miliardi di euro di investimenti privati.

Il programma Smart Kalasatama gestisce un’ambiziosa piattaforma di innovazione che consentirà la realizzazione di decine di infrastrutture e vari progetti innovativi. Il nuovo quartiere smart ospita sperimentazioni agili, dove principalmente le start-up sviluppano, insieme ai residenti, i loro prototipi di soluzioni intelligenti. Vengono, ad esempio, messi alla prova diversi progetti relativi alla gestione intelligente dei rifiuti, alle minigrid intelligenti per la gestione dell’energia e alla Mobility as a Service (MaaS).

L’obiettivo è liberare almeno un’ora di tempo al giorno dei residenti, grazie agli smart service che possono migliorare il traffico e la logistica, garantire servizi locali di qualità e strutture flessibili per il lavoro a distanza, nonché il collegamento al resto di Helsinki con una nuova fermata della metropolitana. Gli edifici sono stati distribuiti in modo funzionale, con scuole e supermercati vicini alle abitazioni.

Secondo le previsioni, i servizi intelligenti alle persone potranno ridurre il pendolarismo quotidiano e il tempo perso per gli spostamenti.

Le tecnologie non bastano, serve la fiducia dei cittadini

Per attuare la sua strategia, la Città di Helsinki, ricorre a un uso intenso del digitale impiegando, fra l’altro, open data, intelligenza artificiale e data analytics. Affinché tutto funzioni, però, è indispensabile avere la fiducia dei cittadini nelle tecnologie e nell’amministrazione. “I cittadini finlandesi hanno fiducia nella pubblica amministrazione, una fiducia che va mantenuta con la trasparenza”, ricorda Rautio.

La fiducia in un periodo critico come l’attuale rende le città più funzionali, capaci di reagire a situazioni impreviste e di gestire la quotidianità nel miglior modo possibile sia sul piano organizzativo interno sia nell’erogazione di servizi di qualità. Per garantire la trasparenza, la città di Helsinki ha realizzato un sito web per spiegare agli utenti le tecnologie impiegate e far capire, ad esempio, come funziona l’intelligenza artificiale, quali algoritmi vengono utilizzati, come operano sui dati, in modo che i cittadini comprendano facilmente cosa sta facendo l’amministrazione.

In una prospettiva di breve periodo, Helsinki ha come obiettivo di riuscire a prevedere di quali servizi e di quali informazioni avranno bisogno i suoi “clienti” e a offrirli in modo sempre più personalizzato, grazie alla crescente digitalizzazione e all’impiego di tecnologie avanzate.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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