Nel lavoro ibrido la flessibilità è più importante di una promozione

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Nel lavoro ibrido la flessibilità è più importante di una promozione

Potrebbe sembrare una provocazione, invece è quanto emerge dall’ultimo sondaggio condotto da Ivanti. Un ecosistema lavorativo ibrido e flessibile sempre più complesso e pieno di sfide che tutti, aziende e CISO in particolare, devono imparare a gestire perché non si torna più indietro.

04 Apr 2022

di Roberta Fiorucci

Il modo in cui percepiamo il lavoro è cambiato fino al punto di voler modificare comportamenti, abitudini e scelte. Se guardiamo indietro di due anni, il lavoro ibrido ha mescolato le carte e messo in primo piano una volontà di vivere decisamente diversa. Lo dimostra il dato che emerge dal Report Everywhere Workplace di Ivanti in cui la flessibilità (per dipendenti e manager) è più importante della carriera, tanto da poter rinunciare a promozioni (71%) o a una parte dello stipendio (64%). Solamente il 13% delle persone dichiara di voler lavorare esclusivamente in ufficio. Un cambiamento evidente.

Ivanti ha intervistato 4.510 lavoratori e 1.609 professionisti in 9 Paesi di tre diversi continenti.

Fonte: Report Everywhere Workplace di Ivanti

L’indagine è stata presentata alla stampa da Marco Cellamare, Regional Sales Director per l’area Mediterranea (Italia, Grecia e Israele) e Marco Mozzi, EXM Sales Specialist ed è stata l’occasione per analizzare aspetti e bisogni che le aziende (e in particolare i CISO) devono riuscire a cogliere per non rimanere indietro. La stessa Ivanti mette al centro delle sue strategie l’Everywhere Workplace, attraverso una piattaforma end-to-end unificata e automatizzata che si basa su tre modelli applicativi: Unified Endpoint Management (UEM), Zero-Trust Access (ZTA), Enterprise Service Management (ESM).

Aumentano i nomadi digitali, ma anche gli effetti sulla psiche

Approfondendo l’indagine emerge come con la pandemia il nomadismo digitale ha subìto un’accelerazione radicale. Nell’indagine, a un 21% degli intervistati che ha dichiarato di essere nomade digitale prima dell’inizio della pandemia, si è aggiunto un ulteriore 23%. I vantaggi del lavoro a distanza sono associati al risparmio economico e di tempo, così come all’equilibrio tra vita e lavoro.

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Non mancano le criticità, come una scarsa interazione con i colleghi (51%), la mancanza di collaborazione e comunicazione (28%), il rischio di distrazioni e rumore di fondo (27%). Un intervistato su dieci afferma che il lavoro a distanza ha inciso negativamente a livello psicologico. “Da questa fotografia è chiaro che l’esperienza dei dipendenti è destinata a diventare una priorità” commenta Marco Cellamare.

Come gestire complessità e sicurezza per Ivanti

Se gli sforzi delle organizzazioni devono andare nella direzione di una modalità di lavoro ibrida, non bisogna dimenticare che “senza più perimetri aziendali offrire supporto è molto più complesso, soprattutto con il proliferare degli strumenti personali da rendere sicuri e conformi” afferma Marco Mozzi. Questo significa modernizzare l’help desk e passare da attività manuali a processi completamente automatizzati.

Marco Mozzi, EXM Sales Specialist di Ivanti

Niente più attività ripetitive e lente per la risoluzione di problemi, ma uso intensivo di automazione dei processi e di sistemi di controllo real time su tutta l’infrastruttura, per un ambiente di lavoro correttamente configurato e monitorato, con caratteristiche di continuità per lavorare con tutti i device in sicurezza. “Le tecnologie sono sempre a favore dell’utente per migliorare l’end-user experience e restituire ambienti monitorati e sicuri” conclude Marco Mozzi.

Il divario di genere: l’ennesima conferma

Gli effetti di un gender gap aggravato dalla pandemia sono reali e a ricordarcelo sono ancora una volta i dati. Il lavoro a distanza è percepito in modo diverso tra uomo e donna: il 70% delle donne che operano nel mondo IT sostiene di aver subito impatti negativi, più del doppio rispetto ai colleghi maschi (30%). “Le donne hanno sofferto molto più degli uomini” spiega Cellamare “non si sono sentite abbastanza supportate dall’azienda e la vita domestica è diventata un vero e proprio secondo turno di lavoro”.

Marco Cellamare, Regional Sales Director per l’area Mediterranea (Italia, Grecia e Israele) di Ivanti

Gli uomini, al contrario, indicano preoccupazioni legate alla carriera: non riescono a trascorrere tempo con i dirigenti nel 57% dei casi. Tra i vantaggi indicati dalle donne ci sono il risparmio di tempo grazie alla riduzione degli spostamenti (54%) e un forte effetto sull’equilibrio complessivo (56%). Per gli uomini le priorità sono altre e indicano come primo vantaggio la possibilità di evitare le policy di ufficio (50%), cibo più sano (49%) e una maggiore produttività (49%). Questa disparità di esperienze è prioritaria e in futuro deve essere gestita con strumenti collaborativi e un reale sostegno per superare un gap così tristemente radicato.

Fonte: Report Everywhere Workplace di Ivanti

Perché non si torna indietro

Un ultimo dato per comprendere un cambiamento accelerato dalla pandemia è legato alla percezione del lavoro e alla ricerca di un rinnovato equilibrio nelle scelte lavorative. Nell’ultimo anno il 24% degli intervistati ha lasciato il proprio lavoro e il 35% dei professionisti IT prevede di cambiare nei prossimi sei mesi.

Una sfida importante per le aziende è ora quella di trattenere i propri talenti con il supporto di tecnologie in grado di semplificare e alleggerire il lavoro ovunque esso sia. La stessa Ivanti che negli ultimi due anni ha portato a termine cinque acquisizioni, lanciato Ivanti Neurons come piattaforma SaaS di automazione e governance delle infrastrutture IT e offre le sue soluzioni a 96 delle prime 100 aziende della classifica Fortune, è sensibile al tema e in costante evoluzione.

Lo sottolinea lo stesso Cellamare: “Per l’area mediterranea Ivanti ha scelto un modello organizzativo investendo sulle persone e sull’integrazione dei team. Oltre ai tre distributori attivi in Italia e 100 partner in tutto il mediterraneo, ci sono 3 distributori in Israele dove abbiamo volutamente investito su team locali. Infine – conclude – il lavoro è ovunque anche per noi, infatti, abbiamo definitivamente abbandonato la sede fisica in Italia”.

Roberta Fiorucci

Giornalista

Roberta Fiorucci scrive di tecnologia, innovazione digitale e digital transformation per le imprese, prima come copywriter e technical writer poi collaborando con case editrici e riviste di settore. Nel 2008 ha creato una sua agenzia di comunicazione specializzata in brand management nel settore IT e sviluppo di progetti innovativi. Nel 2020 ha iniziato la sua collaborazione con ZeroUno

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