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Il Cio? Esperienza di management nelle linee di business

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Il Cio? Esperienza di management nelle linee di business

04 Mar 2008

di Rinaldo Marcandalli

Da un paio d’anni ormai è emersa la netta tendenza ad assumere Cio con una formazione e un’esperienza professionale che si allontana sempre più da quella ricercata nell’ultimo ventennio. Lo afferma Ken McGee, Distinguished Analyst e Fellow di Gartner (nella foto), dopo aver indagato presso quattro tra le maggiori società di cacciatori di teste Usa, che sottolinea come prioritarie le esperienze maturate a capo di linee di business

Nel corso di un’indagine svolta presso quattro tra le maggiori società di cacciatori di teste Usa (che nel loro insieme “piazzano” annualmente circa metà dei Cio in movimento fra tutte le Global 1000) sono emerse alcune significative novità: risulta ad esempio che non è più titolo preferenziale una laurea in ingegneria o in informatica (di qui al 2012 crolleranno a meno del 10% i Cio assunti con tale laurea). Lo è invece diventato poter vantare un’esperienza significativa come Responsabile in una Line of business (Lob). E si scopre che per gli attuali Cio, in aggiunta ai loro tradizionali compiti It, si presentano opportunità di ricoprire responsabilità non strettamente connesse con l’It.
McGee ne deriva in generale una raccomandazione per la carriera stessa dei Cio (e a più vasto raggio per i loro riporti con formazione tecnica ed esperienza di pratiche solo It), che è quella di trovare il modo di aggiungersi, a partire dal 2008, uno o due anni di esperienza di management in una Lob non It, “se vogliono essere in grado di competere per le nuove opportunità per i Cio che si vanno ad aprire a partire dal 2009-2010”.  Quasi a suggerire che chi non lo fa è tagliato fuori! Vale per il Cio a maggior ragione ciò che sta succedendo per gli skill nella sua organizzazione:  l’emergere della domanda di “versatilità” rispetto alla “specializzazione tradizionale”, vedi figura.


Fonte: Gartner (cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)


Rispetto al tradizionale modello di skill specialistico, per un’It sempre più chiamata a fondersi, anche se come parte integrante, nei processi e nelle operazioni di business, si sta imponendo la necessità di un modello di skill versatile. Un modello che assicuri un “ricco” orientamento contestuale e che, grazie all’esperienza nel ruolo, si sommi a doti di leadership e alla padronanza di discipline strategiche come, per esempio, portfolio management e process modeling, garantendo la capacità di generare valore di business.
Il rapporto prodotto da McGee, “Meet your next Cio”, reperibile sul sito di Gartner, parte anzitutto con una iniezione di realismo.  E’ ora di non fare più domande, che vanno ormai ripetendosi da vent’anni, della serie “in che percentuale i Cio vanno a riportare direttamente al Ceo?”, o “verrà il giorno in cui l’80% o più dei Cio riporterà direttamente al Ceo?”. Con numeri che superano i 3 trilioni di dollari di fatturato e gli 11 milioni di persone impiegate nel mondo, l’It non è più un oggetto misterioso e la maggioranza dei Ceo dimostra di non aver bisogno che alla fantomatica tavola del board segga con loro un Cio esclusivamente tecnologo. Piuttosto, dati i numeri crescenti di “nuovi Cio” con profili e curricula diversi dai predecessori, hanno più senso domande sulla tipica struttura di riporto dei Cio nel “c-level” Management, magari chiedendosi quale sarà l’executive del board cui prevalentemente riporteranno (di solito, anche se non sempre, il Cfo).

Quale il background richiesto
Un primo gruppo di domande poste ai cacciatori di teste riguardava i profili e i curricula richiesti ai nuovi Cio da assumere: Gartner voleva capire se la richiesta delle aziende punta prioritariamente a un’esperienza e a un background tecnologico, o quali altre nuove richieste di skill emergessero. Le risposte non hanno lasciato dubbi, le aziende cercano executive “ibridi” e sufficientemente generalisti, con solida formazione nell’area di expertise ma anche esperti nel “business del business”, il che si associa bene, nella testa dei Ceo, con executive marketing, vendite, risorse umane, ma non abbastanza con la figura del Cio. Insomma, il “nuovo Cio” deve saper portare “competenza profonda di business oltre che la propria specifica expertise tecnologica”. Un’opinione significativa riferita da McGee è che: “Il miglior background in assoluto oggi per un Cio è di aver fatto il percorso dei vari gradini tecnologici, ma aver passato un po’ di tempo fuori dell’It, all’interno di una Lob”.

E quali le nuove responsabilità
Un secondo gruppo di domande verteva sulla sopra accennata spinta dei Cio ad assumersi nuove responsabilità, in aggiunta alle loro responsabilità It. McGee vede nella “decennale esperienza dei Cio a realizzare uno o più Erp”, per esempio, una formidabile scuola a diventare profondi conoscitori dei processi di business aziendali”, facendoci venire in mente in proposito Robin Dargue, Cio & Business Process Director in Diageo, presentato da Forrester come keynote speaker e caso di successo nel “forward thinking” sulla Business Technology (si veda l’articolo ESPERIENZA UTENTE Diageo: quando il Cio è anche Business Process Director).  Di qui una duplice opportunità di carriera: o aggiungere nuove responsabilità non It (come Mr. Dargue che al board ora ci siede), o lasciare l’It per l’unità di business nella quale si è acquisita expertise. Di nuovo, il messaggio implicito è che è perdente solo restare in “attesa”. La sintesi dall commento di un cacciatore di teste: “La capacità ideale del Cio visto dal Ceo è saper sfruttare la tecnologia per un vantaggio competitivo nel business”.
In conclusione,  se la domanda più gettonata nell’industry It era in passato "Quanti dei Ceo di oggi erano una volta Cio?”, e sempre se ne otteneva la risposta "non molti", con l’affermarsi del trend ad assumere i nuovi Cio “ibridi”, secondo Ken McGee la domanda dovrebbe più appropriatamente trasformarsi entro pochi anni in "Quanti c-level executive nel supply chain, nell’Hr, nell’amministrazione e finanza, o nelle vendite erano una volta Cio?", per ottenere una risposta che molto probabilmente sarà "molti". In questo senso, Gartner continuerà a seguire il trend, monitorando in particolare in che misura si manifesti la richiesta da parte dei Cio di assumere responsabilità aggiuntive non It e da cosa sia spinta, da una crescita piatta dei budget It, dalla motivazione a provare il valore di business fornito, o più drasticamente dalla motivazione a lasciare l’It, in via temporanea o permanente.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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