Forrester: “la sostenibilità sarà il nuovo fattore di cambiamento”

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Forrester: “la sostenibilità sarà il nuovo fattore di cambiamento”

Non un semplice adempimento normativo o una strategia di marketing, La svolta verso la sostenibilità rappresenta un passaggio forzato che agirà come elemento di trasformazione del business con un impatto simile a quello della digitalizzazione. A sostenerlo è Forrester, che in un incontro dedicato ha messo a fuoco gli elementi che caratterizzano il journey verso un sistema economico che abbia al centro la sostenibilità. Con una particolarità: una stretta correlazione tra le due “ondate” di trasformazione.

24 Giu 2022

di Marco Schiaffino

Nel corso dell’evento milanese, gli analisti della società di advisory hanno affrontato vari aspetti legati al tema della sostenibilità, partendo da un presupposto individuato puntualmente da Thomas Husson. “Le persone, non solo in quanto consumatori, sono ormai consapevoli dei rischi che stiamo correndo a causa della crisi climatica e ambientale” spiega l’analista di Forrester.

Le aziende, in questo senso, sono coinvolte direttamente. Una recente ricerca, infatti, evidenzia come il 68% degli italiani ritiene che le aziende private abbiano una responsabilità diretta nel contribuire a contrastare i fenomeni nocivi”. Una convinzione che è affiancata da un certo scetticismo nei confronti della genuinità degli impegni “green”. Nella stessa ricerca emerge come solo il 38% degli intervistati, infatti, creda agli impegni che le aziende sostengono di prendere a questo scopo”.

Non è solo marketing

Attenzione però a considerare la transizione green come un semplice problema di marketing e comunicazione. Oltre al rischio di ridurre il fenomeno a una semplice operazione di greenwashing, si corre anche quello di perdere delle opportunità. Il passaggio a modelli sostenibili, spiega Husson, è anche l’occasione per aumentare il livello di resilienza dell’azienda e, in alcuni casi, di abbattere i costi.

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Sviluppo Sostenibile

I dati fotografano una situazione in cui è ancora presente una forte asimmetria: in sintesi è possibile dire che la trasformazione verso un sistema sostenibile è matura a livello di opinione pubblica, molto meno a livello di processi di trasformazione nelle aziende. “Molte imprese sono ancora impegnate nel processo che porta verso l’automazione” sottolinea l’annalista. “Questo rischia di trasformarsi in un ritardo nell’approccio della nuova trasformazione”.

Dalle analisi di Forrester emerge per esempio, che il 55% delle aziende 55% hanno obiettivi di riduzione delle emissioni, mentre solo il 23% di esse hanno fissato una “carbon neutral date”, anche se con forti differenziazioni a livello di settori.

L’elemento che spicca, nel quadro delineato dall’analisi, è come le aziende più legate al settore tecnologico abbiano una maggiore propensione a fissare obiettivi precisi (e a volte ambiziosi) in tema di sostenibilità. Elemento questo, che conferma indirettamente l’impatto dell’innovazione in questa logica.

L’innovazione come “arma segreta” per perseguire la sostenibilità

Un primo elemento è quello legato alla raccolta e all’analisi dei dati. “Senza un accesso puntuale ai dati è impossibile intraprendere qualsiasi azione” spiega Husson. Una considerazione che, quando si parla di sostenibilità, mette in evidenza un ulteriore elemento: la raccolta di informazioni relative all’impatto ambientale delle attività produttive è ancora a livello embrionale e solo nei prossimi anni le aziende avranno a disposizione dati sufficienti per poter definire le loro strategie nel settore. La disponibilità di strumenti adeguati per raccogliere, analizzare e mettere a valore queste informazioni, naturalmente, avrà un ruolo centrale nell’intero processo.

“L’ottimizzazione delle tecnologie rappresenterà la vera arma segreta per raggiungere la sostenibilità” spiega Abhijit Sunil, analista di Forrester che ha partecipato in remoto all’evento per illustrare l’impatto dell’innovazione nel quadro attuale e nel probabile futuro.

Se la trasparenza nella comunicazione dell’impatto ambientale delle soluzioni tecnologiche afferisce, ancora una volta, a una sfera più legata alla comunicazione che alla concreta trasformazione dei modelli di business, elementi come l’adozione di filiere “corte” e l’aumento nell’aspettativa di vita degli asset tecnologici rappresentano sfide che i produttori si troveranno presto ad affrontare.

Lato aziende, una particolare attenzione riguarda il settore delle operation, in cui aspetti come l’ottimizzazione a livello di efficienza energetica dei data center, dei network e della gestione dei dati, dovranno essere affiancati da attività di mappatura dell’impronta ecologica.

Investire nelle tecnologie emergenti

Più in generale, l’analista di Forrester individua nell’ottimizzazione tecnologica l’anello di congiunzione tra sviluppo del business e raggiungimento degli obiettivi legati alla sostenibilità. Uno degli esempi citati è la digitalizzazione della supply chain e la conseguente adozione di una logica a “tolleranza zero” nella sua gestione.

“In questo processo le tecnologie emergenti hanno un ruolo fondamentale” sottolinea Sunil. “Tecnologie Edge e IoT, oltre a consentire un rilevamento puntuale degli indicatori ambientali, permettono di operare un efficientamento energetico estremamente rilevante. Blockchain, virtualizzazione e strumenti di AI e machine learning, allo stesso modo, consentiranno di elaborare modelli più sostenibili a livello di produzione ed erogazione di servizi”.

In questo quadro, Abhijit Sunil non nega l’esistenza di rischi ambientali collegati allo sviluppo nell’uso delle tecnologie, come l’aumento di consumi energetici dovuti all’uso estensivo di sistemi IT. I suddetti rischi, specifica però, possono essere mitigati attraverso una attenta pianificazione che consenta, allo stesso tempo, di amplificarne i vantaggi.

“Si tratta di un percorso che interessa trasversalmente tutti i soggetti coinvolti – conclude Sunil – attraverso una trasformazione culturale che consenta di andare oltre alla semplice riduzione dei consumi energetici e permetta di dare una reale sostanza alle potenzialità che abbiamo a disposizione”.

Marco Schiaffino

Direttore ZeroUno

Marco Schiaffino ricopre il ruolo di Direttore di ZeroUno da aprile 2022. Dal 2000 si occupa di nuove tecnologie e sicurezza informatica, come redattore (e in seguito caporedattore) di Computer Magazine. Giornalista freelance, ha collaborato con varie riviste di settore e siti di news, tra cui PC Professionale, CHIP e Il Fatto Quotidiano. È autore e conduttore della trasmissione radiofonica settimanale Doppio Click su Radiopopolare.

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