Dal confronto coi CIO, quell’evoluzione innovation-oriented inaspettata

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Digital360 Awards 2022

Dal confronto coi CIO, quell’evoluzione innovation-oriented inaspettata

Un ambiente che spinge ad un confronto concreto e autentico con oltre 150 CIO selezionati. Una palestra per far evolvere le soluzioni tecnologiche di domani rendendole oggi efficaci agli occhi chi può decidere di adottarle. Un’occasione di networking anche informale per trovare nuovi clienti e nuove partnership, posizionando anche il brand. Questo sono i Digital360 Awards agli occhi sia dei premiati, come App Quality (ora Ungues), sia dei finalisti, come Microdata. Il percorso di selezione dei vincitori della settima edizione è già cominciato, conosceremo i loro nomi in autunno ma la partita si gioca da adesso.

18 Mar 2022

di Marta Abba'

Si lavora sia sul progetto, sia sulle relazioni, sia sul posizionamento, prima, durante e dopo l’evento finale. Partecipare ai Digital360 Awards significa uscire dalla comfort zone ed evolvere scegliendo di credere a sé stessi e anche nel confronto con chi mette ogni giorno l’innovazione al primo posto della propria to do list. L’anno scorso sono stati 47 i progetti selezionati, divisi in 8 categorie tecnologiche con i loro 8 rispettivi vincitori eletti da una giuria di oltre 150 CIO provenienti dalle più importanti aziende italiane. In media ogni proposta è stata analizzata e valutata da più di un centinaio di CIO.

Tra i finalisti presenti alla tre giorni finale tenutasi a Lazise lo scorso ottobre, anche Microdata e AppQuality, ora Unguess. La prima azienda ha concorso con “Next Generation e YOUlink” nella Categoria Soluzioni B2b e di eSupply Chain, la seconda ha vinto nella categoria CRM/Soluzioni per Marketing e Vendite con il progetto “Test il Beta con il crowdtesting: il caso Flexa”, aggiudicandosi anche il Premio CIOsummIT.

Oltre alla propria comfort zone, per far evolvere progetti e team

L’alto numero di CIO coinvolti fin dal momento della selezione favorisce “momenti di incontro anche durante le fasi di valutazione in cui c’è spazio per approfondire e confrontarsi sulla soluzione” racconta Daniela Dadda, Communication Officer di Microdata. Non solo i vincitori, infatti, ma anche tutti i finalisti possono “lavorare al progetto assieme a CIO, condividendolo in modo dettagliato e ricevendo un loro contributo”: proprio questo per Dadda è uno degli aspetti più rilevanti. Microdata ha infatti apprezzato come il percorso, ben prima della nomina dei vincitori, “garantisca occasioni per far evolvere la propria soluzione attraverso feedback direttamente dai decision makers – sottolinea – Le loro valutazioni ci hanno permesso di aprirci a nuove opportunità”.

Il culmine della cooperazione CIO-finalisti è stato raggiunto durante l’evento finale di Lazise, però, a conferma del valore degli incontri live e della condivisione di momenti sia ufficiali che ludici e sportivi. “Così le opportunità nascono in modo più spontaneo – aggiunge Lorenzo Fanetti Head of Sales & Digital Quality Consultant Unguess (ex AppQuality) – i CIO si sono dimostrati estremamente aperti e disposti a rispondere ai nostri stimoli e dubbi e anche interessati ad approfondire e discutere di future sinergie e collaborazioni”.

L’alto livello di conoscenza dei progetti da parte di CIO e le frequenti e ripetute occasioni di confronto tra giuria e candidati “trasformano i Digital360 Awards in un momento formativo, di palestra”. Dadda spiega infatti che il solo candidarsi ha spinto il team di Microdata a ragionare su “come proporre in modo innovativo la propria soluzione a persone con un forte focus sull’innovazione, per ricevere feedback utili”. Per Unguess il confronto diretto con persone altamente preparate è stato anche “uno stimolo per spingersi oltre alla propria comfort zone, oltre alla propria soluzione” spiega Fanetti. “Ci siamo preparati per essere guardati al microscopio, ci abbiamo investito tempo ed effort ma lo sforzo è stato fortemente ripagato dal punto di vista commerciale”.

Business & partnership: semi da coltivare raccolti durante il networking

Sia guardando ai nuovi contatti creati sia al loro tasso di conversione in clienti, nei mesi dopo l’evento finale, Fanetti parla di una “forte spinta commerciale” ricevuta partecipando ai Digital360 Awards. È questo il motivo principale per cui anche quest’anno intende replicare e sarebbe la quarta volta per l’azienda, la prima con il brand Unguess.

Data la quantità di premi e competition focalizzati su tecnologia e innovazione, “è essenziale per noi avere la certezza che in questo caso ne valga la pena, concretamente”. In questo “ne vale la pena” di AppQuality/Unguess, vengono considerati non solo i nuovi clienti ma anche le partnership con altre aziende tecnologiche e innovative createsi. “Abbiamo individuato progetti interessanti da condividere e proporre in partnership ai clienti – precisa Fanetti – queste alleanze sono servite molto sia a far evolvere il nostro prodotto che la nostra proposizione”.

Per Dadda la leva più potente per la partecipazione è stato il posizionamento del brand. L’attività di media e comunicazione on line correlata e i momenti anche informali in loco sono state “l’opportunità per raccontare il nostro lato più innovativo e digitale – spiega – Abbiamo deciso di puntarci fortemente perché lo riteniamo più incentrato rispetto alla situazione attuale”.

AI e Crowd nelle innovazioni di Microdata e App Quality

“Next generation & YOUlink” potrebbe infatti risultare una proposta inaspettata all’interno di un’offerta di servizi e soluzioni per il business focalizzati sulla gestione dell’operations. “Abbiamo voluto mostrare come si possa fare innovazione di processo con soluzioni IT che supportino la gestione di attività interne ed esterne dei clienti” spiega Dadda. YOUlink è una web app, integrabile con tutti i processi aziendali, veloce e user friendly che permette all’utente di inviare documenti in modo autonomo, semplice e sicuro. Con Next Generation entra in campo l’intelligenza artificiale e il machine learning. Grazie alle reti neurali artificiali si possono catalogare immagini e riconoscere firme, gli algoritmi di apprendimento automatico poi classificano documenti testuali ed estraggono su richiesta dati specifici.

Prima di diventare Unguess, il 24 gennaio 2022, AppQuality ha conquistato due premi con il crowdtesting, offrendo la possibilità di far testare un prodotto digitale direttamente agli utenti finali, in qualsiasi fase dello sviluppo. Veloce, affidabile e oggettiva, questa soluzione è una lente di ingrandimento e allo stesso tempo un satellite spaziale. È infatti in grado sia di mostrare dettagli puntuali di un progetto digitale, sia di farne cogliere la visione di insieme, diventando così il perfetto alleato per chi deve prendere decisioni strategiche.

Al centro del crowdtesting c’è la community di oltre 20.000 tester costruita dall’azienda, lo è ancora di più da quando è diventata Unguess, aggiungendo ricerche di mercato, esperienza del cliente e sicurezza informatica alla sua originaria offerta su software e user experience. L’obiettivo resta quello di portare la saggezza collettiva degli utenti nei processi decisionali delle aziende per evitare che si scoprano verità difficili solo al momento del lancio del progetto.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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