Cisco DevNet Learning Lab, il laboratorio per giovani programmatori

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Cisco DevNet Learning Lab, il laboratorio per giovani programmatori

L’offerta comprende tre livelli formativi, uniti nel nuovo percorso “Progetta il tuo Bot. IoT e Network Automation” che porta ad acquisire le competenze necessarie a sviluppare applicazioni basate su Intelligenza Artificiale

28 Dic 2021

di Redazione

DevNet Learning Lab è il laboratorio virtuale online dedicato da Cisco al mondo della programmazione e rivolto a studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, universitari, persone che lavorano nell’ICT e appassionati. Partito a dicembre, tale laboratorio terminerà a maggio 2022.

L’offerta di DevNet Learning Lab comprende tre livelli formativi, uniti nel nuovo percorso Progetta il tuo Bot. IoT e Network Automation che porta ad acquisire le competenze necessarie a sviluppare applicazioni basate su intelligenza artificiale.

Il livello base, accessibile a tutti, comprende il corso introduttivo delle Cisco Networking Academy dedicato all’Internet delle Cose. Si tratta di un primo assaggio di 20 ore di formazione online, al termine delle quali viene rilasciato un certificato e un digital badge.

Superato il primo livello si può accedere a un Corso di Programmazione base di 35 ore sul linguaggio Python (uno dei più diffusi al mondo) che prepara anche ad ottenere una certificazione “entry level” (CPEP).

Il terzo livello è rappresentato infine dal corso di 8 ore di Cisco DevNet Associate, dedicato ad apprendere le basi della programmazione di interfacce applicative (API) verso le soluzioni di collaboration Webex Teams di Cisco.

Grazie a quest’ultimo livello è possibile entrare a far parte di DevNet, la community degli sviluppatori Cisco, per le attività pratiche e formative supportate anche da tutor, individuali o di gruppo, e per lo sviluppo di progetti in ambito intelligenza artificiale e automazione di rete.

“Il pubblico dei programmatori – ha spiegato Luca Lepore, Corporate Affairs Leader di Cisco Italia – deve diventare sempre più vario e vasto, deve accogliere intelligenze nuove, esperienze, generi diversi per fare sì che il mondo digitale in cui viviamo sia costruito in modo più inclusivo. Ma anche per consentire di cogliere importanti opportunità lavorative, di esprimere la propria creatività, magari di sviluppare proprio quella soluzione digitale che mancava per affrontare con successo un bisogno, o una sfida del nostro tempo. Fino a poco tempo fa, quando pensavamo alla figura del programmatore informatico, l’immagine che ci veniva in mente era quella di un soggetto curvo sul computer, chiuso da solo in una stanza con il suo PC, tutto intento a elaborare codici e dati in un suo mondo totalmente lontano dalla realtà. Oggi non è più così: nell’era del tutto digitale la programmazione entra anche nella nostra vita quotidiana, spesso attraverso interfacce che consentono anche a persone meno esperte di realizzare applicazioni, e riguarda un insieme sempre più variegato di tecnologie e di possibilità: l’Internet delle Cose che tutto connette, la cybersecurity che ci protegge, le intelligenze artificiali che ci assistono, le reti su cui viaggiano dati e applicazioni e il cloud che le ospita sono tutti elementi programmabili da una platea sempre più ampia di persone”.

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Redazione

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