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Cerved Group scommette sull’analisi semantica made in Italy

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Cerved Group scommette sull’analisi semantica made in Italy

02 Lug 2014

di Elisabetta Bevilacqua

Il Gruppo, con un investimento da 1,35 milioni di euro in SpazioDati, è probabilmente la prima grande azienda a sfruttare le agevolazioni per gli investimenti in startup innovative. La partnership dimostra che anche in Italia ci sono le opportunità per la crescita di nuove aziende che sviluppano tecnologie digitali avanzate senza dover ricorrere a capitali internazionali e trasferirsi all’estero

La connessione fra startup e tessuto industriale può favorire la crescita delle prime e portare all’interno delle imprese innovazione e nuove competenze. Lo sostiene Stefano Gatti, Innovation & Data Sources Manager di Cerved Group. “Può sembrare più facile nel breve collaborare con i big player che portano soluzioni complete. Ma nel lungo periodo la partnership con una startup innovativa porta conoscenza e favorisce la contaminazione anche all’interno degli strati legacy dell’azienda”, avverte.
Cerved Group è un’azienda di business information, in fase di quotazione in Borsa, che offre al mercato bancario soluzioni per valutare la solvibilità di imprese e persone. SpazioDati è una startup che, a partire dalle competenze dei soci fondatori su tecnologia semantica e big data, sviluppa soluzioni per estrarre informazioni da sorgenti open data e proprietarie, contestualizzandole.

Stefano Gatti, Innovation & Data Sources Manager di Cerved Group

“Abbiamo considerato strategico l’investimento in SpazioDati per il valore che la sua tecnologia può fornirci – spiega Gatti – Non solo ci aiuterà a migliorare i processi interni rendendo più facile il lavoro degli analisti, ma ci consentirà di aumentare le potenzialità nell’utilizzo di basi dati sia pubbliche sia proprietarie, di estrarre informazioni da web e analizzare grandi quantità di dati, di creare nuovi progetti con i partner strategici”. Cerved, con un fatturato di oltre 300 milioni di euro nel 2013, circa 1.200 persone, di cui 200 nell’area It, genera per i clienti mille report al minuto che derivano dall’incrocio fra le informazioni su 6milioni di aziende e relativi dati di bilancio e le valutazioni degli analisti in base a informazioni proprietarie.

SpazioDati è nata nel 2012 con l’intento di costruire un knowledge graph, un grafo di conoscenza strutturata che viene costruito fondendo open data (sempre più numerosi grazie a governi, amministrazioni e grandi comunità) attraverso una interpretazione semantica e innestandoli con i dati proprietari. “Ad oggi questi strumenti sono alla portata solo dei grandi player del web – sostiene Michele Barbera, Ceo di SpazioDati – La nostra idea è renderli accessibili anche alle Pmi e agli sviluppatori indipendenti”.

Michele Barbera, Ceo di SpazioDati

I primi finanziamenti per creare l’azienda sono stati forniti dalla Camera di Commercio di Pisa e da Trento Rise. “Mentre eravamo alla ricerca di un partner internazionale per poter crescere ulteriormente si è intensificato il rapporto di collaborazione già avviato con Cerved – ricorda Barbera – Abbiamo scelto un partner italiano per motivi strategici e, in un certo senso, morali. Volevamo dimostrare che non è necessario andare all’estero per realizzare qualcosa di importante”.
Cerved da parte sua, avendo definito una politica di open innovation, era alla ricerca di partner che avessero avuto l’opportunità di sviluppare tecnologie innovative con i quali sviluppare progetti congiunti: “Su progetti di innovazione, negli ultimi due anni ci eravamo mossi con una strategia di outsourcing che non ci ha dato risultati del tutto positivi, mentre la parte It interna è molto impegnata in progetti B2B e sul consolidamento del sistema informativo aziendale”, spiega Gatti.
“Cerved rappresenta per noi una straordinaria sorgente dati per la business information difficilmente reperibile altrove – aggiunge Barbera –. Il finanziamento ci consentirà di lanciare nel corso dell’anno nuovi prodotti per il mondo Cerved, ma anche di rivolgerci ai piccoli sviluppatori e alle Pmi. Utilizzeremo l’investimento soprattutto per fare crescere il team tecnico di sviluppo sia a Trento sia a Pisa”.

Elisabetta Bevilacqua
Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

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