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Managed File Transfer: un mercato in evoluzione

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Managed File Transfer: un mercato in evoluzione

15 Apr 2010

di Nicoletta Boldrini

Sono diversi i fattori di spinta che porteranno nei prossimi anni il mercato della gestione del trasferimento dei file a crescere in maniera significativa. La sicurezza è certamente uno di questi ma i riflettori sono puntati anche ad ambiti dove si ricerca maggior efficienza nella collaborazione.

 

 

È un mercato che ha saputo crescere costantemente, quello del Managed File Transfer (Mft), raggiungendo nel 2008 gli oltre 520 milioni di dollari (in crescita del 10,4% rispetto al 2007; anno che registrava, sul 2006, una crescita ancor superiore, pari ad oltre il 20%).
A dirlo sono i dati del report Idc (“Worldwide Managed File Transfer Software 2009-2013 Forecast”) dal quale emerge un mercato tutto in evoluzione (vedi figura 1):
– si preannuncia una espansione costante nei prossimi cinque anni con una media di crescita del 4% fino a raggiungere gli oltre 630 milioni di dollari;
– il segmento business-to-business (B2B) avrà una crescita di oltre il 3% raggiungendo nel 2013, da solo, quasi i 200 milioni di dollari;
– supererà i 200 milioni di dollari, invece, il segmento “process-centric” file transfer (integrare e controllare lo specifico processo di trasferimento dei dati all’interno dei processi aziendali) con una crescita del 5,4%;
– il people-centric file transfer (ossia il trasferimento di file pesanti tra singoli individui attraverso soluzioni che ne controllino tutte le fasi, inviando alert nel caso qualcosa non funzioni) crescerà del 4,5% e raggiungerà gli oltre 70 milioni;
– in ambito secure file transfer la crescita sarà più contenuta, ma non perché non vi sia interesse, quanto piuttosto perché gli aspetti di sicurezza delle informazioni sono già stati affrontati da tempo dalle aziende.
– strumenti di monitoring, audit e reporting all’interno di processi automatizzati di trasferimento dei file avranno una crescita significativa;
– nel 2008 l’area cosiddetta di extreme file transfer (per file di dimensioni davvero importanti, come possono esserlo i video o i contenuti multimediali professionali) è cresciuta di oltre il 60%; la crescita prevista per i prossimi anni è quantificata intorno al 18% ma, si legge nel report Idc, con ogni probabilità si tratta di una stima “conservativa” che verrà certamente rivista.


 Figura 1: Worldwide Managed File Transfer Software 2009-2013 Forecast (Fonte Idc)

(clicca sull'immagine per ingrandirla)

 


Uno sguardo ai dati di mercato ci sembra doveroso ai fini dell’inquadramento di una tematica che è tutt’altro che superata e, anzi, richiede uno sforzo nella sua comprensione non tanto ai fini It, quanto al valore di business che simili sistemi possono portare.
Il Managed File Transfer, come si legge nel report Idc, fa parte dei cosiddetti sistemi software di “data-in-motion” utilizzati dalle imprese per aderire alle normative o alle policy aziendali in tema di sicurezza dei dati “in transito”, gestire il movimento di grandi quantità di file tra due o più sistemi, scambiare file tra persone sia interne sia esterne all’azienda via Pc o altri endpoint, e muovere (inteso come spostare o inviare) grandi file digitali oltre il network aziendale. I sistemi di Mft consentono, infatti, un sicuro e garantito trasferimento di informazioni contenute in file da un’azienda a un’altra, da un sistema a un altro o a più d’uno, da una persona ad altre. Le tre caratteristiche principali che distinguono un sistema di Managed File Transfer da un ormai obsoleto sistema Ftp (File Transfer Protocol, è il noto protocollo per la trasmissione di dati tra host basato su Tcp) o da altri tipi di data-movement software sono infatti:
1) sicurezza (il trasferimento avviene in totale sicurezza con forme di crittografia e protezione dei dati che ne garantiscono l’accesso solo agli utenti autorizzati);
2) garanzia (con i sistemi Mft è assicurata la consegna);
3) controllo (attraverso sistemi di monitoraggio è possibile avere il controllo totale sulle transazioni).
Ecco perché, dunque, le crescite maggiori sono previste in aree come quella del business-to-business e del “process-centric” file transfer.

Business-to-business file transfer
Secondo Idc, nel segmento B2B la maggior parte delle aziende, ad oggi, inoltra file utilizzando format generali o protocolli forniti direttamente dai provider delle caselle di posta elettronica per lo più attraverso standard come AS2 (Applicability Statement 2) o value added network services. I partner, di solito, recuperano i file attraverso un gateway predefinito.
Questo tipo di approccio si sta rivelando poco sicuro e, soprattutto, poco controllabile. Per essere certi che i file siano stati correttamente caricati o che il partner possa accedere all’area riservata per poterli scaricare, è necessaria una interazione ancora manuale.
La chiave di volta è data dunque da sistemi di Mft che, secondo la società di analisi, cresceranno nel segmento B2B per ragioni legate al rafforzamento delle alleanze e delle partnership che richiederanno, dunque, una maggiore attenzione ad aspetti quali integrazione e automazione dei processi, compresi quelli di scambio di file. Trasferire file “in batch” (a blocchi) è un approccio logico e ormai consolidato tra partner. Rendere sicuri questi scambi è quindi un imperativo per le aziende; è un “legal requirement”. Considerando poi il costante crescente livello di scambio di informazioni quotidiano, i file che contengono tali informazioni diventano sempre più grandi e pesanti da trasferire, impattando notevolmente sugli aspetti di efficienza e accuratezza. 

Process-centric file transfer
In quest’area, si legge nel report Idc, le aziende utenti stanno cercando soluzioni volte a migliorare i livelli di automazione e di governo/gestibilità dei propri processi di file transfer, concentrandosi in particolare sugli aspetti di integrazione dei processi, eterogeneità, sicurezza e funzionalità di monitoraggio e reporting.
Uno dei driver principali di crescita in questo specifico segmento del file transfer, spiega Idc, è dato dalla necessità, per molte grandi aziende, di migliorare l’automazione dei processi tra i vari data center, in particolar modo in aziende dove vi sono procedimenti di fusioni e acquisizioni o laddove siano in atto progetti importanti di consolidamento (compresi progetti di virtualizzazione che richiedono una particolare attenzione al trasferimento dei file da un server all’altro, per esempio).

Secure file transfer
Da un punto di vista di protezione, le aziende sono oggi maggiormente focalizzate al miglioramento della sicurezza sia dei dati contenuti nei file sia dei processi di trasferimento dei file che possono rappresentare un rischio diretto nella perdita o nel furto dei dati (o comunque nell’accesso non autorizzato).
L’interesse verso quest’area si estende anche agli aspetti di continuità dei processi; ciò che cercano le aziende in termini di sicurezza quando si orientano verso piattaforme di Mft, dice Idc, è minimizzare i rischi di interruzione dei processi (anche attraverso protocolli e standard integrabili e comunicanti che evitino downtime). 
Molti vendor, sottolinea Idc, stanno estendendo le funzionalità e le capacità delle piattaforme che propongono al mercato con sistemi di monitoraggio e reporting per aderire alle normative, nonché con funzionalità aggiuntive di automazione e integrazione dei processi.

People-centric file tranfer
Parlare di trasferimento di file in ambito “people-centric” non deve far pensare a un’area poco significativa o portare alla mente lo scambio “domestico” di file e documenti che gli utenti privati fanno ormai quotidianamente. Rimaniamo, infatti, nell’ambito dello scambio di file pesanti, fra singoli individui, in area enterprise (tra i vari utenti aziendali all’interno o tra gli utenti aziendali e altre persone all’esterno) che, in un’ottica di maggior efficienza e maggior velocità, necessità di strumenti adeguati.
In questo caso, si legge nel report Idc, la crescita dei sistemi di Mft sarà spinta dalla combinazione di più fattori/esigenze espresse direttamente dal mondo della domanda: la necessità di avere a disposizione portali dedicati attraverso i quali migliorare lo scambio di file tra utenti; client software facili e intuitivi (anche a livello di controllo e monitoraggio centrale); accedere a consolle di gestione anche in modalità software as a service o attraverso appliance; avere sistemi di trasferimento integrabili con i sistemi di e-mail.
La crescita prevista da Idc per i prossimi anni, lo ricordiamo, è del 4,5% ma va sottolineato che nel 2008 quest’area ha fatto registrare un + 30%.
Le ragioni di tale attenzione vanno ricercate anche nella evidente necessità, da parte delle aziende, di maggior efficienza operativa, in generale, e in ambito “collaboration”, nello specifico.

Extreme file transfer
Quello dell’extreme file transfer è un segmento particolare che richiede attenzione laddove le dimensioni dei file raggiungono una portata tale il cui trasferimento via protocolli Tcp/Ip non può più essere garantito se non attraverso investimenti dispendiosi; per esempio, per avere garanzia di banda per la trasmissione dei dati. In settori specifici dove sicurezza, network performance e tempi stretti di delivery incidono fortemente sul business (si pensi al settore finanziario, alle Tlc o al mondo media), file di dimensioni enormi e velocità di delivery sono fortemente connessi. Ad oggi, sono ancora molti i vendor che offrono il file tranfer attraverso il protocollo Udp (User Datagram Protocol) che è uno standard utilizzato da alcuni programmi per il trasporto rapido di volumi di dati ridotti tra host Tcp/Ip. Il problema è che tale protocollo non garantisce il recapito né verifica la sequenzialità dei datagrammi. Se un host necessita di una comunicazione affidabile, deve utilizzare il protocollo Tcp oppure di sistemi affidabili di Mft.

Una strategia data centric aziendale
Il Managed File Transfer, secondo Idc, dovrebbe assumere maggior peso nelle decisioni It (e di business) per il ruolo sempre più importante che svolge nell’integrazione dei dati, una componente critica di qualunque strategia di integrazione aziendale.
Una evoluzione comunque già in atto, precisa la società americana di analisi, confermata anche da una enunciazione di Gartner secondo la quale “Nell’immediato futuro la maggior parte delle aziende, indipendentemente dal settore di attività, dovrà analizzare il modo in cui vengono gestiti e protetti file transfer e archiviare i vecchi metodi di scambio di informazioni, poco sicuri e privi di controllo. Generalmente vengono utilizzate soluzioni sviluppate internamente, anche se molti utenti ammettono i limiti di questi tool se usati in ambienti orientati all’integrazione. Esigenze interne ed esterne in termini di sicurezza, gestione e integrazione obbligheranno le aziende ad analizzare a fondo e a prendere in considerazione la sostituzione delle soluzioni sviluppate internamente”.
Al di là dei trend e delle previsioni degli analisti, è bene sottolineare come siano numerosi gli specialisti concordi nel ritenere che il Managed File Transfer debba far parte della strategia aziendale di gestione delle informazioni. Approcciarsi all’Mft, infatti, significa aggiungere un tassello a una politica strategica aziendale che mira a  disporre dei dati nel punto giusto, al momento giusto e nel formato giusto; aspetti che assumono un’importanza critica così come garantire la sicurezza dei dati in ogni fase del percorso.
Fattori di spinta, oltre a quelli legati ai macro trend indicati dagli analisti, potrebbero infatti venire dai vantaggi offerti in genere dalle soluzioni di Managed File Transfer:
Sicurezza: protezione completa dei dati e supporto degli standard crittografici più avanzati attualmente esistenti.
Compliance: ampie funzionalità di auditing e conformità a normative presenti e future.
– Integrazione: architettura aperta e API che favoriscono la perfetta integrazione con le applicazioni aziendali e supporto dell’automazione dei processi di business.
Automazione: esecuzione end-to-end di numerose fasi e processi importanti.
Flessibilità: capacità di adattarsi a esigenze di business in costante evoluzione, migliorando di conseguenza la service delivery e le relazioni con i partner commerciali.
Risparmi sui costi: automazione dei processi e incremento dell’efficienza su scala aziendale, con conseguente diminuzione di errori, operazioni manuali, costi di gestione e attività ad alta intensità di personale.

 

Per un approfondimento suggeriamo anche la lettura del white paper “Il nuovo universo del Managed File Transfer. Perché la soluzione in uso nella vostra azienda potrebbe non essere adeguata"

 

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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