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Auto del futuro, guardando al 2030 verso la digital reinvention

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Auto del futuro, guardando al 2030 verso la digital reinvention

Nello studio “Automotive 2030: Racing toward a digital future” di IBM si legge che l’83% dei dirigenti dei brand comprende il valore dei dati ma solo il 18% oggi opera su una digital data platform

30 Set 2019

di Redazione

Pensando all’auto del futuro bisogna considerare che cambia il modo di valutare l’automobile stessa. È quanto emerge dallo studio dal titolo Automotive 2030: Racing toward a digital future realizzato da IBM Institute for Business Value che ha coinvolto 1.500 dirigenti dell’industria auto a livello mondiale per determinare quali influenze esterne stiano indirizzando oggi il settore automobilistico e su come cambierà l’ecosistema nei prossimi dieci anni.

Nei risultati si legge che il 48% dei consumatori intervistati afferma che il brand e il servizio di assistenza del veicolo non avranno importanza, a condizione che l’auto sia conveniente e il servizio di facile accesso. Gli executive affermano che la capacità di un veicolo di riconoscere i suoi occupanti, integrarsi con i loro dispositivi mobili e avere con essi una conversazione naturale porterà a una maggiore rilevanza del marchio e a una crescente fedeltà da parte dei consumatori. Ciò rappresenta per le case automobilistiche un’opportunità per ridefinire i fattori differenzianti del proprio brand, abbracciando piattaforme digitali aperte, cambiando le modalità di lavoro e accelerando gli sforzi di riqualificazione dei collaboratori.

“In tutto il mondo – ha affermato Ben Stanley, Global Automotive Research Lead Institute for Business Value, IBM – le case auto si stanno preparando a un settore in cui meno del 50% considererà il proprio marchio un fattore competitivo differenziante. Nel prossimo decennio, man mano che le auto si evolveranno in macchine in rete governate dal software, il concetto di marchio automobilistico dovrà affrontare una rivoluzione che vedrà emergere come prioritaria l’esperienza digitale dell’utente all’interno del veicolo, rispetto alle caratteristiche di guida.”

La metà dei dirigenti delle case auto intervistati ha affermato che per avere successo o addirittura sopravvivere nei prossimi dieci anni, dovrà reinventare le proprie organizzazioni con tecnologie digitali, supportate dai dati. In effetti, l’83% degli intervistati comprende il valore strategico dei dati nel proprio settore. I dati possono alimentare qualsiasi cosa, dall’efficienza operativa ai nuovi modelli di business, alle esperienze digitali rivolte al consumatore, come l’integrazione con altri dispositivi, servizi personalizzati e la capacità di collegarsi ad altri aspetti della vita di una persona. Tuttavia, solo il 18% dei rispondenti afferma di operare oggi su una piattaforma di dati digitale.

“La digital reinvention – ha affermato Dirk Wollschläger, direttore generale Global Automotive, Aerospace & Defense Industries, IBM – condurrà l’industria automobilistica verso veicoli autonomi, connessi, elettrificati e condivisi basati su differenti ecosistemi di piattaforme. Questi ecosistemi saranno composti da un mix di aziende tecnologiche, agili e ad alte prestazioni, appartenenti a diversi settori, ognuna delle quali porterà la propria specializzazione e il proprio valore.”

Come l’industria automobilistica inizierà a predisporre e abilitare ecosistemi digitali, si troverà anche ad affrontare nuove sfide per il personale. Affinché i veicoli possano offrire esperienze digitali personalizzate e intelligenza artificiale e guida autonoma diventino caratteristiche standard, i costruttori di automobili dovranno possedere le nuove competenze critiche necessarie. Con una forza lavoro diretta di oltre otto milioni di persone, l’industria dovrà spendere oltre 33 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni per portarla alla velocità del digitale. Per raggiungere questo obiettivo, i dirigenti si aspettano un drastico aumento dei budget dedicati alla formazione e alla riqualificazione del personale.

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Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

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