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3rdPlace l’AI al servizio della customer intelligence

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Intervista

3rdPlace l’AI al servizio della customer intelligence

03 Ago 2018

di Piero Todorovich

Una piccola società italiana aiuta grandi aziende a conoscere i propri clienti, esistenti e potenziali, e ottimizzare le azioni di marketing sfruttando dati privati e pubblici, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Ne parliamo con Claudio Zamboni, managing director e co-fondatore di 3rdPlace

Il Gruppo Nestlé l’ha scelta come partner di “digital intelligence” per ottimizzare il posizionamento dei prodotti e gli investimenti promozionali su 35 brand e siti Web di proprietà della filiale italiana. Parliamo di 3rdPlace, un’azienda di 40 persone, specializzata nelle applicazioni dell’intelligenza artificiale (AI) e data governance, che ha tra i propri clienti società come Unicredit, Mediolanum, Che Banca!, Gruppo Feltrinelli, Euronics e Unieuro.

3rdPlace è stata fondata otto anni fa da ex senior manager di Google per sviluppare applicazioni AI a supporto del business. “Con un approccio olistico alle esigenze aziendali – precisa Claudio Zamboni, Managing Director e co-fondatore – per completare sul fronte dell’analisi dei dataset e della governance-dati le capacità offerte in cloud da Google (3rdPlace è partner di Google e reseller autorizzato per l’Analytics 360 Suite, ndr)”. Gestione dati, analisi big data, creazione ed elaborazione di algoritmi di AI per la customer e market intelligence sono le competenze che hanno permesso a 3rdPlace di crescere e diventare un partner strategico per i propri clienti. Ne parliamo con Zamboni in questa intervista.

Claudio Zamboni

Managing director e co-fondatore di 3rdPlace

ZeroUno: Cosa significa per voi customer intelligence?

Claudio Zamboni: Significa poter ricavare da una grande quantità di dati la storia del cliente per poterla utilizzare in azioni di marketing. Il nostro approccio prevede la messa a fattor comune dei dati disponibili: da quelli che l’azienda ha già al suo interno – anagrafiche, informazioni provenienti dal CRM, dal sito Web o da app mobili scaricate da clienti – a quelli delle conversazioni in rete sui brand posseduti. Ci occupiamo di normalizzazione e governance dei dati, di individuazione delle migliori strategie di tracciamento, e quindi della predisposizione delle viste utili. Facciamo data modeling, applichiamo modelli standard di analisi oppure creati su misura basandoci sull’intelligenza artificiale (AI). Gli insight che si ottengono aiutano le aziende ad acquisire nuovi clienti, trattenere quelli esistenti, massimizzare gli investimenti di pubblicità e marketing.

ZeroUno: Cosa usate per comprendere gli interessi dei clienti?

Zamboni: Ci avvaliamo sia di tecnologie nostre sia di terzi. Datalysm è la nostra piattaforma basata sull’AI per capire gli interessi dei clienti, qualificarli nel dettaglio e rendere più mirate le azioni di marketing. Datalysm permette di distinguere tra l’interesse per un’auto nuova e la passione per le auto d’epoca, per una destinazione di viaggio soltanto estiva o per gli smartphone di una specifica marca… Permette di fare analisi predittive su specifici obiettivi, stabilire la propensione alla conversione su incentivo (ossia se uno sconto o un regalo possono favorire una vendita, ndr). Permette di sfruttare l’iter di visita nel sito Web aziendale per categorizzare il potenziale cliente in segmenti che sono più o meno propensi alla conversione, quindi decidere ‘touch point’ personalizzati e lanciare offerte più o meno aggressive. La piattaforma capisce chi è il cliente e questo è di grande importanza per scegliere le azioni che hanno maggiori probabilità di successo.

ZeroUno: Come vengono usati gli insight sui clienti?

Zamboni: Le informazioni prodotte da Datalysm sono fruite attraverso la nostra soluzione di data-visualization 3rdEye, che integra le diverse fonti, calcola i Kpi e quindi visualizza i dati nel modo più comprensibile alle differenti figure aziendali. Le classificazioni sono utili per decidere campagne, per l’invio di newsletter, promozioni via e-mail o altro. Per sfruttare questi insight in siti di e-commerce (incrementando il livello delle conversioni) sono poi necessarie soluzioni di terze parti, ma si tratta di soluzioni costose e sono poche le aziende italiane che le utilizzano.

ZeroUno: Quali vantaggi ottengono i vostri clienti?

Zamboni: Abbiamo clienti nel settore bancario, assicurativo, retail e publishing, con qualche presenza nell’automotive e nel fashion. La nostra tecnologia ha permesso a una banca d’incrementare del 4% il tasso di apertura di nuovi conti a fronte delle sue iniziative promozionali. Un editore utilizza i nostri strumenti per fare external intelligence, scegliere gli elementi da usare nei comunicati stampa e per sensibilizzare gli influencer in occasione del lancio di nuove riviste in edicola. Un’altra area rilevante è l’uso dell’AI per raffinare i metodi analitici con cui gli istituti di credito realizzano lo scooring (ossia la valutazione del cliente per dare prestiti o attivare attività creditizie, ndr). In tre mesi di lavoro, abbiamo migliorato l’affidabilità del loro modello, ottenendo il 15% di accuratezza in più rispetto agli strumenti che usavano in precedenza. Sul fronte dei progetti, il nostro impegno è partire dall’elaborazione dei dati esistenti per generare risultati in tempi brevi: in 2-3 mesi mettiamo a punto i proof of concept capaci di avere impatto sul business.

ZeroUno: Qual è l’impegno con Nestlé?

Zamboni: Integriamo i dati che provengono dai loro siti Web e dalle app che, a seconda del prodotto, possono provenire da 20-30 nazioni diverse. Si aggiungono i dati che provengono dal canale di vendita e dalle transazioni della grande distribuzione. 3rdEye li integra in modo dinamico, evidenziando ciò che interessa ai responsabili. Le capacità di fare market intelligence sui dati interni si sommano con quelle di analisi di dati social e conversazionali pubblici, per i quali ci avvaliamo della società consorella FinScience che sviluppa soluzioni di AI per l’individuazione di trend, analisi quantitative e qualitative. Questo permette ai responsabili Nestlé di fare indagini su qualsiasi argomento, quantificare l’interesse delle persone, il grado d’influenza, e modellare le strategie marketing.

ZeroUno: Come si gestisce la privacy e quali evoluzioni avranno le piattaforme?

Zamboni: Normative di privacy e GDPR sono affrontate sia presentando i dati dei clienti in modo aggregato sia anonimizzandoli nei segmenti in analisi. La visibilità può essere limitata a chi ha diritto legale per accedere al dato originario.

Piero Todorovich
Giornalista

Giornalista professionista dal 91, ha scoperto il Computer negli Anni 80 da studente e se n'è subito innamorato, scegliendo di fare della divulgazione delle tecnologie e dell'informatica la propria professione. Alla passione per la storia delle tecnologie affianca quella per i viaggi e la musica.

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