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La Nuova BI: parliamone insieme

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La Nuova BI: parliamone insieme

Un incontro per capire, con analisti e fornitori, come l’It possa rinnovare i propri sistemi di intelligence e analisi in modo da soddisfare le crescenti esigenze del business in un momento dove ogni decisione, strategica come operativa, può cambiare la sorte di un’azienda

02 Feb 2012

di Giampiero Carli Ballola

Siamo in un momento difficile in cui al crescere delle complessità, di ogni genere, che la gestione di un’impresa comporta si sommano i problemi in cui si dibatte l’economia del Paese. La capacità di analizzare tutte le informazioni disponibili per trarne indicazioni di comportamento diventa quindi fondamentale e spetta all’It rispondervi con i suoi strumenti. Ma la stessa complessità che investe il business si riversa sulla tecnologia: l’esplosione dei dati creati dai sistemi aziendali, dei messaggi e documenti digitali, dei dispositivi mobili, del Web e delle reti sociali e così via, cambia il modo in cui devono funzionare le soluzioni di business intelligence ed enterprise data management. Alle quali si chiede di catturare, gestire e archiviare un volume di dati enorme, di svolgere complesse analisi su dati strutturati e su contenuti non strutturati e di svolgere questi compiti il più rapidamente possibile.

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Di quest’evoluzione si è parlato nell’Executive Dinner “Tecnologie e soluzioni per la nuova Business Intelligence”, organizzato da ZeroUno a Milano lo scorso novembre e al quale hanno partecipato circa trenta tra Cio, It manager e responsabili di varie funzioni aziendali provenienti da altrettante aziende finanziarie, manifatturiere, di servizi e di altri settori, del quale diamo qui un breve resoconto.

La serata ha messo a confronto i convenuti con un ‘tavolo’ costituito da un analista, Vittorio Arighi, Practice Leader di NetConsulting e quattro esponenti dell’offerta: Carmine Stragapede, Telecom & Enterprise manager di Intel; Guido Pezzin, Regional Sales manager di Vertica (società di real-time analytics acquisita da Hp,); e Alfredo Garibaldi e Alessandro Gabrieli, rispettivamente Enterprise Information Solutions Sales leader e Critical System Sales director di Hp, società sponsor dell’evento.

Vittorio Arighi, Practice Leader di NetConsulting

È stato Arighi a prendere per primo la parola presentando i risultati di una ricerca svolta ad hoc da NetConsulting, che traccia uno scenario che vede aumentare la richiesta di analisi accurate e tempestive sulle attività svolte dall’impresa e sui risultati ottenuti in modo da prendere decisioni utili a guadagnare e mantenere competitività. Ciò avviene sia da parte dei tradizionali utenti business (vendite e marketing in primis), ma anche da funzioni alquanto nuove a questo tipo di richieste, come l’amministrazione e gli acquisti. La Bi risponde a questi problemi con nuove tecnologie che la rendono capace di trattare grandi moli di dati in brevissimo tempo, di interfacciarsi con dispositivi mobili, di analizzare dati non strutturati e altro ancora, ma occorre che la richiesta di analisi nasca da una fattiva collaborazione tra business e It che spesso è invece carente. Occorre poi risolvere l’eterno problema della qualità dei dati, che la crescita in volume e complessità delle informazioni e l’importanza assunta da nuovi tipi di fonti (tipo Web e reti sociali) non fa che peggiorare, e occorre anche che le tecnologie siano implementate con competenze e capacità che, a quanto emerge dalla ricerca, paiono difficili da trovare sia presso le imprese sia tra gli stessi fornitori It.
Passata quindi la mano all’offerta, Intel ha illustrato, dati alla mano, i vantaggi in termini di velocità e risparmio energetico dei processori multi-core di nuova generazione nelle appliance analitiche e della crescita per scaling-out abilitata dall’uso di sistemi industry standard.

Guido Pezzin, Regional Sales manager Vertica

Hp e Vertica hanno invece parlato del ruolo dei dispositivi mobili (smart-phone, iPad e simili), nella information delivery in generale e nel reporting in particolare e, soprattutto, delle nuove capacità di analisi real-time su grandi volumi di dati e delle opportunità che queste offrono nei settori Finance, Retail, Utilities e Tlc. L’evento è infine entrato nel vivo delle proprie finalità con l’apertura del dibattito tra tutti i convenuti, e ‘in primis’ tra i relatori e gli utenti, veri protagonisti della serata. Poiché, per quanto introdotti e moderati da Stefano Uberti Foppa, direttore di ZeroUno, i singoli interventi si sono succeduti e talvolta accavallati dando forma a una vivace discussione i cui argomenti erano spesso intrecciati in un discorso a più voci, passiamo subito a una sintesi delle problematiche sulle quali si sono più spesso incontrate/scontrate le varie opinioni.
In sintonia con il carattere pragmatico che hanno gli incontri promossi dalla nostra rivista, il tema generale che ha dominato buona parte della serata è stato quello del ‘come fare’. Ossia, di come avviare, nella propria realtà, l’evoluzione della BI nel senso appunto di farne uno strumento di efficace supporto al business.
Giovanni Uleri, responsabile BI di BNP Paribas Cardif, è stato il primo a toccare il punto, osservando come riguardo tale evoluzione spetti all’It aziendale avere un ruolo proattivo nei confronti degli uomini del business.

Carmine Stragapede, Telecom & Enterprise manager Intel

“Bisogna far capire la necessità di fare un salto dal reporting alle analisi”, ha detto Uleri, aggiungendo: “La business intelligence è un fenomeno che deve partire dal business, o comunque dall’alto, ma spetta all’It favorire questo processo”. Il problema è che da un lato spesso l’It manca delle competenze, e talvolta anche delle infrastrutture, necessarie; dall’altro non è facile nemmeno che trovi il giusto interlocutore presso il business. Sul primo punto, che vede i fornitori parte in causa, sia Stragapede (Intel) sia Garibaldi (Hp) hanno replicato osservando come sia importante saper trasferire il valore, anche in termini di Roi, dell’offerta per tutti i dipartimenti aziendali, “Passando attraverso un processo di governance, di cui l’It – precisa Garibaldi – deve far parte, che razionalizzi le esigenze del business in modo da capire bene dove si vuole andare e poter quindi decidere sull’infrastruttura e sulle tecnologie abilitanti”.

Alfredo Garibaldi, Enterprise Information Solutions Sales leader Hp


Ciò non è facile, perché, come osserva Nicola Salvemini, responsabile sviluppi Bi di Fastweb, “Bisogna trovare chi capisce il valore del passaggio tra reporting e analisi e possa quindi fare da sponsor all’operazione”. Opinione condivisa anche da Hp: per Gabrieli la sintonia tra It e business non è matura come dovrebbe essere. Il trasferimento del valore delle tecnologie di cui si discute potrebbe essere d’aiuto purché, prosegue il manager Hp, “la tecnologia risponda a scelte d’impostazione di standardizzazione tali da poter abilitare il cambiamento senza fare da blocco alle richieste del business“.
Sul tema dell’analisi real-time Guido Repaci, Cio di Cartorama, ha sostenuto come in certi settori d’industria, siano auspicabili sistemi capaci di generare, anziché “…report che finiscono sul tavolo di qualche analista” delle risposte automatiche in base all’analisi dei dati. Una soluzione del genere, che riguarda la branca della Bi operativa, comporta però, come lo stesso Repaci ha osservato, “una rapida capacità di assimilare il cambiamento da parte delle imprese”. Una cosa che non può prescindere da una base di conoscenza. Come fa notare Giuseppe Omodei Salè, direttore SI di Messaggerie Libri, “L’It da noi fa un po’ parte del business, quindi spingiamo per un’alfabetizzazione in tal senso. Ma su temi come il real-time mi aspetto che il vendor mi aiuti a scoprirne i vantaggi e le sue applicazioni potenziali”. Questo anche perché, si è osservato, non è facile né trovare né rinnovare le competenze interne sia tecnologiche sia di business, che l’It deve acquisire se vuole davvero rinnovare la BI. Perché altrimenti parlare con il business diventa veramente difficile. Come sintetizzato da Alessandro Cagnola, Cio della Compagnia Generale Trattori, con una felice battuta: “Bisognerebbe evitare di ‘vendere’ una cosa che non si è ben capito a chi non sa bene cosa farsene”.


I partecipanti all'evento

Questi i nomi dei manager che hanno partecipato all’Executive Dinner di ZeroUno:

  • Riccardo Baraldi, Cfo di Waste Italia
  • Marco Bianchi, Analista di sistemi informativi di Rodafin
  • Stefano Brambilla, Technical Manager Direzione Risk Management di Banca Intesa Sanpaolo
  • Alessandro Cagnola, Cio della Compagnia Generale Trattori
  • Guido Di Dario, Amministratore Delegato di Sy-sourcing
  • Michele Di Fiore, Responsabile Ufficio Tecnico di Istituto di Istruzione Superiore Ipsia Inveruno
  • Sergio Errigo, Responsabile Sistemi Informativi di Sint
  • Luca Fioletti, Responsabile Area Canali di Banca Popolare di Sondrio
  • Marco Forneris, Direzione Strategy di Exprivia
  • Alessandro Gabrieli, Business Critical Systems BU and Sales Manager di Hp
  • Alfredo Garibaldi, Enterprise Information Solutions Sales leader di Hp
  • Federico Giannini, Responsabile area di Sviluppo di Fastweb
  • Luca Guaita, IT dept. di Banca Intesa Sanpaolo
  • Massimiliano Guiso, Server Optimization Manager di Vodafone
  • Raffaello Infantino, Head of Application Operation Dept. of Technology di Vodafone
  • Stefano Liguori, Technology – BI di Vodafone
  • Sergio Martina, Consulente di direzione di Martina Team
  • Sergio Mondonico, Head of BI di Sky Italia
  • Giuseppe Omodei Salè, Responsabile Sistemi Informativi di Messaggerie Libri
  • Filippo Onorato, Direttore IT di Arrow Electronics
  • Roberto Penna, Direttore Tecnico di Commit World Srl
  • Guido Pezzin, Emea Regional Sales Manager di Vertica Systems
  • Guido Repaci, Cio di Cartorama
  • Diego Rizzi, Manager (Integrated Delivey Management) di Vodafone
  • Giuseppe Rosti, Business Intelligence Specialist di Mediolanum
  • Nicola Salvemini, Responsabile Sviluppi Business Intelligence di Fastweb
  • Stefano Secchi, Project Manager Reporting & Analysis di Fastweb
  • Gianluca Storia, Responsabile di Progetto di Creditech
  • Carmine Stragapede, Enterprise Ecosystem and Telecom ReBM di Intel
  • Giovanni Uleri, Responsabile Business Intelligence di BNP Paribas Cardif
  • Dario Valle, Network Management Engineering di Wind Telecomunicazioni Spa
  • Margherita Zaccaria, Principal Manager of Demand Management di Vodafone

Giampiero Carli Ballola

Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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