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Controllare i dati nell’It ibrido: ecco come fare

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Technology HowTo

Controllare i dati nell’It ibrido: ecco come fare

14 Set 2016

di Nicoletta Boldrini

Per lo sviluppo e l’implementazione di un efficace controllo sui dati in ambienti It di tipo ibrido serve una piattaforma di controllo e gestione universale che operi lungo tutto lo stack It

Stando ad alcuni dati rilasciati recentemente da Idc, i servizi di cloud pubblico possono offrire un’interessante proposta per l’evoluzione e l’espansione dei data center aziendali ma, al tempo stesso, un’estensione frettolosa dell’infrastruttura It al cloud pubblico, ovvero senza l’implementazione di un dominio di gestione dei dati completo, potrebbe esporre le organizzazioni It a un maggior numero di rischi.

Vediamo allora cosa significa e quali dovrebbero essere le peculiarità di una simile piattaforma:“La confusione legata al controllo sui dati potrebbe rivelarsi un male anche peggiore della mancata adozione del cloud pubblico”, scrivono in un recente report gli analisti Idc. “Prima di adottare i servizi di cloud pubblico, i Cio dovrebbero pianificare e implementare in modo corretto il controllo sui dati nei loro ambienti It tradizionali e di cloud privato, prendendo in considerazione le esigenze di business, quelle dell’It e quelle provenienti dall’esterno dell’azienda, ivi compresi i requisiti normativi, di compliance e di governance”.
Quanto agli aspetti tecnologici, gli analisti Idc suggeriscono di implementare una soluzione che abiliti un controllo ‘coerente’ e unificato sui dati lungo tutto lo stack It, indipendentemente da dove risiedano effettivamente le risorse infrastrutturali e applicative. “Ciò che serve – suggeriscono gli analisti – è una piattaforma universale”.

  • multi-tenancy sicura: possibilità di ospitare diversi carichi di lavoro di numerose business unit senza alcun peggioramento dei servizi;
  • risorse virtuali in pool: possibilità di astrarre le risorse hardware indipendentemente dal tipo e dall’ubicazione;
  • portabilità dinamica dei dati: possibilità di spostare i dati in modo efficiente fra diversi ambienti cloud grazie a funzionalità di replica native e data protection;
  • integrazione tra diversi ambienti e servizi: supporto di tutte le principali architetture per la gestione del cloud e la virtualizzazione, consentendo alle organizzazioni It di scegliere liberamente dove e come collocare le proprie risorse;
  • possibilità di implementare una strategia multicloud: avere caratteristiche di scalabilità ed efficienza utili alle imprese per dimensionare al meglio la loro infrastruttura It, collocando dinamicamente applicazioni e set di dati associati nel ‘tier cloud’ più adatto, il tutto amministrato da un’unica console di gestione.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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