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F-Secure: vince il modello Isp

pittogramma Zerouno

F-Secure: vince il modello Isp

30 Gen 2008

di Antonio Santangelo

ZeroUno incontra il Ceo di F-Secure,  Kimmo Alkio (nella foto) che commenta i positivi risultati dell’azienda e la strategia di business che vede nel modello dei service provider il principale canale attraverso cui raggiungere la clientela

MILANO – “Gli affari vanno bene”, è soddisfatto Kimmo Alkio, Ceo di F-Secure, azienda che opera nel settore dei servizi di sicurezza. I dati del 3° trimestre evidenziano che il business è cresciuto del 21%, con un fatturato di 24,3 milioni di Euro (un record per l’azienda che ha un fatturato annuo di 81 milioni di Euro). Alkio festeggia così il suo primo anno da Ceo; è tornato in F-Secure nel novembre 2006, dopo un anno passato in  Nokia. E proprio il gigante della telefonia è uno dei maggiori partner dell’azienda che fa degli strumenti per la difesa dei cellulari uno dei suoi cavalli di battaglia.
L’azienda è la capofila di un gruppo di aziende inseguitrici dei tre big del mercato, Symantec,  Trend Micro, McAfee, e ha una strategia che tende a fornire ai clienti un servizio chiavi in mano. “La sicurezza gestita è il nostro business principale”, sottolinea Alkio, “i principali partner, il canale preferenziale attraverso il quale arriviamo ai nostri clienti aziendali, sono i service provider (Isp) che utilizzano la nostra Service Platform for Business”. In questo modo l’azienda intende presidiare il mercato delle medie e piccole aziende: il tema della sicurezza, includendo in ciò anche la policy aziendale, diviene un servizio acquisibile e gestibile attraverso un portale contro il pagamento di un canone. Questo tipo di approccio si adatta molto bene al modello di business degli Isp, grazie alla maggior flessibilità di quello basato sulla vendita di licenze annuali usato dalla maggioranza dei concorrenti. “Siamo stati tra i primi a cogliere l’opportunità della collaborazione con gli Isp”, dice Alkio, “sin dalla fine del decennio scorso. Oggi ne contiamo circa 150, fra cui France Telecom, Vsnl  in India o Optus in Australia; in Italia collaboriamo con Bt  per il mercato Pmi e Wind, attraverso i portali Libero e Infinito.it per il mercato consumer. Oggi quasi il 40% del nostro fatturato è realizzato attraverso gli Isp, il 62% passa dai rivenditori e dai canali al dettaglio; l’1% è da attribuire al mobile”. Su questo segmento l’offerta F-Secure è particolarmente aggressiva sul fronte della protezione di cellulari e Pda, in cui è stata un pioniere, con protezioni antivirus sui sistemi Symbian e Windows.
“La nostra reputazione sta crescendo. Con il 18% della popolazione mondiale connesso, la diffusione della banda larga, il malware è in crescita esponenziale: siamo a 300mila diversi virus individuati nel 2007. Dai Paesi emergenti partono attacchi di DDoS distribuito (Denial of service) verso i centri finanziari americani ed europei. A questo rispondiamo con due centri di competenza, a Helsinki e Kuala Lumpur, che presidiano la rete 24 ore su 24; la nostra velocità di individuazione e risposta agli attacchi ci ha fruttato un riconoscimento a livello internazionale” è il commento soddisfatto di Alkio. L’investimento in R&d è decisamente rilevante, circa il 27%.
Per quanto riguarda i mercati, non vi sono grandi differenze tra Usa ed Europa. Le grandi aziende sono abbastanza allineate su una considerazione della security come fattore decisivo per la continuità del business. Forse le differenze, riflette Alkio, “sono relative all’abitudine ad usufruire di servizi a valore aggiunto chiavi in mano, più sviluppata negli Usa, in Uk e nei Paesi scandinavi. Se invece si guarda alle Pmi il ritardo desta qualche preoccupazione nel resto d’Europa e in Italia, anche se su questo tema l’Unione Europea, con cui collaboriamo, sta lavorando bene”.

Antonio Santangelo

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