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Enterprise encryption: il 37% delle organizzazioni adotta strategie di crittografia aziendale

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Crittografia

Enterprise encryption: il 37% delle organizzazioni adotta strategie di crittografia aziendale

26 Ago 2016

di TechTarget

Cresce il numero di aziende che utilizzano strategie di enterprise encryption per fare fronte ad attacchi sempre più pericolosi e sofisticati. Con questo sistema, la maggior parte delle imprese mira a proteggere soprattutto i database, le comunicazioni via Internet e i dischi rigidi portatili

L’utilizzo della crittografia aziendale è in crescita e, secondo gli esperti, oggi più che mai le imprese sono focalizzate sull’ottimizzazione di questo tipo di strategia per tutelare la sicurezza IT.

Questo comportamento è dovuto alla necessità di doversi difendere da attacchi informatici sempre più sofisticati, di dover rispettare precise normative a tutela della privacy e alla richiesta crescente di attenzione sul tema da parte dei consumatori.

Crittografare i dati è una strategia che gli analisti di Forrester suggeriscono caldamente a supporto della sicurezza. Il motto è kill your data. In pratica, utilizzando delle chiavi di crittografia, si rendono i dati illeggibili, per cui chi li sottrae non può rivenderli sul mercato, rendendo inutile l’azione criminale. Attenzione: la crittografia aziendale non impedisce che i dati vengano rubati, ma funge da deterrente, scoraggiando i pirati da azioni di questo tipo.

Quali sono le applicazioni più adottate di enterprise encryption?

Nel 2005 le organizzazioni che avevano già adottato un sistema di crittografia a livello aziendale erano il 15%, mentre oggi sono salite al 37% (Fonte: Ponemon Institute). Gli analisti hanno intervistato un panel che include organizzazioni operanti in 12 diversi settori industriali e hanno scoperto che la maggior parte di queste utilizza strategie di  enterprise encryption volte a proteggere i database, le comunicazioni via Internet (utilizzando SSL / TLS) e i dischi rigidi portatili. Il comparto dei servizi finanziari è quello in cui viene fatto un uso più massiccio di soluzioni di crittografia aziendale (56%), seguito da sanità e farmaceutica (49%) e dal settore della tecnologia e del software (48%). Le aziende che fanno un uso minore di tali strategie sono invece quelle operanti nel campo dei prodotti di consumo e nel settore media e intrattenimento (che si attestano entrambi  al 27%), seguite dalle imprese del comparto manifatturiero (25%).

Bart: il ransomware che sottrae, comprime e cripta i file

Anche i pirati informatici sfruttano la crittografia per rendere illeggibili i dati delle aziende e ricattarli per consentire ai legittimi proprietari di tornare a utilizzare i propri dati. I ricercatori hanno descritto un nuovo tipo di ransomware, chiamato Bart, che può rappresentare un grave pericolo per la sicurezza IT aziendale, perché si diffonde via e-mail, funziona anche su sistemi non connessi a Internet  ed è in grado di cifrare computer protetti da firewall aziendali. Bart blocca i file delle vittime in file zip protetti da password (aggiungendo ai file cifrati l’estensione .bart) e richiede tre bitcoin (circa due mila dollari) per permettere loro di accedere nuovamente ai documenti sottratti. Bart. Le imprese dovrebbero quindi riuscire a riconoscere e bloccare questo ransomware  già nel gateway di posta.

 

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