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Poche aziende testano la sicurezza delle applicazioni mobili

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Poche aziende testano la sicurezza delle applicazioni mobili

Le organizzazioni stanno lottando per gestire le sfide dell’era mobile con delle armi spuntate, almeno stando a quanto emerge da un recente sondaggio pubblicato da Capgemini e HP

19 Set 2012

di redazione TechTarget

Meno di un terzo delle applicazioni mobile è sottoposta a test formali e, nel caso in cui le organizzazioni stiano conducendo test che vertono sulla Quality Assurance (QA), questi sono focalizzati principalmente sulle prestazioni (64%) e le funzionalità (48%).

I dati emergono da una recente ricerca, il World Quality Report, condotta su un campione di 1.500 CIO, responsabili IT e professionisti della Quality Assurance da HP e Capgemini.

Solo il 18% del campione sostiene che la propria organizzazione si è concentrata, negli ultimi mesi, sulla sicurezza. L’indagine ha anche mostrato che le organizzazioni che si occupano di effettuare test non sono in grado di affrontare le nuove sfide poste da un ambiente sempre più digitalizzato, a causa della mancanza di risorse, strumenti e metodi adeguati.

Le organizzazioni che gestiscono i test in-house hanno capacità interne di controllo qualità che non riescono a tenere il passo con le nuove tecnologie – sostiene il report -. Tuttavia, la possibilità di verificare in modo efficace la qualità delle applicazioni non è mai stata così importante, come in questo momento, per la reputazione di un’organizzazione”.

L’indagine ha rivelato che il 51% delle imprese ancora esegue test come parte integrante delle funzioni che l’IT gestisce internamente. Solo il 13% si rivolge a un servizio gestito in toto da un provider esterno. Il rapporto ha evidenziato anche una diffusa mancanza di fiducia nella capacità delle imprese di assicurare la qualità del software in uso, con il 59% degli intervistati che attribuisce ai propri team interni deputati alla QA una conoscenza degli strumenti e delle tecnologie di test più recenti come “media”.

Due terzi degli intervistati hanno ammesso di non avere gli strumenti giusti per testare le applicazioni mobili e un terzo ha ammesso di non essere dotato di idonee metodologie di prova, processi e competenze necessarie. Secondo Michel de Meijer, a capo del team di prove presso il Capgemini Group, i team QA dovranno, in futuro, rivedere le strategie integrate di sperimentazione per arrivare a coprire tutto lo spettro delle applicazioni tradizionali e di quelle mobili per riuscire a stare al passo con le esigenze dei loro utenti.

“Le applicazioni software ripetibili e affidabili sono diventate fondamentali per le operazioni di molte organizzazioni, ma la mancanza di fiducia nelle capacità interne della maggior parte delle aziende in merito alla possibilità di monitorare e verificare la qualità del loro software è clamorosa, in particolare quando si tratta di applicazioni pensate per l’ambiente mobile”, sostiene Meijer. “Le imprese globali – conclude – hanno bisogno di assicurare l’accesso continuo, in qualsiasi momento e ovunque, spesso a migliaia di lavoratori e talvolta a milioni di clienti, su diversi dispositivi senza fili e sono alle prese con le sfide che questo comporta”.

redazione TechTarget

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