Sempre più aziende impiegano il cloud per dare agli utenti nuovi servizi, fornirli più velocemente, riducendo gli oneri tecnologici in modo da concentrarsi sul core business. L’adozione del cloud è un trend positivo nel processo di modernizzazione delle imprese, accompagnato purtroppo da un rovescio della medaglia. Il cloud non solo accelera i business “leciti” ma anche le meno desiderabili forme di cyber crime, fornendo spazi per inserire malware e altri supporti per attività dannose o illegali. Il passaggio all’IT ”as a service”, insomma, riduce i costi e aumenta la produttività anche di chi opera nell’illegalità.
I malware in cloud sono in genere software dannosi che sfruttano la nuvola per la loro distribuzione, per comandare o controllare reti di sistemi compromessi, oppure per aggirare i sistemi di controllo e sicurezza.
Nello studio “Lurking Malice in the Cloud: Understanding an detecting Cloud Repository as a malicious service” del Georgia Institute of Technology, i ricercatori hanno sistematicamente scandagliato il regno del cloud scoprendo un problema molto più diffuso di quanto molti possano immaginare: circa il 10% dei dati contenuti nel cloud è sospetto oppure ha subìto qualche tipo di compromissione. Questo dato include l’utilizzo dello storage in cloud per la distribuzione di contenuti pericolosi, come toolkit per assemblare i malware a partire da loro parti per ridurre le possibilità di rilevamento, tool per prendere il comando, controllare altri sistemi o comunque dare supporto ad attività dannose. Spiegando come hanno condotto l’indagine, i ricercatori ci hanno offerto un’utile guida per scovare i pericoli e realizzare la difesa.
Identificare i contenuti pericolosi nel cloud
I risultati dell’indagine del Georgia Institute of Technology possono essere utili per tutti i soggetti coinvolti nell’impiego del cloud. Innanzitutto gli utenti finali, le aziende in primis, che possono facilmente diventare un bersaglio per attacchi che si basano sui contenuti pericolosi nel cloud. Comprendere come viene usato il cloud per compiere attacchi informatici è fondamentale per progettare le strategie di difesa. La conoscenza aiuta a mantenere sotto controllo la situazione e quindi a prevalere nell’impiego delle tecniche di security intelligenti. Sapere come vengono portati a compimento gli attacchi è utile per sviluppare sistemi di rilevamento e prevenzione in grado di segnalare o idealmente prevenire le attività che possono danneggiare l’azienda.




















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