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BYOD, ma quanto mi costi? I numeri della sicurezza violata e della paura in un report

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BYOD

BYOD, ma quanto mi costi? I numeri della sicurezza violata e della paura in un report

12 Nov 2014

di Redazione

L’87% dei CIO afferma che la più grande minaccia alla sicurezza dei dispositivi mobili sia dovuto alla scarsa attenzione dei dipendenti. Il ripristino alla sicurezza mobile costa decine di migliaia di euro. Questi e altri dati del BYOD management nella terza edizione del report Check Point

Si chiama BYOD e rappresenta l’altra faccia dell’enterprise mobility management. Perché, se è vero che i dipendenti sono più produttivi con i loro smartphone, i loro tablet e i loro laptop pemanentemente connessi, è vero anche che sono molto distratti, superficiali o imprudenti. L’87% dei Cio intervistati dagli analisti afferma che la più grande minaccia alla sicurezza dei dispositivi mobili sia dovuto alla scarsa attenzione dei dipendenti.

A tradurre in numeri le preoccupazioni delle aziende è l’ultimo rapporto stilato dagli analisti di Check Point.

Il 2014, secondo i dati, ha visto un incremento nei costi legato alle attività di ripristino effettuate dalle aziende in seguito agli incidenti di sicurezza mobile. Tra i responsabili IT di Stati Uniti, Australia, Canada, Germania e Regno Unito, il 42% ha stimato in oltre 250.000 dollari il costo dovuto a questi incidenti.

“La nostra 2014 Mobile Security Survey – ha commentato Dorit Dor, vice president of products di Check Point Software Technologies –  mette bene in chiaro come i professionisti dell’IT non vedano una fine alle minacce legate alla mobile security, anzi si preparino a un incremento di questo tipo di incidenti per il 2015”.


Sicurezza a rischio, soprattutto per Android
È l’82% dei CIO a prevedere un aumento del numero di incidenti di sicurezza: chiaro segno di una consapevolezza delle dinamiche gestite o che dovrano essere gestite per contrastare le ricadure sull’azienda. Quasi due terzi degli interpellati, infatti,i ritiene che i più recenti e clamorosi furti di dati relativi ai clienti siano stati resi possibili per la poca attenzione dei dipendenti.

La quasi totalità del panel (il 98%) ha espresso il timore legato all’impatto dei furti o dello smarrimento di informazioni.

Ma il Mobile Device Management è ormai un trend irreversibile: lo conferma il 91% dei professionisti IT del sondaggio, che hanno registrato negli ultimi due anni un incremento nel numero di device mobili personali che vengono connessi alla propria rete. Solo quest’anno, il 56% degli interpellati ha gestito dati aziendali su dispositivi di proprietà dei dipendenti, in crescita rispetto al 37% del 2013. BYOD sì, insomma, ma con una serie di preoccupazioni. Soprattutto per i dispositivi Android.

Gli analisti, infatti, hanno evidenziato come il rischio di sicurezza percepito rispetto alla piattaforma Android sia passato dal 49% del 2013 al 64% di quest’anno e dunque superiore rispetto ad Apple, Windows Mobile e Blackberry.

Redazione

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