Pure Accelerate 2020: lo storage si focalizza sul fattore umano

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Pure Accelerate 2020: lo storage si focalizza sul fattore umano

Si arricchisce l’offerta di Pure Storage per la modern data experience, già annunciata lo scorso anno. A potenziarla, oltre all’offerta a consumo e ibrida Pure-as-a-Service, è un nuovo sistema operativo che rende i FlashArray in grado di gestire in modo nativo i file, oltre i blocchi. Novità anche per la protezione dei dati

24 Giu 2020

di Riccardo Cervelli

Rigorosamente virtuale, causa emergenza sanitaria Covid-19, Pure Accelerate 2020, la conferenza mondiale con clienti, partner, giornalisti e analisti organizzata da Pure Storage; introdotta da un keynote di Charles Giancarlo, CEO del vendor, è stata l’occasione per dibattere sugli impatti del Covid-19 e lanciare alcune importanti novità nell’offerta del vendor. Qualche giorno prima dell’evento, ZeroUno aveva già avuto la possibilità di raccogliere qualche commento da parte di Alfredo Nulli, Principal EMEA Office of CTO.

Enterprise modern data experience

Il numero uno mondiale di Pure Storage ha iniziato il proprio discorso riallacciandosi all’edizione precedente. “L’anno scorso abbiamo introdotto un concetto che è poi il differenziatore di Pure Storage: la modern data experience”.

Una spiegazione di questa locuzione l’avevano già chiesta a Nulli, il quale ci aveva risposto così: “Modern data experience è la possibilità di avere una piattaforma di gestione dei dati uniforme indipendentemente che le infrastrutture si trovino on-premise o in cloud. Pure Storage offre questa capacità con la soluzione Pure-as-a-Service. Un altro esempio di modern data experience è la possibilità, tramite una singola piattaforma, di accedere a dati che utilizzano diversi protocolli storage”. Ed è quello per cui, a Pure Accelerate 2020, Pure Storage ha lanciato Purity 6.0 per FlashArray, la nuova versione del sistema operativo dei FlashArray, che consente a questi sistemi, nati per lo storage a blocchi, di gestire in maniera nativa (e con gli stessi data layer e servizi di deduplica) anche i file. Una novità appetibile per le aziende che usano i FlashArray per il block storage, ma che hanno sempre più applicazioni che utilizzano file.

foto Charles Giancarlo
Charles Giancarlo, CEO Pure Storage

Tre imperativi per lo storage antropocentrico

Per tornare al keynote del Ceo di Pure Storage, la flessibilità è il focus del primo di imperativi, o idee chiave, che Giancarlo ha illustrato per l’IT e i processi di business del prossimo futuro. Il primo è “Secure Your Foundation and Focus on Flexibility”. “Uno dei problemi che le aziende hanno dovuto fronteggiare a causa della pandemia è la business continuity. In molti casi questa è stata resa possibile dalla flessibilità”, ha fatto notare Giancarlo. “Pure-as-a-Service – ha aggiunto – ha permesso a molte aziende di usufruire degli stessi servizi storage spostando workload dagli ambienti on-premise ai cloud pubblici, usufruendo sempre delle stesse licenze e con una modalità di pagamento a consumo”.

Il secondo imperativo è: “Automate Everything and Elevate Human Efficiency”. “Oggi, nel valutare i costi dello storage – ha affermato il Ceo di Pure Storage – assumono sempre più importanza i risultati in termini di efficienza umana ed efficienza di business, che sono direttamente correlate all’efficienza dello storage. Di qui il riconoscimento dei vantaggi derivanti dalla diffusione dell’automazione e dell’artificial intelligence (AI) anche nella gestione dello storage”.

L’architettura elegante per le nuove applicazioni

Ultimo ma non meno importante imperativo di riconoscimento è quello secondo cui “The Status Quo Is No More, So Drive Your Future Vision”. “Oggi – ha esemplificato Giancarlo – tutte le aziende puntano sullo sviluppo di applicazioni containerizzate. Ma questo non deve significare che il cloud sia l’unica ‘destinazione’. Il cloud è un modello operativo. Quello che propone Pure Storage è un ‘design elegante’ dell’architettura storage, basata su servizi API-driven che possono essere sfruttate da tutte le piattaforme di orchestrazione, con un modello di fruizione a consumo, o pay-as-you-go”.

Last but not least, in un’epoca data-driven anche la sicurezza e la disponibilità dei dati sono fondamentali. E su questi temi, a Pure Accelerate, non sono mancati annunci di nuove soluzioni per la protezione dei dati, come estensioni delle possibilità di backup su cloud pubblici e l’introduzione di ActiveDR (active disaster recovery), una soluzione basata su una nuova tecnologia di replica continua, che promette un RPO (recovery poing objective) vicino a zero.

Riccardo Cervelli

Giornalista

Classe 1960, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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