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Networking nel 2021: ecco i 4 trend evidenziati da HPE Aruba

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Networking nel 2021: ecco i 4 trend evidenziati da HPE Aruba

Il vendor indica queste tendenze per aiutare i CIO nella definizione della loro strategia IT post pandemia

12 Feb 2021

di Redazione

HPE Aruba ha identificato quattro trend principali che i CIO devono considerare e che possono determinare il successo o il fallimento del programma IT di un’azienda: l’emergere della forza lavoro ibrida e la relativa evoluzione durante e dopo la pandemia; il ruolo mutevole della sicurezza di rete integrata nel tessuto stesso della rete; l’evoluzione dalle metriche di uptime della rete alle metriche di soddisfazione degli utenti, esaminando il networking in modo olistico come parte dello stack tecnologico IT nel suo complesso: l’implementazione dell’automazione nelle operazioni di rete nonostante le sfide presentate da LAN, WAN e cloud. Eccoli approfonditi qui di seguito nel dettaglio.

La forza lavoro ibrida è destinata a restare

Nonostante i recenti progressi compiuti sui vaccini per il Covid, molte imprese potrebbero non rientrare in ufficio fino alla fine del 2021, e in molti casi non tornare del tutto. Il telelavoro continuerà anche una volta terminata l’emergenza. Questo scenario comporta profondi cambiamenti negli spazi fisici degli uffici, nella cultura corporate, nella connettività e nel networking.

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Quelle che molte aziende pensavano sarebbero state situazioni remote e temporanee per “appiattire la curva” del tasso di contagi, si sono invece evolute contribuendo a formare una forza lavoro del futuro ibrida, dove i dipendenti lavoreranno da casa, dall’ufficio o da qualsiasi altro posto in cui potranno disporre di una connessione affidabile e sicura.

Questa crisi ha presentato sfide notevoli per l’IT, con alcuni aspetti positivi. CEO e consigli di amministrazione si sono resi conto dell’impatto che l’IT può avere sul business e della velocità con cui è possibile attuare il cambiamento anche in presenza di circostanze tanto impegnative.

CEO e CdA stanno ora valutando come rendere maggiormente flessibili e dinamici il networking, la sicurezza e i programmi IT complessivi posti sotto la loro supervisione. Il risultato è che l’IT ha voce in capitolo per promuovere forme ambiziose di trasformazione digitale e per accelerare le transizioni già pianificate; ruolo reso più forte dal modo in cui la forza lavoro si è adattata a una “nuova normalità”.

La sicurezza deve essere osservata in modo dinamico dagli endpoint all’edge al cloud

Con la maturazione del cloud e la crescita dell’edge networking con la sua miriade di endpoint, tutti accelerati dall’esplosione dell’IoT, il modo di definire e implementare la sicurezza diventa parte integrante dell’architettura di rete e non è più componente aggiunta all’ambiente IT enterprise.

Con la diffusione del telelavoro e degli ambienti di lavoro ibrido, CSO e CIO stanno affermando un approccio alla sicurezza connessa. Guardando ai principi del design di rete del passato, gli esperti di sicurezza partivano da una policy per poi disegnare una topologia di rete capace di soddisfarla, il che significava una stretta interdipendenza tra topologia e policy. Quel genere di dinamica sta ora drasticamente cambiando. Le soluzioni di rete si sono evolute per offrire gradi significativi di separazione nei quali la policy viene definita dove e quando è necessario e solo dove e quando è necessario.

Le soluzioni con architettura di rete Zero Trust resteranno una componente importante di una sicurezza efficace con i workload IT tradizionali che si spostano dall’edge per andare in un ambiente cloud o SaaS; questo vuoto sarà rimpiazzato sull’edge da workload OT/IoT specifici. Inoltre, con l’implementazione del 5G, l’architettura di rete deve competere con i workload MEC (Multi-access Edge Compute), sia privati sia pubblici, richiedendo approcci dinamici alle policy di sicurezza e deve evolvere oltre i workflow user-centric per i quali l’approccio Zero Trust è oggi principalmente ottimizzato.

La priorità è la soddisfazione dell’utente finale

Anche le metriche IT si stanno evolvendo. Non è più sufficiente mantenere operativa e funzionante l’infrastruttura di rete. La metrica oggi è la soddisfazione dell’utente che, dal punto di vista del CIO, è legata alla produttività del personale, cosa che in ultima analisi impatta sulla redditività del business.

I team responsabili delle reti e della sicurezza sono focalizzati sulle esperienze dinamiche che gli utenti esigono e si aspettano con i servizi e le applicazioni che scelgono di usare per aumentare la propria produttività. Invece di chiedere semplicemente quali tipologie di dispositivi si connettono alla rete, questi team devono concentrarsi anche sul mantenimento della flessibilità e dell’agilità a fronte di una minimizzazione dei rischi. L’obiettivo del controllo della rete va di pari passo con l’agilità del business. Applicando le misure di sicurezza appropriate, i CIO possono favorire un ambiente IT sempre più dinamico.

In conclusione, i CIO richiedono insight che vadano oltre la rete in sé per ottenere visibilità sulla disponibilità e sulle performance delle applicazioni che interessano utenti e business leader. Non sono interessati alle prestazioni degli aspetti esoterici della rete ma al fatto che un particolare utente abbia avuto un’esperienza insoddisfacente con Zoom.

Mantenere l’automazione nelle network operation

La maturazione dell’automazione di rete è legata alla comprensione delle necessità e dell’esperienza degli utenti finali ma i progressi nell’automazione non avvengono allo stesso modo nell’intero paradigma della rete. Nel data center, ambiente maggiormente controllato rispetto alla WAN o alla LAN, l’adozione dell’automazione risulta più avanzata. All’interno del data center i cambiamenti sono implementati principalmente in una struttura gerarchica ed è quindi più facile da comprendere e da gestire per mezzo di script di automazione.

L’edge (LAN e WAN) è un ambiente più caotico poiché i cambiamenti vengono attivati da fattori che non ricadono integralmente sotto il controllo dell’IT, in particolare da pattern comportamentali di dispositivi e utenti in continuo mutamento. È sempre più forte l’esigenza di far leva su AI e modelli di machine learning per avvertire i cambiamenti appena questi si verifichino e rispondere a quelli persistenti, anche per un periodo di tempo limitato. La maturità delle soluzioni implementate che forniscono questa componente di apprendimento per l’automazione sull’edge aumenterà significativamente nel 2021. Si verificherà un deciso progresso nel combinare queste soluzioni con API e altri tool di automazione che manterranno la promessa di efficienza e insight di cui i responsabili IT hanno bisogno.

La pandemia ha rafforzato l’interesse di CIO e responsabili IT nei confronti dell’automazione del networking sull’edge. Secondo un recente sondaggio condotto su 2.400 decision maker IT di tutto il mondo, il 35% prevede di aumentare gli investimenti a favore del networking basato su AI per realizzare infrastrutture più agili e automatizzate per gli ambienti di lavoro ibrido.

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Redazione

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