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Il ruolo dell’Unified Fabric per la user experience dei servizi cloud

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Il ruolo dell’Unified Fabric per la user experience dei servizi cloud

26 Mag 2011

di Rinaldo Marcandalli

“L’interconnessione performante di Ethernet fabric è conditio sine qua non per la user experience dei servizi cloud – argomenta Angelo Pilloni, regional specialist della linea Vdx di Brocade. Il nuovo data center riletto in ottica cloud affronta una proliferazione di utenza mobile o comunque intelligente che sconta una diffusione esplosiva di dati, applicazioni, informazioni, servizi cloud parziali o finali, in qualunque combinazione lineare tra loro. Di qui i requisiti di interconnessione performante, affidabilità, resilienza scalabilità che vanno garantiti tra tutti i punti di accesso implicati. Non importa se questo avviene all’interno di un solo data center, in una sua estensione a rete distribuita o in una catena di service provider: Brocade pensa i tre ambienti (applicazioni, server e storage) come un tutt’uno indifferenziato le cui interconnessioni devono essere performanti.


Figura 1 – Architettura di rete Brocade
(cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)
Fonte: Brocade

Brocade rimuove in particolare vincoli strutturali all’espandibilità e alla mobilità delle virtual machine on demand, dettati dalla struttura delle reti di switching, in particolare dallo “spanning tree” [algoritmo utilizzato per realizzare appunto reti con percorsi ridondanti utilizzando tecnologie IEEE 802.x, a livello 2 Osi ndr]. Se si sposta una virtual machine, lo spanning tree impone che la porta del server fisico destinatario abbia le stesse caratteristiche di quello del server origine. A questa operazione oggi provvedono, con disattivazioni di interfacce per evitare loop, i vari ipervisor; in questo modo, però, chi gestisce la rete perde visibilità su quello che sta transitando all’interno delle infrastrutture. Brocade con la linea prodotti Vdx (il primo dei quali è Vdx 6720) inaugura un’architettura Ethernet fabric, fondamentalmente piatta, priva di livelli gerarchici di switching della rete (cui serve distinguere tra le modalità con cui l’informazione è trasferita); non deve temporaneamente disabilitare alcun link come impone lo spanning tree. E così rende espandibile il Vcs, fondato sulla Transparent Interconnection of Spanning Tree (Trill, protocollo emergente) in cui una virtual machine che cambi data center passa da un pool all’altro e ciascun pool si riconfigura di conseguenza.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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