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Da Red Hat, software-defined storage per i big data

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Da Red Hat, software-defined storage per i big data

17 Giu 2014

di Arianna Leonardi

Secondo Gartner (Top Ten Trends and Thier Impact on It Infrastructure and Operations, dicembre 2013), lo storage software-defined si posiziona al secondo posto tra le principali dieci tendenze dell’Information Technology, mentre, sempre secondo le previsioni dell’analista, nei prossimi cinque anni l’azienda media vedrà la capacità di dati crescere di oltre l’800%.

Da qui la strategia di Red Hat che punta all’offerta di una soluzione in grado di integrare storage software-defined ed elaborazione in modo scalabile e flessibile. Il vendor open source ha reso disponibile Red Hat Storage presso il Customer Centre di Grenoble di Hp, dando la possibilità ai clienti enterprise, che si trovano a dover gestire grandi moli di informazioni non strutturate, di testare la soluzione server Hp ProLiant SL4540 Gen8. Progettati specificatamente per gli ambienti big data, questi server, che offrono fino a tre server ProLiant compatibili integrati con un massimo di 60 drive storage, riducono i costi e i consumi energetici grazie all’alta densità di storage e a configurazioni flessibili rese disponibili in un package 4,3U, fornendo fino a 240TB di storage per rack standard.
Red Hat Storage permette di connettere i singoli storage server in un cluster di storage scale-out; basato sul sistema operativo Red Hat Enterprise Linux e sul file system distribuito GlusterFS, è in grado di scalare fino a diversi petabyte e offre servizi di data management per big data quali pooling, partizionamento, mirroring e load balancing su un cluster di storage server, associati alla replica dei dati multi-sito.

Arianna Leonardi

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