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Profilo roaming per gli utenti mobile: cos’è e come funziona

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Profilo roaming per gli utenti mobile: cos’è e come funziona

I profili roaming di Microsoft permettono agli amministratori IT di fornire le impostazioni e i dati personali su qualsiasi dispositivo o desktop virtuale connesso alla rete aziendale per garantire agli utenti un’esperienza coerente

27 Mag 2021

di Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Profilo roaming mobile nella famiglia di sistemi operativi Windows NT fa riferimento a un criterio di sincronizzazione dei file che consente agli utenti che hanno un computer collegato a un dominio Windows di accedere a qualsiasi altro dispositivo con lo stesso dominio. Grazie a questo tipo di sviluppo, l’aspetto del desktop per l’utente rimane lo stesso indipendentemente dal dispositivo utilizzato. In questo modo gli utenti possono accedere ai propri documenti e utilizzare applicazioni che mantengono le impostazioni assegnate.

Quali sono gli elementi di un profilo

Il profilo utente di Windows viene mantenuto, integralmente in tutto e per tutto, includendo dati e configurazioni come, ad esempio:

  • modalità di visualizzazione
  • scorciatoie
  • sfondi
  • screen saver
  • combinazioni di colori
  • file supplementari
  • dizionari
  • firme
  • file di completamento automatico
  • elenchi MRU
  • cookie
  • cronologia
  • preferenze della barra strumenti
  • testo automatico
  • impostazioni di connessione

Ambienti desktop fisici e virtuali più facili da gestire

I profili di roaming esistono da oltre 20 anni e sono rimasti sostanzialmente gli stessi anche se il modo in cui vengono utilizzati è cambiato. Sebbene siano disponibili diversi strumenti più recenti, i profili roaming di Microsoft rappresentano un modo semplice e collaudato per gestire il profilo di un utente in ambienti desktop fisici e virtuali.

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Windows mantiene un profilo per ogni utente che accede al sistema operativo. La cartella del profilo dell’utente contiene dati specifici dell’utente e dati relativi alle personalizzazioni come, ad esempio, i dati di configurazione dell’applicazione, la cronologia del browser, i documenti, le foto e via dicendo. I profili utente variano a seconda della versione di Windows utilizzata da un’organizzazione, ma la maggior parte delle versioni di Windows include una cartella denominata C: Users. Il profilo locale di un utente risiede in un’altra cartella solitamente denominata con il nome dell’utente o un numero identificativo assegnato dal reparto IT.

Profilo roaming e profilo standard: quali sono le differenze

Il problema con la gestione dei profili utente standard è che sono legati a un singolo desktop. Se gli utenti accedono da un desktop fisico o virtuale diverso, i dati del loro profilo non esisteranno su quella macchina. In un profilo roaming, invece, i dati di ogni utente vengono archiviati su un server di rete anziché su un computer desktop. Il che significa che un utente ritrova gli stessi dati i dati, indipendentemente dal dispositivo che sceglie di utilizzare.

profilo roaming

Come funzionano i profili roaming

Quando viene creato un utente in roaming, le informazioni sul profilo dell’utente vengono archiviate su un file server centralizzato accessibile da qualsiasi computer desktop connesso alla rete. Il prompt di accesso sul computer locale verifica se l’utente esiste nel dominio anziché nel computer locale; non è richiesto alcun account preesistente sul computer locale.

Gli amministratori possono configurare Active Directory in modo da associare il profilo utente mobile all’account dell’utente. Quando un dipendente effettua l’accesso, Windows copia il profilo dell’utente dalla condivisione di rete dei profili dell’organizzazione sul computer locale. Quando il dipendente si disconnette, Windows copia tutti gli aggiornamenti effettuati dall’utente ai dati del profilo dal computer desktop alla copia di rete del profilo. Questo processo garantisce che il profilo utente mobile contenga i dati correnti la prossima volta che il dipendente accede a un desktop o PC virtuale.

Cosa succede quando l’utente si collega e si scollega

Quando l’utente si disconnette dal computer desktop, il profilo comune dell’utente viene unito dal computer locale al file server centrale, esclusi gli elementi del profilo locale temporaneo. Poiché si tratta di un’unione e non di uno spostamento e/o eliminazione, le informazioni sul profilo dell’utente rimangono sul computer locale oltre a essere unite alla rete.

Quando l’utente accede a un secondo computer desktop, questo processo si ripete, unendo il profilo comune dal server al secondo computer desktop e quindi ricollegandosi dal desktop al server quando l’utente si disconnette. Quando l’utente torna al primo computer desktop e accede, il profilo mobile viene unito alle informazioni del profilo precedente, sostituendolo. Se la memorizzazione nella cache del profilo è abilitata, il server è in grado di unire solo i file più recenti al computer locale, riutilizzando i file locali esistenti che non sono stati modificati dall’ultimo accesso, accelerando così il processo di collegamento.

Requisiti software e hardware per i profili mobili

Se un’organizzazione utilizza Windows Server 2008 o versioni successive e Windows 7 o versioni successive, gli amministratori possono creare profili mobili che risiedono su un server e sono accessibili su qualsiasi computer connesso alla rete aziendale.

Dal punto di vista dell’hardware, gli amministratori dovrebbero assicurarsi che l’endpoint sia basato su x64 o x86. Per la configurazione iniziale, gli amministratori devono avere la Console Gestione Criteri di gruppo e il Centro di amministrazione di Active Directory installati su una macchina che gestirà questi profili. Gli endpoint devono essere connessi a qualsiasi servizio di dominio Active Directory a cui il desktop deve accedere.

Reindirizzamento delle cartelle

Con il profilo roaming uno dei problemi che possono insorgere è che i profili possono diventare piuttosto grandi. Senza contare che un profilo roaming vecchio di diversi anni può contenere decine di migliaia di cookie, che rendono l’accesso e il logout dalla rete estremamente lenti, contribuendo alla frammentazione del file system. La durata dell’accesso o della disconnessione aumenta in base alle dimensioni del profilo a causa della quantità di dati copiati o dalla condivisione di rete.

Le organizzazioni utilizzano comunemente il reindirizzamento delle cartelle insieme ai profili roaming per accelerare il processo di accesso e disconnessione, migliorare la UX e ridurre qualsiasi latenza con l’autenticazione del desktop tramite il controller di dominio. Il reindirizzamento delle cartelle consente a cartelle come Documenti di rimanere posizionate centralmente, di solito su un file server, anziché essere copiate da e verso il PC desktop.

Opzioni per gestire i profili utente in roaming

Per oltre un decennio i profili roaming si sono rivelati un metodo standard ed economico per fornire le impostazioni degli utenti su desktop fisici e virtuali. Questo a dispetto del fatto che comunque nel 2012 Microsoft avesse rilasciato anche uno strumento di gestione UX dedicato, chiamato User Experience Virtualization. Microsoft UE-V virtualizza i sistemi operativi degli utenti e le impostazioni dell’applicazione da un archivio delle impostazioni su un file server.

Come sottolineano gli esperti, la gestione del profilo roaming è ancora una buona opzione di base per fornire la stessa esperienza su PC e ambienti desktop virtuali. Ma sono disponibili anche strumenti di gestione dei profili utente di terze parti che supportano le organizzazioni che sanno di quali funzionalità di gestione dei profili mobili hanno bisogno.

Non esiste una soluzione per tutti: si tratta di trovare il giusto compromesso tra velocità, gestione, requisiti di archiviazione e le esigenze dell’utente. In caso di problemi, una delle aree più dibattute è se sia necessario compartimentare il profilo per consentire agli utenti di reimpostare rapidamente parti del profilo piuttosto che l’intera entità.

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Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Giornalista

Ha iniziato a lavorare come technical writer e giornalista negli anni '80, collaborando con tutte le nascenti riviste di informatica e Telco. In oltre 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando le innovazioni, i problemi e le strategie vincenti delle imprese nazionali e multinazionali alle prese con la progressiva convergenza tra mondo analogico e digitale. E ancora oggi continua a farlo...

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