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Oss: quali sono oggi i segmenti più maturi

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Oss: quali sono oggi i segmenti più maturi

05 Mar 2010

di Rinaldo Marcandalli

L’offerta open source è ampia e spazia su diverse tipologie di software. Ma quali sono oggi i segmenti più maturi? Quelli sui quali le aziende possono fin da subito trovare soluzioni solide e idonee a rispondere alle loro necessità?

Il miglior modo per valutare maturità e grado di saturazione del mercato delle soluzioni basate su Oss è inquadrarle nello Hype Cycle per l’Oss di Gartner (luglio 2009), vedi figura 1. Naturalmente le più interessanti da considerare sono le componenti Oss che distano meno di 2 anni o fra 2 e 5 anni dall’adozione mainstream. Se cerchiamo quelle che promettono benefici “trasformativi”, o per lo meno alti o moderati, ne esce un quadro come in figura 2.
Fra gli investimenti a 2-5 anni, con alto valore, troviamo Os AD Testing Tools, Os Horizontal Portals, Os Service Management Tools e Os Virtualization Platforms. E con valore medio IT Services for Oss, Linux on 16 to 64 Processors, Os Business Intelligence Tools, Os Content Management, Os Data Integration Tools, Os DBMS, Os Esb, Os Message-oriented Middleware, Os Social Software, OSGi for Application Infrastructure Middleware, Spring.
Con l’ausilio delle ricerche Forrester o Gartner abbiamo approfondito alcune di queste componenti.


 

Figura 1. L'Hype Cycle di Gartner sull'Open Source Software, 2009.
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 Os AD Testing tools
Gartner parla di una penetrazione dal 5% al 20% del target, con alti benefici. Il successo dei browser Eclipse Ide e Mozilla fornisce modelli comuni di integrazione e di uso per questi tool. I testing tool Os portano il classico beneficio di “anticipare la qualità nel ciclo di vita”, riducendo i costi di sviluppo complessivi, con un basso costo del singolo tool Os. Sono “strategici” nella Soa, dove il Roi dipende dalla qualità. Ovviamente occorre far sì che si integrino nella soluzione aziendale di Application Life Cycle Management.


 

Figura 2. I bene fici di soluzioni Oss.
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 Os It Service management tools
Ancora penetrazione dal 5% al 20% del target, ancora alti benefici (sempre Gartner). In molti casi “possono drasticamente ridurre la spesa in licenze e associata manutenzione per l’IT service & operation management. Parliamo degli Os service management tool disponibili come licenze Gnu Gpl o Apache Software License, che forniscono performance, availability, configuration management, help desk, event e service-level management, in modo del tutto confrontabile a quanto offerto dai tradizionali fornitori di It management. Aggiunge Forrester che gli utenti sia nelle medie che nelle grandi aziende guardano a questi tool per risparmiare costi operativi e tempo. Tipicamente sono più “leggeri”, funzionalmente ben mirati e costituiscono “una vera alternativa”.

 Os Virtualization platforms
Una penetrazione dall’1% al 5% sul target, alti benefici, stimati da Gartner. Le piattaforme di virtualizzazione Os avranno un ruolo chiave nel rendere “liberi” gli ipervisori incorporati (con costi associati di implementazione e supporto) per molti nuovi dispiegamenti. “Strategico” il commento Forrester: lo scenario degli ipervisori si è movimentato con gli annunci Citrix (Xen) e RedHat (Kernel Virtual Machine o Kvm), che si aggiungono a OKL4, e OpenVZ , anche se l’effetto a breve non può che ulteriormente frammentare la comunità della Os virtualization nel contrapporsi a VmWare e a Hyper-V di Microsoft. Ma resta un obiettivo: costruire una strategia di management dell’infrastruttura virtuale che contempli il supporto di ipervisori eterogenei, in modo da tener aperta la porta all’ottimizzazione dei costi.

 Os Content management
Benefici moderati, penetrazione dall’1% al 5% sul target (Gartner). Un gruppo crescente di vendor sta puntando alle tecnologie di Enterprise content managememt (Ecm) basate sull’Os: Alfresco, Bricolage, Drupal, Nuxeo, Xaraya. La maggior parte di questi strumenti di Os Ecm richiede che le aziende abbiano skill tecnici e risorse per adattarli ai propri requirement. E una qualche incertezza sulla necessaria quantità di servizi necessari e sulla loro disponibilità ha fin qui limitato le adozioni. Naturalmente l’interesse è nel risparmio sulle licenze, dato il clima economico. Sta accadendo che le iniziative Os Ecm, radicate nelle aziende medie o nei dipartimenti delle grandi, vengono sempre più considerate in alternativa alle licenze commerciali anche nelle grandi. Ciò è possibile se si riuniscono tre condizioni: supporto servizi adeguato, risorse disponibili, maturità del prodotto (Forrester).

 Os middleware
Abbiamo già visto nell’articolo precedente che negli Application Server il supporto convenzionale non è necessariamente migliore di quello Oss: gli utenti delle product line di Jboss/    Redhat hanno livelli di soddisfazione del tutto simili a quelli di piattaforme commerciali come Websphere e Weblogic (Forrester).
Mettendo in un unico “calderone” middleware Relational Data Base (Rdbms), Message oriented middleware (Mom) ed Enterprise Service Bus (Esb) si può dire analogamente con Gartner che “in vari casi i prodotti Oss hanno “spiazzato” alternative close source come standard de facto”.
Os Mom ed Esb sono scelti sempre più frequentemente per i loro bassi costi di acquisizione, flessibilità, facilità d’uso e supporto specifico d’industria. Ci sono dispiegamenti significativi in Web commerce, Pa, distribuzione, travel, telecomunicazioni e manufacturing. Per Progress Software le tecnologie Os Mom e/o Esb sono di base per il lancio dei suoi prodotti close source. Quanto a penetrazione e benefici, Os Mom raggiunge (con Apache, Cisco, iMatix, Progress Software, Red Hat Jboss) da un 5% a un 20% del target e benefici moderati; Os Esb (con Apache, Progress Software, Jboss/RedHat e SeeBeyond/ora Oracle) da un 1% a un 5% del target con benefici pure moderati.
Per gli Os Rdbms (EnterpriseDB; Ingres; MySql/Oracle), c’è una penetrazione dal 5% al 20% del target e sono (solo) moderati i benefici stimati da Gartner, principalmente perché “scalabilità, disponibilità e maturità complessiva ancora non sono al livello dei database proprietari”; e perché molti dei vendor di database administration (per esempio Bmc e Ca) non li supportano ancora. Ma “per uso generale, non mission critical, in particolare per applicazioni Web gli Os Dbms sono un’ottima scelta, offrono un minor Tco, un’installazione semplificata e una solida base di expertise”.

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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