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NetApp Berlino 2015, quale strategia nell’era del digital business

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NetApp Berlino 2015, quale strategia nell’era del digital business

22 Dic 2015

di Riccardo Cervelli

Dati liberi di muoversi in un mondo It eterogeneo e in evoluzione. A Berlino il vendor fa il punto sulla vision Data Fabric e presenta nuove soluzioni che mirano all’implementazione più aperta, efficiente e sicura del modello hybrid cloud. Ottimismo per il business nel Sud Europa

BERLINO – Dimenticatevi di NetApp come un’azienda storage. O meglio, di questa parte di un’infrastruttura It il vendor continua a volersene occupare in modo diretto, ricercando alleanze con chi offre soluzioni negli altri ambiti infrastrutturali come sistemi operativi, virtualizzazione, networking e computing, ma, come dice a ZeroUno, Marc Montiel, Area Vice President Southern Emea dell’azienda, “NetApp è diventata un fornitore di data management”.

Marc Montiel, Area Vice President Southern Emea, NetApp

Ne abbiamo avuto ampia dimostrazione al NetApp Insight 2015 di Berlino, tappa per la regione Emea dell’evento annuale più importante del vendor americano. A metà novembre, nel centro congressi CityCube della capitale tedesca sono state presentate alla platea europea le novità annunciate alla ottobrina edizione di Las Vegas. Ma non sono mancate le prime assolute per supportare un digital business dove i dati devono essere continuamente e velocemente spostati fra ambienti eterogenei e messi in protezione. Alla base di tutta la visione di NetApp, in questi ambiti, ci sono il sistema operativo Clustered Data Ontap, che a Berlino è stato presentato nella sua nuovissima versione 8.3.2, e NetApp Data Fabric, un insieme di visione, soluzioni e servizi per permettere ai clienti di abbracciare il modello Hybrid Cloud. Una soluzione che, a solo un anno dal suo lancio alla NetApp Insight Technical Conference 2014 a Las Vegas, risulta essere già stata abbracciata da molti technology partner e implementata da parecchi reseller presso i loro clienti.

Operazione protezione dati nelle hybrid cloud

Lee Coswell, Vicepresidente Product, Solution and Services Marketing, NetApp

Vediamo dunque le novità. Fra le più importanti iniziamo a segnalare la release 10.2 di StorageGrid Webscale, soluzione di object-storage per creare repository di contenuti grandi, distribuiti e multi-sito. “La nuova versione – ha spiegato Lee Coswell, Vicepresidente Product, Solution and Services Marketing, NetApp – supporta i protocolli Cifs e Nfs, permettendo così di salvaguardare gli investimenti già effettuati in Nas (Network Attached Storage). Inoltre, ora si può integrare l’Api (Application Programming Interface) di OpenStack Swift”. Questo permette agli utenti di StorageGrid Webscale di estenderne l’uso a livello di hybrid cloud scalabili, mantenendo criteri di gestione dei metadati, semplificando le ricerche e consentendo l’uso della tecnologia di ridondanza erasure coding anche a livello globale. Il cloud diventa di conseguenza più idoneo per lo storage dei dati che devono essere conservati a lungo termine.

All’insegna della protezione dei dati in un contesto di cloud ibrido e, comunque, di ambienti multi-sito, anche altri annunci. Il nuovo NetApp SnapCenter, la soluzione al centro del porftolio di software NetApp per il data management, si arricchisce di feature per realizzare copie efficienti dei dati primari a livello di hybrid cloud su larga scala, dal backup al ripristino, al disaster recovery. NetApp SnapCenter offre la possibilità di eseguire backup su NetApp Private Storage e l’integrazione con il software NetApp Cloud Ontap, cioè l’istanza NetApp del sistema operativo Clustered Data Ontap eseguito su Amazon Web Services.

La location del NetApp Insight 2015

Nel corso della manifestazione, NetApp Private Storage viene presentata anche come una soluzione ideale per il cloud storage delle aziende che desiderano essere compliant alle normative che prevedono la conservazione dei dati sensibili in data center nazionali. Una problematica acuita a seguito della recente invalidazione, da parte della Corte di Giustizia Europea, della norma Safe Harbor, che per un quindicennio ha consentito alle aziende europee di trasferire in modo tranquillo i propri dati negli Stati Uniti. Un esempio di utilizzo di NetApp Private Storage per permettere alle organizzazioni di conservare nel proprio paese i dati più confidenziali e sfruttare il public cloud per gli altri, è stato presentato da Darz. Questo service provider tedesco, partner di NetApp, consente ai propri clienti di gestire separatamente i dati affidatigli in funzione delle esigenze di compliance e performance. La soluzione NetApp Private Storage permette di archiviare i dati localmente e di ricorrere all’affitto di server cloud pubblici per supportare il provisioning rapido e la scalabilità dei workload.

Completano le novità per la data protection nel cloud ibrido inediti Professional Services per soluzioni di disaster recovery e il nuovo Intellisnap per NetApp di Commvault. I primi mirano a fornire ai clienti le competenze di cui hanno bisogno per implementare le tecnologie di disaster recovery NetApp MetroCluster o SnapMirror. Commvault Intellisnap è una soluzione di una terza parte che va a sostituire NetApp SnapProtect implementata negli ambienti Commvault, estendendone i benefici.

Ecosistema di partner e Sud Europa

Fra le caratteristiche di NetApp è stata più volte ricordata la collaborazione con partner tecnologici e business partner. Richiesto di commentare la recente acquisizione del competitor Emc da parte di Dell, Montiel ha smentito che NetApp, rimanendo indipendente e completando la propria offerta con quella di alleati, possa essere intimorita: “Semmai – ha dichiarato – sono i clienti di Emc a essere preoccupati. Oggi le aziende cercano di avere più possibilità di scelta ed evitare il più possibile i lock-in”. L’Area Vice President Southern Emea di NetApp, infine, ha fornito un breve quadro del business dell’azienda nel Sud Europa, pur non potendo fornire cifre in quanto il vendor si trovava, al momento dell’incontro, in un “quiet period” prima dell’annuncio di risultati finanziari: “L’area di cui mi occupo ha subìto più di altre i contraccolpi della crisi economica. Lo scorso anno ho visto riprendersi la Spagna, quest’anno la stanno seguendo a ruota la Francia e l’Italia, che in passato ha sofferto in modo particolare. Una delle ragioni della ripresa del business è che in queste nazioni molte aziende hanno atteso a investire nella modernizzazione dei loro sistemi informativi. Ora devono recuperare il tempo perduto, e i Cio e i Cto sono sotto pressione per consentire l’adozione di nuovi modelli di business digitali”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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