L’iperconvergenza in Sparkle: dall’erogazione dei servizi IT interni allo sviluppo di nuovi servizi per i clienti

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L’iperconvergenza in Sparkle: dall’erogazione dei servizi IT interni allo sviluppo di nuovi servizi per i clienti

Nel percorso di trasformazione della propria infrastruttura IT, Sparkle ha introdotto nel 2016 un cluster Nutanix per erogare servizi IT interni. I risultati positivi dell’esperienza hanno indotto l’azienda a portare su iperconvergenza anche un progetto big data e a sviluppare nuovi servizi per i propri clienti basati su questa infrastruttura

03 Gen 2020

di Patrizia Fabbri

È una relazione a due facce quella tra Sparkle e Nutanix perché se la collaborazione è nata per utilizzare l’infrastruttura iperconvergente con hypervisor AHV per l’erogazione di servizi IT interni, la soddisfazione da parte di Sparkle è stata tale che l’infrastruttura viene utilizzata anche per sviluppare servizi per i propri clienti e la collaborazione ha assunto anche la connotazione di vera e propria partnership, con l’offerta del servizio di disaster recovery Nutanix Xi Leap in tutta l’area EMEA dal data center Sparkle a Catania. Per la sua portata innovativa e i vantaggi che ne derivano per il settore TLC, il progetto è stato recentemente premiato come “Best European Project” ai Global Carrier Awards, i principali riconoscimenti del settore wholesale internazionale.

Ma andiamo per ordine. Controllata dal gruppo TIM, Sparkle ha una rete di 530.000 chilometri in fibra ottica con una capacità di trasmissione di 24 terabit (2 milioni di volte di più delle fibre urbane), estesa dal Mar Mediterraneo, all’Oceano Atlantico e Indiano. “In pratica, siamo il ‘braccio armato’ di TIM per tutto quello che riguarda le attività internazionali wholesale”, spiega Francesco Abrusci, Cloud Innovation & Engineering dell’azienda, incontrato alla recente .NEXT Conf, l’evento di Copenaghen che ha riunito partner e clienti europei di Nutanix. Presente in 33 paesi, con 143 PoP, sei data center in Europa, 750 dipendenti e un fatturato di 1,3 miliardi di euro, Sparkle è un fiore all’occhiello del nostro paese, tanto da essere ritenuta un’azienda strategica per l’interesse nazionale ed essere quindi soggetta a Golden Power.

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Francesco Abrusci, Cloud Innovation & Engineering di Sparkle

Scalabilità e facilità di gestione: i must delle soluzioni Nutanix

L’azienda ha iniziato un percorso di trasformazione della propria infrastruttura IT che l’ha portata, nel 2016, alla decisione di introdurre, presso il data center di Catania, un cluster Nutanix per erogare servizi IT interni: “Nel processo di consolidamento delle applicazioni IT abbiamo identificato nell’infrastruttura iperconvergente una possibile soluzione per la migrazione e il consolidamento delle nostre applicazioni”, spiega Abrusci, che aggiunge: “La facilità di utilizzo della piattaforma Nutanix è sicuramente molto importante, ma quello che abbiamo maggiormente apprezzato è la scalabilità della soluzione: la migrazione e il consolidamento delle applicazioni dai nostri sistemi legacy sui quali giravano alla nuova infrastruttura iperconvergente è stata proprio favorita dalla sua scalabilità perché ogni ‘mattoncino’ che veniva aggiunto entrava poi automaticamente in un unico dominio di monitoraggio e gestione in pochissimo tempo, semplificando e velocizzando tutti i processi interni”.

La migrazione ha riguardato anche applicazioni che tre anni fa non erano certificate su Nutanix: “Questo è un elemento che, dal nostro punto di vista, è stato molto sfidante, ma ci ha anche molto entusiasmato – aggiunge Crescenzo Oliviero, Cloud Architect di Nutanix Italia – perché si trattava anche di applicazioni molto complesse. Naturalmente abbiamo effettuato moltissime prove prima di andare in produzione e il successo della migrazione ci ha permesso di dimostrare la resilienza della nostra soluzione”.

foto Crescenzo Oliviero, Cloud Architect di Nutanix Italia
Da sinistra: Crescenzo Oliviero, Cloud Architect di Nutanix; Stefano Castellucci, ICT e Infrastructure Manager di Sparkle; Francesco Abrusci, Cloud Innovation&Engineering di Sparkle

L’azienda ha poi integrato la tecnologia Nutanix con gli strumenti di automazione per la gestione del ciclo di vita del cliente (partendo dal contratto, passando dall’emissione dell’ordine, alla delivery del servizio). “La semplicità degli strumenti di gestione Nutanix Prism, anche per cluster complessi, penso ci darà a breve feedback positivi da parte dei nostri clienti che fanno dell’usabilità dell’interfaccia di gestione uno dei principali requirement. Ci aspettiamo di poter offrire l’interfaccia di gestione direttamente ai nostri clienti finali”, interviene Abrusci precisando che questo progetto, nato ex novo sulla piattaforma iperconvergente, ha impiegato venti giorni per essere messo in produzione dopo la prima installazione: “In una mia precedente esperienza per andare in produzione con la stessa soluzione su sistemi tradizionali abbiamo impiegato sei mesi”.

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Le due aziende non si sono però fermate qui perché gli ottimi risultati ottenuti hanno convinto Sparkle a decidere di portare su Nutanix anche un importante progetto big data: “Il fornitore con il quale stavamo sviluppando questo progetto – spiega Stefano Castellucci, ICT e Infrastructure Manager di Sparkle – era molto poco confidente sul fatto che un’infrastruttura iperconvergente potesse, dal punto di vista prestazionale, rispettare i requisiti richiesti nell’estrazione del dato. Terminato il progetto hanno invece dovuto riconoscere che le prestazioni erano addirittura superiori”.

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Stefano Castellucci, ICT e Infrastructure Manager di Sparkle e Francesco Abrusci, Cloud Innovation & Engineering di Nutanix

Le competenze e i vantaggi economici

La richiesta di competenze per l’implementazione e l’utilizzo di un’infrastruttura iperconvergente è, a detta dei due manager Sparkle, sicuramente inferiore a quella per un’infrastruttura tradizionale in quanto non sono necessarie competenze verticali relative al computing o allo storage. “E questo ha un impatto anche sui costi, aspetto particolarmente importante per una telco, i cui servizi sono vissuti come una commodity. Grazie a una soluzione di questo tipo, invece, riusciamo ad accorpare le competenze, a essere molto più reattivi e a offrire un servizio migliore, costando meno”, precisa Castellucci.

Liberare competenze da attività di scarso valore, oltre a ridurre i costi di questi servizi, permette di pensare a nuovi progetti, come l’esplorazione del mondo della Network Function Virtualization, la nuova frontiera per i carrier che dovrebbe portare i benefici delle Software Defined Network alle telco e ai provider di connettività WAN, ambito nel quale Sparkle e Nutanix stanno collaborando per utilizzare l’hypervisor AHV per le nuove funzionalità di rete.

Collaborazione che offre infine lo spunto ad Abrusci per evidenziare un altro aspetto della relazione: “Siamo sempre stati seguiti con molta attenzione dai tecnici Nutanix, il cui supporto è stato costante non solo nella risoluzione di singole specifiche problematiche, ma proprio nella progettazione di nuovi servizi o nello sviluppo di nuovi progetti”.

Patrizia Fabbri

Direttore responsabile ZeroUno

Patrizia Fabbri è giornalista professionista dal 1993 e si occupa di tematiche connesse alla trasformazione digitale della società e delle imprese, approfondendone gli aspetti tecnologici. Dopo avere ricoperto la carica di caporedattore di varie testate, consumer e B2B, nell’ambito Information Technology e avere svolto l’attività di free lance per alcuni anni, dal 2004 è giornalista di ZeroUno dove è stata prima caporedattore, poi vicedirettore e dal 2020, direttore.

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