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Italtel: ‘monetizzare’ la qualità garantita di interconnessioni Ip

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Italtel: ‘monetizzare’ la qualità garantita di interconnessioni Ip

21 Dic 2011

di Riccardo Cervelli

Lo storico produttore italiano di tecnologie per le telecomunicazioni lancia un’architettura per supportare interconnessioni Ip a qualità garantita e permettere agli operatori di “monetizzare” il servizio offerto

Il riconoscimento di un valore economico al trasporto di traffico Ip a qualità garantita è l’obiettivo degli operatori di telecomunicazioni e dei service provider che forniscono interconnessioni di reti attraverso il protocollo Ip nonché di quelle che utilizzano ancora sistemi diversi e più datati, come il Pstn (public switched telephone network, comunemente utilizzato nella telefonia tradizionale a commutazione di circuito).
Il passaggio alle interconnessioni in modalità esclusivamente “all-Ip” è previsto da una delibera dell’Agcom a partire dal 1° gennaio 2013. Secondo Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel, storica azienda italiana di tecnologie tlc che nel 2011 ha compiuto novant’anni di vita, “questa delibera costituisce una pietra miliare, perché stabilisce che al traffico Ip, nel momento in cui è a qualità garantita, come richiesto nel traffico voce VoIp, va riconosciuto un determinato ammontare economico”. Al metodo di pagamento normalmente impiegato nelle interconnessioni telefoniche e Isdn, basato sui minuti di comunicazione utilizzati, viene a sostituirsi la monetizzazione del servizio di qualità garantita offerto. Un servizio che non può che essere diversificato in funzione delle applicazioni che devono essere supportate, le quali, per esempio, possono avere differenti esigenze in termini di larghezza di banda o latenza.
Per Pileri, quindi, ci troviamo di fronte a uno scenario in cui gli operatori di telecomunicazioni necessitano di valorizzare la capacità di servizio dei propri network, sia al mercato delle aziende sia a quello dei cosiddetti Ott (Over the top), ovvero quei soggetti come Google, Facebook, Apple o Skype che forniscono servizi evoluti agli utenti finali.
Da parte delle aziende, invece, emerge una crescente necessità di utilizzare sistemi di interconnessioni Ip-based a qualità garantita laddove decidano di servirsi, per esempio, di architetture cloud pubbliche o servizi di telepresenza che coinvolgano anche più di due siti. “Il tema dell’interconnessione Ip a qualità garantita – aggiunge l’a.d. di Italtel – richiama quindi il dibattito in corso tra network neutrality e network awareness”. Si tratta di un confronto di lunga data, ma che ora assume un valore di attualità più concreta, fra chi sostiene che gli operatori non debbano entrare nel merito dei contenuti e dei servizi che transitano sulla rete (ma limitarsi semplicemente a vendere interconnessione in modo “neutro”, senza discriminazioni di alcun tipo) e coloro che invece sostengono che debbano essere stabiliti diversi livelli di servizio e relativi costi.
Per essere in grado di fornire il supporto ottimale a certi servizi, le reti di interconnessione devono però introdurre livelli di intelligenza real-time.
In questi giorni Italtel è impegnata nel lancio di una nuova architettura, NetMatch, che è in grado di abilitare questa attività da parte di operatori tlc, service provider e grandi organizzazioni, e come si può evincere anche dal nome, si propone di garantire la fornitura delle interconnessioni Ip ottimali in base alle necessità dei singoli tipi di traffici, fra i quali VoIp, cloud, video streaming di tipo unicast, solo per fare degli esempi. Questo non solo a livello di reti fisse, ma anche mobili, che soprattutto dopo le assegnazioni delle frequenze Lte (Long term evolution), sono particolarmente impegnate a migrare dalle tecnologie tradizionali di tipo Tdm (Time division multiplexing) a quella Ip.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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