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Analisi

Il punto sulla virtualizzazione mobile

Alcuni analisti ritengono che, forse, il 2012 sarà l’anno delle prime concrete sperimentazioni della virtualizzazione su smartphone e cellulari di nuova generazione utilizzati anche a scopi aziendali. Forse, perché ancora non ci sono soluzioni disponibili per iPhone e questo è un grosso deterrente.

25 Gen 2012

di redazione TechTarget

La virtualizzazione dei dispositivi senza fili è stata una delle tendenze mai veramente esplose nel settore IT negli ultimi 4 anni.
Virtualizzare i telefoni di lavoro e gestire separatamente profili personali e professionali all’interno dello stesso dispositivo è una buona abitudine che, di fatto, non ha mai preso veramente piede. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che, tre anni fa, quando si è iniziato a parlare di queste problematiche, BlackBerry. Android e iPhone erano sono nelle fasi iniziali di adozione.

Ma le cose sono profondamente cambiate e, ora, i dipendenti utilizzano sempre più spesso lo stesso dispositivo consumer per il lavoro e la vita personale.

La tendenza BYOD (Bring Your Own Device) offre ai vendor la speranza che il 2012 sarà l’anno in cui i professionisti IT finalmente implementeranno a pieno titolo la virtualizzazione mobile in azienda. «È irragionevole chiedere all’IT di gestire singolarmente questi dispositivi – ha detto Hoofar Razavi, direttore product management per i dispositivi mobile di VMware -. L’unico modo per risolvere questo problema è quello di separare l’IT dal dispositivo».

Diversi reparti IT abituati a gestire apparati senza fili sostengono di essere pronti per la virtualizzazione mobile ma di non aver ancora avuto la possibilità di testarla in pratica.

Approcci alla virtualizzazione mobile

Molti sviluppatori di piattaforme di virtualizzazione degli apparati senza fili, tra cui Citrix, Red Bend e VMware, propongono approcci simili. Tutte e tre le aziende offrono, infatti, un ambiente Cloud-based con configurazioni personali, applicazioni e dati che gli utenti possono caricare e scaricare da un unico dispositivo. Il profilo personale è memorizzato localmente sul telefono e il profilo aziendale (insieme a tutti gli altri profili) è memorizzato virtualmente.

Il Project Orizon di VMware si basa sulla sua piattaforma di virtualizzazione mobile, un hypervisor di tipo II che viene eseguito come uno strato applicativo sopra il sistema operativo esistente. VMware collabora con produttori di telefoni cellulari di nuova generazione per costruire il suo hypervisor mobile ma pare intenzionata a concentrandosi solo su Android. VMware e LG Electronics hanno introdotto lo scorso dicembre un telefono virtualizzato Android, che dovrebbe essere disponibile sul mercato nei primi mesi dell’anno.

Anche Citrix e Red Bend stanno lavorando con i produttori di telefoni cellulari. Entrambe le piattaforme sono costruite su un hypervisor di tipo I o “bare metal”, il che significa che la virtualizzazione è integrata nell’hardware del dispositivo. Il vantaggio è l’ottimizzazione dei driver dei device unita al fatto che il sistema operativo può offrire configurazioni di profili multipli. Inoltre, gli hypervisor di tipo I sono anche più veloci e hanno meno latenza di quelli del tipo II. “La differenza per l’utente finale è che non si sente alcun ritardo e l’ambiente virtuale verrà percepito come una parte naturale del dispositivo”, ha dichiarato Roger Ordman, direttore marketing di prodotto per la piattaforma di virtualizzazione mobile vLogix di Red Band.


Virtualizzazione mobile, perché no?

Anche se la tecnologia è disponibile, questo non significa la soluzione sarà ampiamente adottata. Solo il 9% degli intervistati nel corso della Global IT Priorities Survey di TechTarget ha indicato la virtualizzazione mobile come una priorità per il 2012. Il basso interesse per questa tecnologia è comprensibile, visto che è ancora nella sua fase iniziale. Inoltre, le soluzioni per virtualizzare i dispositivi senza fili, fondamentalmente iniziano e terminano con i dispositivi Android.


Oggi, la piattaforma Horizon di VMware è limitata a agli smartphone Android di LG e Samsung sulle sole reti Verizon e Telefonica. Anche la soluzione di Red Bend è limitata ai dispositivi Android e la strategia di virtualizzazione di Citrix per telefonia mobile ha anche alcune limitazioni a livello hardware (è attualmente offerta solo su Droid4, lo smartphone Android di casa Motorola). L’applicazione Citrix Receiver è, invece, disponibile su diversi sistemi operativi mobile.

Sia VMware, che Red Bend e Citrix hanno detto o che non supportano i dispositivi Apple o che stanno al momento collaborando con Apple per farlo. È opinione diffusa di parecchi analisti che, poiché Apple controlla strettamente sia il software che l’hardware del suo iPhone, è probabile che non avremo mai la virtualizzazione per questi apparati. E finché l’iPhone di Apple non è incluso in un programma di virtualizzazione mobile, la maggior parte dei professionisti IT si dice convinta che questa tecnologia non prenderà piede in azienda.    

redazione TechTarget

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