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I 10 trend tecnologici che influenzano il lavoro dell’IT

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Tendenze

I 10 trend tecnologici che influenzano il lavoro dell’IT

Il decalogo lo ha stilato l’analista Gartner, nelle parole del suo vice president Dave Cappuccio. Dalla consumerizzazione ai big data, passando attraverso l’informatica fabric e i data center “infiniti”, tutto quanto ha un impatto sul ruolo degli specialisti informatici. Qualcosa su cui riflettere…

18 Giu 2012

di Redazione Digital4

Trend come il Cloud computing, i big data e i datacenter fabric* stanno iniziando a cambiare il modo in cui professionisti IT svolgono il loro lavoro e i problemi che quotidianamente devono affrontare.

Dave Cappuccio, vice president di Gartner, ha stilato un decalogo delle tendenze tecnologiche che avranno più impatto, nei prossimi mesi, sull’organizzazione IT. Eccolo.


1. Consumerizzazione e tablet. L’avvento dell’iPad nel 2010 ha colto di sorpresa i reparti IT visto che nessuno si aspettava l’esplosione di popolarità che questi dispositivi senza fili avrebbero avuto all’interno delle imprese.

L’aumento dei tablet ha costretto l’IT a ripensare il modo in cui vengono sviluppate le applicazioni, sostiene Cappuccio. “Le suite applicative monolitiche di un singolo vendor vengono progressivamente abbandonate in favore di quelle che governano una specifica funzione, di quelle location-specific e di quelle che si occupano di specifici contenuti… i tablet non rappresentano, come si pensava inizialmente, un sostituto del PC ma uno strumento per eseguire applicazioni specifiche, con contenuti specifici e non… i tablet sono, quindi, non un sostituto del PC ma, in alcune situazioni, uno strumento che ne potenzia la portata”.

2. Il data center “infinito”. La tendenza a “riutilizzare quello che si ha in casa” è iniziata qualche anno fa, quando l’economia ha subito un brusco arresto e il budget di spesa da convogliare verso i nuovi datacenter si sono prosciugati.

“Ma investire in nuovi server a maggiore efficienza energetica – conferma l’analista – può contribuire a ridurre drasticamente i costi operativi e aumentare la potenza di calcolo rimandando la necessità di rinnovare in toto il vetusto centro dati. Così anche datacenter di modeste dimensioni sono in grado di far risparmiare centinaia di migliaia di dollari ogni anno. Non si tratta solo di valutare il PUE (Power Usage Effectiveness, efficienza dell’utilizzo della corrente elettrica – ndr), ovvero di stabilire quanto è efficiente il vostro data center oggi. L’efficienza IT è parte dell’equazione e finalmente stiamo iniziando a vedere una maggiore attenzione verso questi aspetti”.

3. Gestione delle risorse. La filosofia “se non è rotto, non aggiustarlo” finirà per costare di più alle imprese nel lungo periodo perché un server completamente ammortizzato è, in generale, un server inefficiente, sostiene Cappuccio.

Un server di nuova generazione, che utilizza la metà dell’energia ed è più potente con un ingombro inferiore, dovrebbe solitamente essere acquistato prima del completo ammortamento di una macchina di generazioni precedenti. L’analista sostiene anche che i carichi di lavoro sui server virtualizzati solitamente possono essere potenziati a fronte di un piccolo aumento del consumo energetico.

4. Mobilità e Cloud personale. La nuvola personale finirà a breve per sostituire il PC, perché gli utenti vogliono accedere ai dati e alle applicazioni con qualsiasi dispositivo abbiano a portata di mano, rendendo il “box standalone” di un PC ormai obsoleto. “I consumatori stanno guidando il trend e non è possibile fermare questa ondata di dispositivi personali che entra sul posto di lavoro. Quello che si può fare è cercare di indirizzare gli utenti nella giusta direzione”, ha detto Cappuccio.

5. Cloud ibridi. Fino al 2013, il 60% dell’adozione del cloud computing avrà la forma di applicazioni esistenti trasferite al di fuori del datacenter. Nel 2014, l’80% delle iniziative cloud sarà costituita dall’esplorazione delle opzioni di cloud privati e ibridi, si dice convinto l’analista.

Le imprese hanno bisogno di capire a fondo le proprie applicazioni “mission critical” per comprendere in che misura potranno essere spostate sulla nuvola. Il calcolo “ciò che non è necessario, non critico, conviene delegarlo ad altri” può essere un’ottima base di partenza, si dice convinto Cappuccio.

6. Datacenter fabric. La progressiva diffusione del fabric computing porterà alla generale creazione di “pool di risorse” che possono crescere in verticale fino a quando la potenza di calcolo non sarà saturata. A quel punto, si potrà passare alla creazione di un altro pool di risorse, anticipa Cappuccio.

I server saranno visti più come componenti di un rack IT che è, a sua volta, parte di un tessuto di risorse IT più ampio. L’idea è di costruire “un ambiente che sia facile da gestire e far evolvere. Facile da gestire in teoria. E focalizzato sulla scalabilità verticale”, mette in guardia l’analista. In futuro, un ambiente fabric sarà in grado di spostare carichi di lavoro diversi su cluster differenti, in base a regole fissate dall’IT.

7. Complessità dell’IT. La crescente complessità del paesaggio tecnologico fa sì che l’IT abbia bisogno di più operatori “generalisti”, ovvero di persone dotate di una vasta gamma di competenze, piuttosto che di “isole di intelligence” all’interno di una comunità nella quale il personale è specializzato in applicazioni, storage o rete, sostiene Cappuccio.

8. Grandi dati, grandi problemi. La sovrabbondanza di dati, a volte nell’ordine dei petabyte e per la maggior parte non strutturati, rende il loro governo una sfida snervante per chi è incaricato di elaborare le informazioni allo scopo di scovare le opportunità di mercato.

9. La fine del service desk. La consumerizzazione ha fatto sì che gli utenti, sempre più smart, tendano progressivamente a bypassare il service desk aziendale e a rivolgersi sempre più spesso ad amici e forum online. Ancora oggi, sostiene Cappuccio, nonostante la progressiva estensione delle policy di sostegno al BYOD, la responsabilità della manutenzione dei dispositivi è una questione piuttosto fosca.

10. Reti virtuali e software defined. La rete deve supportare un numero sempre più eterogeneo ed elevato di dispositivi e questo compito diviene di giorno in giorno più complesso.

La flessibilità diviene, quindi, un plus notevole per il quale i modelli di routing e i carichi di lavoro possono essere spostati automaticamente in base a regole predefinite. “I segnali indicano che le reti basate su software, in cui apparati eterogenei possono essere gestiti da un’applicazione, prenderanno sempre più piede nel corso dei prossimi anni”, sostiene Cappuccio.

 


*L’informatica fabric o lo unified computing prevedono la creazione di un pool di risorse di calcolo costituito da nodi interconnessi che, se visti da una certa distanza, assomigliano alla trama di un tessuto.

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Redazione Digital4

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