Hyperconverged Infrastructure Software, le aziende di riferimento secondo Gartner | ZeroUno

Hyperconverged Infrastructure Software, le aziende di riferimento secondo Gartner

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Hyperconverged Infrastructure Software, le aziende di riferimento secondo Gartner

Oltre a nomi assai noti come Nutanix, VMware e Microsoft, nell’ultimo Magic Quadrant di Gartner focalizzato sulle soluzioni iperconvergenti sono presenti altre 7 aziende che si posizionano tra i cosiddetti “operatori di nicchia”. Ecco una mappa ragionata per orientarsi nella scelta dei vendor di software HDI, potendo valutare elementi di forza e punti da migliorare per una selezione più consapevole della tecnologia che fa al caso proprio

03 Giu 2021

di Carmelo Greco

I software iperconvergenti o Hyperconverged Infrastructure (HCI) software sono una tecnologia ormai matura. Per comprendere la novità che portano nel mondo IT a paragone del concetto tradizionale di integrazione, è utile fare riferimento agli elementi che li caratterizzano nel contesto di un modello sempre più diffuso fondato sull’as a Service e sulle architetture IT software-defined, come abbiamo già avuto di sottolineare su ZeroUno. Secondo la definizione di Gartner, “il software di infrastruttura iperconvergente fornisce elaborazione, storage, networking e gestione (cloud) associata in modo virtualizzato e da un’unica istanza in esecuzione sull’hardware del server”. Nel suo più recente Magic Quadrant incentrato sui software HCI e risalente al dicembre scorso, è stato proprio Gartner a ricordare la maturità di questa tipologia di piattaforma. Apparsa sul mercato una decina di fa, all’inizio era una soluzione alternativa ad array di storage costosi e complessi per ambienti VMware, poi ha preso una strada autonoma e distinta rispetto agli Hyperconverged Integrated System (HCIS). I sistemi HCIS, ai quali infatti Gartner dedica delle ricerche ad hoc, sono sostenuti da fornitori di hardware, mentre le architetture HCI vengono offerte da fornitori di software. Ecco perciò qual è la classifica nel Magic Quadrant focalizzato su queste ultime.

Le 10 aziende del Magic Quadrant di Gartner per le soluzioni HCI

Come noto, ogni Magic Quadrant di Gartner è suddiviso in quattro parti: leader, sfidanti, visionari, operatori di nicchia. In ciascuna sezione le aziende vengono posizionate in base a diversi criteri di inclusione ed esclusione sia funzionali sia commerciali, nonché a criteri di valutazione che comprendono capacità di esecuzione e completezza di visione. I vendor inclusi nel Magica Quadrant HCI sono in tutto 10 e occupano 3 dei 4 “spicchi” del quadrante: leader, visionari e operatori di nicchia. Nessuno tra quelli considerati si trova tra gli “sfidanti”.

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Datacenter
Hybrid cloud

Tra i leader rientrano soltanto Nutanix e VMware.

Nutanix

La posizione tra i leader di Nutanix è dovuta a un’offerte di funzionalità software HCI e di servizi dati completa per le implementazioni on-premise e su cloud pubblico. Tra i punti di forza Gartner evidenzia una base installata tra le più grandi a livello globale, il fatto che i software e i servizi HCI siano supportati in ambienti cloud pubblici tramite Nutanix Clusters e che la soluzione supporti più hypervisor, coprendo un’ampia varietà di use case del cliente.

Tra i punti da migliorare c’è la circostanza che, trattandosi di una soluzione premium, potrebbe non essere quella più economicamente conveniente per la scalabilità e le implementazioni edge. Inoltre, Nutanix Clusters è un’offerta relativamente nuova che necessita del cloud pubblico Amazon Web Services (AWS). Infine, poiché i software HCI non generavano ricavi sufficienti per l’azienda, era prevista l’anno scorso la nomina di un nuovo CEO. Cosa effettivamente avvenuta con l’ingresso il 10 dicembre 2020 di Rajiv Ramaswami in qualità di presidente e nuovo CEO dell’azienda.

VMware

Il VMware vSAN fornisce una soluzione di software HCI come parte di un ampio portafoglio di prodotti che si estende fino alla gestione delle applicazioni virtuali on-premise, in cloud e a livello edge. I principali punti di forza includono anzitutto la progettazione congiunta del supporto del cloud ibrido con provider di cloud pubblici come AWS, Azure, GCP, Oracle Cloud, Alibaba Cloud e IBM Cloud; in secondo luogo, un’importante base installata di software VMware che garantisce un ampio pool di professionisti con competenze negli strumenti di gestione VMware; infine, la solidità di un’azienda da 11 miliardi di dollari che abbatte i rischi di supporto rispetto a fornitori più piccoli.

Le offerte di VMware sono tra le più care sul mercato e questo rappresenta il primo punto da migliorare in termini di competitività incentrata sui costi. Il secondo aspetto da migliorare riguarda la complessità di configurazione di vSAN, seguito, in ultimo, dal limite di avere soltanto ESX come hypervisor.

Microsoft

L’unica azienda a occupare la sezione dei visionari è Microsoft.

L’Azure Stack HCI è un prodotto in fase di transizione che non è incorporato ancora nel sistema operativo Windows. Ciò non toglie che Microsoft possa assicurare alle organizzazioni un portafoglio completo di soluzioni edge, data center core e cloud, con molti componenti comuni e strumenti di gestione familiari. Il secondo punto di forza è dato dal fatto che il prodotto offra una gestione comune con Azure Cloud Platform e la possibilità di utilizzare servizi cloud Azure quali replica, backup e Kubernetes. In aggiunta, Azure Stack HCI è supportato da un’ampia gamma di sistemi di fornitori ed è disponibile attraverso la ricca selezione di partner e system integrator di Microsoft.

Tra gli aspetti da migliorare, Gartner segnala la scarsa conoscenza della soluzione, commercializzata e differenziata in modo insufficiente nell’ampio portafoglio della multinazionale. Analoga comunicazione non del tutto chiara interessa la nuova versione Azure Stack HCI 20H2, diversa da Azure Stack HCI, sulla quale non vi sono indicazioni adeguate nel caso in cui i clienti volessero fare un passaggio da una versione all’altra.

Gartner Hyperconverged Infrastructure

Gli operatori di nicchia

I rimanenti 7 vendor presenti nel Magic Quadrant, collocati tra gli operatori di nicchia, sono: DataCore Software, HUAYUN Data Group, Pivot3, Sangfor Technologies, Scale Computing, StarWind e StorMagic.

DataCore Software – La soluzione SANsymphony viene utilizzata principalmente per use case mission-critical, core IT ed edge. Pioniere nella virtualizzazione dello storage, DataCore integra lo storage iperconvergente con lo storage area network (SAN) e i server, oltre a supportare lo scaling indipendente delle risorse di elaborazione e storage. Propone in sostanza una valida gamma di servizi di dati e soluzioni competitive, tra cui una configurazione a due nodi ad alta disponibilità per sale computer di uffici remoti e filiali, implementazioni edge e data center soprattutto a favore di PMI. Per quanto attiene ai punti da migliorare, al primo posto c’è la limitata brand awareness e la presenza nei soli mercati europeo e statunitense, al secondo un processo di aggiornamento più complesso rispetto ad altri fornitori, al terzo il dimensionamento delle installazioni HCI quasi esclusivamente sulle esigenze di imprese piccole e medie.

Huayun Data Group – ArcherOS e Maxta HCI si concentrano principalmente su use case di cloud, core IT e infrastruttura desktop virtuale. Si tratta di prodotti che HUAYUN Data Group vende come licenza perpetua una tantum, il che può risultare interessante per acquirenti più attenti ai costi come quelli di alcuni mercati emergenti. Inoltre, l’azienda è in grado di fornire una soluzione High Availability (HA) con un cluster a due nodi in una configurazione attiva/attiva che si aggiunge a un’offerta estesa che abbraccia backup sul cloud, Virtual Desktop Infrastructure con GPU multipla e strumenti come ArIQ e Archer CloudSuite per il monitoraggio operativo automatizzato e la gestione del cloud.

Huayun Data Group ha una ridotta diffusione al di fuori della Cina e, in più, chi cerca una soluzione per diverse aree geografiche potrebbe essere confuso dall’utilizzo di entrambi i marchi ArcherOS e Maxta per diversi Paesi. Problemi ulteriormente acuiti dalla scarsa notorietà del brand.

Pivot3 – La soluzione software HCI di Pivot3, Acuity, è progettata per carichi di lavoro, mission-critical e su larga scala, basati su video, analisi, sorveglianza, VDI e visualizzazione. Queste caratteristiche la rendono ideale per use case come la sicurezza e la sorveglianza, tanto che Pivot3 ha installato con successo impianti HCI che coprono aeroporti, campus, casinò, città, strutture federali e strutture di transito. Anche le tecnologie di automazione e intelligenza artificiale previste aiutano a facilitare la gestione da parte di utenti non tecnici.

I suoi punti di forza sono gli stessi che potrebbero rendere meno interessante il software HCI di Pivot3 rispetto a soluzioni più economiche per use case che non sono ritenuti mission-critical o di scala più ridotta. Anche se Pivot3 può essere acquistato tramite Lenovo, questo supplisce parzialmente al suo poco riconoscimento come marchio. Infine, potrebbe essere scartata come soluzione al di fuori della videosorveglianza o della VDI, pur essendo praticabile al di fuori di questi use case.

Sangfor Technologies – Il software HCI di Sangfor è progettato per la modernizzazione dei data center, le applicazioni aziendali, la trasformazione del cloud, la VDI, il backup e il disaster recovery. Grazie al proprio hypervisor, è un’alternativa sicura, gestita e competitiva per le PMI. In particolare, le imprese cinesi, dove si registra più dell’80% delle vendite, possono beneficiare di un’organizzazione di supporto matura. Inoltre, Sangfor ha sviluppato un approccio verticale sul mercato, creando partnership con Indipendent Software Vendor (ISV) con cui soddisfare le esigenze di diverse realtà presenti in Cina e in altri Paesi.

Ciò non toglie che le risorse di supporto potrebbero essere limitate al di fuori del continente asiatico e non sempre idonee nelle aree EMEA e APAC. Un punto da migliorare che si riverbera anche nella capacità di integrazione limitata ai partner del proprio ecosistema di cui, fra l’altro, non fanno parte posizioni edge.

Scale Computing – Il prodotto HC3 di Scale Computing si concentra principalmente sugli use case edge, core IT e VDI. Tra i punti di forza, un’offerta di soluzioni estremamente economiche che richiedono un investimento hardware limitato per le posizioni edge. La qual cosa, secondo Gartner, fa apprezzare Scale Computing nelle valutazioni tra pari, anche in virtù degli investimenti dell’azienda nella facilità d’uso e nella gestione zero-touch per consentire ai clienti di avere infrastrutture e applicazioni ampiamente distribuite.

Rientrano, invece, tra i punti da migliorare l’utilizzo del proprio hypervisor basato su KVM, con l’impossibilità perciò di trasferire competenze e licenze esistenti. Così come il riconoscimento limitato del marchio e il fatto che nella sua offerta le organizzazioni che desiderassero avere un’unica soluzione core-to-edge-to-cloud non la troverebbero.

StarWind – L’HyperConverged Appliance (HCA) di StarWind è incentrato principalmente su use case edge e mission-critical per data center distribuiti e incarna un prodotto completo in grado di affrontare la maggior parte degli scenari di use case. Tant’è vero che può vantare uno dei punteggi più alti per la soddisfazione complessiva del cliente, comprese le PMI che possono avvalersi di un’opzione di prezzo/prestazioni particolarmente interessante. Ciò premesso, persistono limiti dimensionali e in termini di ricavi e copertura geografica che possono impedire all’azienda di farsi strada nel mercato globale. Anche le implementazioni, poiché tendono a essere più piccole di quelle della concorrenza, fanno sì che StarWind risponda soltanto alle esigenze delle aziende di fascia media. Infine, va notato che StarWind non offre un bundling HCI preintegrato da parte dei principali produttori Original Equipment Manufacturer (OEM) di server.

StorMagic – L’ultima realtà inserita da Gartner tra gli operatori di nicchia del suo Magic Quadrant HCI sta guadagnando terreno costantemente per lo use case del data center edge attraverso il rapporto tra OEM, HPE e Lenovo. I clienti la considerano una delle soluzioni più convenienti per le distribuzioni di HCI edge, remote office/branch office (ROBO) o scalate. In più, StorMagic consente di utilizzare qualsiasi hardware del server, di supportare più hypervisor e nodi eterogenei, nonché di aggiungere nodi solo di elaborazione, senza licenze aggiuntive. Al di fuori del Nord America e dell’Europa, la poca conoscenza del marchio influisce sulla capacità di raggiungere e supportare i clienti. Anche laddove è maggiormente presente, comunque, alcuni clienti hanno lamentato lentezza e inefficienza in fatto di servizi di assistenza. Per finire, poiché StorMagic non è progettato per data center core o implementazioni cloud di grandi dimensioni, non dispone di tutte le funzionalità HCI enterprise, come la riduzione dei dati, le snapshot, la replica remota, l’integrazione cloud ibrida e le funzioni di intelligenza artificiale.

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Carmelo Greco

Giornalista

Giornalista professionista, si occupa come freelance e formatore di temi connessi all’innovazione digitale, all’economia civile e alle trasformazioni del mercato del lavoro. È anche autore di opere teatrali e di narrativa. Ultimo romanzo pubblicato, Focara di sangue, Edizioni Fogliodivia, 2020.

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