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Su quali Multiexperience Development Platform puntare secondo Gartner

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Su quali Multiexperience Development Platform puntare secondo Gartner

Diventa sempre più essenziale poter offrire interazioni multidevice, multitouchpoint e multimodali e, per poterlo fare nei vorticosi tempi richiesti dal mercato, servono le Multiexperience Development Platform. Gartner nel suo Quadrante Magico, il secondo dedicato a queste soluzioni, disegna uno scenario in evoluzione con 4 leader ben affermati ma interessanti e innovative proposte anche dagli altri protagonisti. È la dimostrazione di un mercato emergente che nei prossimi 2-5 anni subirà una forte accelerazione

28 Mag 2021

di Marta Abba'

Le mobile app, le reactive web app, le progressive web app, i chatbot e le app vocali sono il minimo che ci si aspetta in un’economia sempre più anche forzatamente digitale e chi le deve fornire si trova ad affrontare complessità e sfide tecnologiche ambiziose per garantire all’utente un viaggio multiexperience. Per rispondere al bisogno e al desiderio di interazioni multidevice, multitouchpoint e multimodali nei tempi oggi richiesti dal mercato, le aziende si affidano alle Multiexperience Development Platform (MXDP). Gartner prevede che entro il 2024 una su tre le utilizzerà per supportare i propri team IT e business e pubblica il Magic Quadrant Multiexperience Development Platform offrendo indicazioni utili per i decision maker alla ricerca delle migliori soluzioni MXDP.

Multiexperience Development Platform: perché servono

Prima di esplorare le migliori soluzioni proposte sul mercato, è fondamentale chiarire cosa ci si può aspettare dalle Multiexperience Development Platform e come possono essere utili ad un’impresa che si trova a dover rispondere in modo rapido ed efficiente ad un utente alla ricerca di esperienze distintive che abbracciano più dispositivi, punti di contatto digitali e modalità di interazione.

Invece di utilizzare una serie di diversi framework UX indipendenti, a scapito della produttività, i developer con una MXDP possono contare su un insieme integrato di strumenti di sviluppo front-end e servizi “back end for front end” (BFF) per la realizzazione distribuita e scalabile (in termini di team e architettura) di app adeguate agli obiettivi aziendali con UX sofisticate e che prevedono più touchpoint digitali e modalità di interazione. Queste piattaforme non si limitano ad aggregare una serie di servizi e strumenti ma, come vedremo, si propongono anche come consulenti offrendo alcuni approcci predefiniti allo sviluppo per garantire coerenza e produttività.

Le 4 migliori soluzioni di MXDP del 2020 secondo Gartner

Nel quadrante dedicato ai leader del settore quest’anno fa il suo ingresso SAP che nella precedente edizione era classificata come challenger ma che ha ultimamente dimostrato come gli altri tre protagonisti (Mendix, Outsystem e Salesforces) non solo una sana crescita ma anche forti capacità di sviluppo di mobile app e web e una visione di prodotto convincente.

Ecco i punti di forza e le criticità delle 4 soluzioni Multiexperience Development Platform scelte da Gartner:

Mendix

Acquisita da Siemens, Mendix propone una MXDP che offre una stretta integrazione con Siemens MindSphere e fornisce un modello basato su API e SDK per la personalizzazione

Punti di forza

Funzionalità MASA avanzate che permettono agli sviluppatori di utilizzare un insieme condiviso di servizi app per fornire UX su misura attraverso ogni touchpoint del customer journey

Ambienti separati per sviluppatori beginners (Mendix Studio) e professionisti (Mendix Studio Pro) e l’opportunità di attingere all’esperienza Siemens in ambito AI e 3D.

Modello di business ambizioso che fa leva sulla potenza dei canali commerciali di Siemens per raggiungere una clientela diversificata e geograficamente ampia.

Criticità

Strategia di marketing troppo focalizzata su un target non professionista e sullo sviluppo low-code che mette in ombra la sua offerta MXDP

Servizi AI e framework UI conversazionali supportati da API vincolanti e connessi a Mendix Conversation Framework, ma su Mendix App Store sarebbero in arrivo servizi di elaborazione del linguaggio naturale e di comprensione del linguaggio naturale (NLP/NLU) sempre più richiesti dal mercato

Presenza geografica limitata, fortemente concentrata su Stati Uniti ed Europa con una totale assenza di uffici e personale in America Latina e un timido e recente inizio di espansione in Asia/Pacifico. La sfida oggi sta nel saper sfruttare appieno la portata globale di Siemens

OutSystems

OutSystems, con la sua omonima piattaforma, supporta l’intero ciclo di vita del web, delle progressive web app e delle applicazioni mobile utilizzando un’architettura modulare. Nel Quadrante Magico risulta il leader con la miglior capacità di execution.

Punti di forza

Ampiezza delle funzionalità del prodotto in grado di supportare un vasto scenario di casi d’uso MX grazie all’estensibilità della sua architettura di piattaforma e alla possibilità sia di generare codice che di aggiungere moduli creati nel codice e attraverso l’uso di SDK.

Rapporto qualità prezzo apprezzato, grazie a una ricca proposta di modelli di abbonamento basati su utente o utilizzo e la capacità di rispondere in modo puntuale alle promesse di implementazione fatte in fase di vendita.

Reattività nelle prestazioni e verso il mercato grazie ad una ampia e attiva community di sviluppatori, per integrare la propria offerta, e ad apprezzati servizi di supporto, distribuzione e formazione.

Criticità

Strategia di marketing confusa che posiziona la OutSystem come fornitore di LCAP costringendo i potenziali clienti a scandagliare a fondo la sua offerta per scoprire le funzionalità AI, IoT e MX di cui è in cerca

Scarsa assistenza ai clienti che chiedono un migliore accesso al supporto tecnico lamentando una bassa qualità della community di utenti e/o sviluppatori di pari livello del fornitore e una carente disponibilità di risorse di terze parti di qualità.

Funzionalità AR/VR limitate, principalmente supportate attraverso un’integrazione con Wikitude per dispositivi mobile e cuffie AR, poco utilizzate per wereables e con performance non soddisfacenti

Salesforce

Con la piattaforma Salesforce Customer 360, l’azienda si posiziona come miglior leader a livello di completezza di visione e si rinforza ulteriormente grazie a nuove partnership globali con i principali fornitori di cloud come Alibaba, Amazon, Apple, Google e Microsoft.

Punti di forza

Ampia varietà di approcci low code per lo sviluppo di web app, mobile app e chatbot che garantisce agli sviluppatori una buona esperienza d’uso arricchita dall’offerta di formazione disponibile nella sua community Trailhead

Forte comprensione del mercato grazie ad una piattaforma flessibile e a soluzioni anche di settore per beni di consumo, manufactoring, vendita al dettaglio, servizi finanziari, sanità, non profit e università finalizzate a favorire un’implementazione di multi-experience più rapida e semplice

Propensione all’innovazione, dimostrata incorporando funzionalità AI per permettere agli sviluppatori di creare app conversazionali AI-powered e lanciando nuove caratteristiche come Vision e Search che, assieme a Einstein Voice e Skills Builder, possono essere aggiunte alle app MX costruite sulla piattaforma.

Criticità

Servizi AI poco competitivi e non in grado di soddisfare le esigenze e le aspettative di chi cerca un set più completo di servizi API NLP per lo sviluppo di app conversazionali. Salesforce Einstein Sentiment e Einstein Intent non reggono il confronto rispetto alle offerte dei competitor.

Funzionalità AR/VR limitate e vincolate al servizio Einstein Vision le cui API sono attualmente adatte solo a pochi casi d’uso (vendita, supporto e marketing)

Offerta frammentata e confusa derivante da una mancanza di strategia di piattaforma con prodotti presentati in maniera poco coerente che costringe gli utenti a dover decifrare le opzioni a disposizione.

SAP

La visione di SAP per la sua MXDP SAP Cloud Platform Extension Suite negli ultimi anni, grazie ad un focus sia su tecnologie standard interne che di terze parti, ha compiuto una notevole evoluzione che gli è valsa la “promozione” da challenger a leader.

Punti di forza

Rapporto qualità-prezzo e flessibilità dei contratti molto apprezzati dai clienti SAP Cloud Platform che nel 2019 sono aumentati del 15%, utilizzando nella maggior parte dei casi le funzioni MXDP attraverso licenze offerte sia in modalità a consumo che in abbonamento

Architettura di servizi MX universale basata sul SAP Cloud Application Programming Model (CAP) che consente un modello di progettazione cloud-native BFF in grado di supportare lo sviluppo di app customizzate

Innovazione continua, grazie ad un’architettura flessibile basata su microapp e SDK che consentono produttività e versatilità, e alla possibilità di utilizzare SAP Conversational AI per costruire interfacce conversazionali guidate da ML con più di 17 chat e piattaforme di assistente personale virtuale integrate.

Criticità

Carente nella progettazione UX essendo le librerie, i modelli e le app Fiori di SAP principalmente rivolti alle app interne. I clienti, per sviluppare le proprie, devono utilizzare strumenti di terze parti.

Supporto clienti carente di pacchetti di supporto e di risorse certificate per lavorare con i team di sviluppo invece fortemente richiesti da chi si trova ad affrontare nuove sfide in tempi stretti e con obiettivi ambiziosi .

Strategia di marketing volubile: SAP ha continuato a cambiare i nomi dei prodotti che compongono la sua MXDP mantenendo un approccio strategico e commerciale frammentato che porta i clienti ad una visione parziale dell’offerta.

Tra new entry ed ex leader lo scenario MXDP è vario e volubile

Gli altri protagonisti del panorama dell’offerta di Multiexperience Development Platform si distribuiscono tra challenger, visionari e player considerati ancora “di nicchia” per la loro debole visione e la scarsa capacità di esecuzione. E’ comprensibile che in questa ultima categoria si situino le aziende che entrano nel Quadrante Magico per la prima volta come XOne, piccola, presente quasi solo in Europa e focalizzata principalmente sul web e sulle mobile app, Neptune, apprezzata per l’attenzione e gli strumenti dedicati ai developer anche per applicazioni conversazionali, e Resco che proprio in queste ultime scarseggia ma soddisfa i propri clienti con funzionalità AR e una forte integrazione di servizi AI.

Nello stesso quadrante si trovano anche l’ex visionaria Appian, riconosciuta e apprezzata soprattutto dai settori finanziario e governativo per i suoi alti livelli di sicurezza, e Genexus che ha deciso invece di puntare e investire sulla generazione di codice e sull’utilizzo dell’AI per supportare lo sviluppo di MX. Anche ServiceNow, con la sua NowPlatform, ha fatto la stessa scelta per integrare NLP, NLU e garantire ai propri clienti migliori esperienze di conversazione mentre il punto di forza di Pega è lo sviluppo low code per l’automazione dei processi così performante che molti la identificano in questo servizio finendo per ignorare la sua offerta di Multiexperience Development Platform.

Suonerà strano ma tra i player di nicchia c’è anche un nome noto come IBM con la sua piattaforma low code IBM Mobile Foundation in cui ha raccolto numerosi suoi prodotti e servizi, altri due nomi noti citati da Gartner sono due ex leader ora entrambi challenger: Microsoft e Oracle. La prima propone una piattaforma molto apprezzata per i servizi AI legati anche all’elaborazione del linguaggio naturale, la seconda ha un’offerta particolarmente ampia e integrata, rivolta soprattutto a chi ha come priorità le interfacce conversazionali. Lo scenario si completa con il quadrante dei visionari popolato da altri due ex leader come Progress, forte di una community di quasi due milioni di sviluppatori e apprezzata per la qualità delle risorse e dei servizi di supporto forniti, e Temenos apprezzata e cercata per l’ampio utilizzo di AI e della sua brevettata Explainable AI con i suoi casi d’uso immersivi e iperpersonalizzati.

Criteri di valutazione e previsioni di mercato

Nel distribuire le aziende nei quattro quadranti, Gartner ha fatto riferimento da un lato alla capacità di execution, guardando soprattutto ai loro prodotti e servizi, alla portata delle vendite e alle strategie di marketing, dall’altro alla completezza di visione, basandosi sulla comprensione del mercato e delle esigenze aziendali a livello di prodotto come anche sulla spinta verso l’innovazione.

Pur mantenendo gli stessi criteri, tante sono state le evoluzioni nei posizionamenti delle soluzioni in questa seconda edizione del Quadrante Magico dedicato alle Multiexperience Development Platform, segno che la loro adozione sta ancora emergendo, avendo raggiunto tra il 5% e il 20% del mercato target con un 46% degli intervistati “andato live” con la propria MXDP solo negli ultimi due anni.

Ciò che Gartner si aspetta è quindi una marcata crescita di questo mercato e una accelerazione nei prossimi 2-5 anni legata alla maturazione delle tecnologie di base per le PWA, le app conversazionali e immersive. Arriveranno anche nuovi player come i grandi fornitori di PaaS applicativi, già in contatto con i team di sviluppo per i casi d’uso web, mobile e conversazionale, e tutte quelle aziende che, acquisendo venditori più piccoli, best-of-breed per lo sviluppo di applicazioni mobile, conversazionali o immersive, volgeranno lo sguardo verso questo promettente mercato.

Marta Abba'

Giornalista

Laureata in Fisica e giornalista, per scrivere di tecnologia, ambiente e innovazione, applica il metodo scientifico. Dopo una gavetta realizzata spaziando tra cronaca politica e nera, si è appassionata alle startup realizzando uno speciale mensile per una agenzia di stampa. Da questa esperienza è passata a occuparsi di tematiche legate a innovazione, sostenibilità, nuove tecnologie e fintech con la stessa appassionata e genuina curiosità con cui, nei laboratori universitari, ha affrontato gli esperimenti scientifici.

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