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Fed To Future, innovare il business attraverso le tecnologie disruptive

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Attualità

Fed To Future, innovare il business attraverso le tecnologie disruptive

Il programma di Altea Federation permette alle aziende di evolvere su quattro direttrici: iperautomazione, intelligent enterprise, esperienza immersiva e IT as-a-service

26 Mag 2021

di Arianna Leonardi

Essere un’azienda future-ready significa abbracciare le tecnologie disruptive, che portano vantaggi di vera innovazione per il business e sono destinate ad affermarsi nei prossimi anni. Da qui nasce il programma Fed to Future di Altea Federation, Gruppo specializzato nello sviluppo e nella gestione di soluzioni IT con un approccio end-to-end multidisciplinare.

“Nel pieno della pandemia – racconta Andrea Ruscica, Presidente e Strategy Lead della società – abbiamo messo a punto una serie di programmi, con l’obiettivo di supportare le necessità reali del cliente restituendo effettivo valore. In quest’ottica, è stato concepito anche Fed to Future: ‘Fed’ è la contrazione di ‘Altea Federation’, che si propone come un abilitatore di soluzioni e servizi dirompenti, in grado di guidare le organizzazioni verso il futuro”.

La società intende quindi dare al mercato un messaggio chiaro, posizionandosi non solo come semplice fornitore di soluzioni commodity, ma piuttosto come partner in grado di guardare oltre, con una visione lungimirante e strutturata, orientata ai trend IT emergenti.

Il programma va così a coprire quattro aree tecnologiche: hyperautomation, intelligent enterprise, multi-experience, IT as-a-service.

foto Andrea Ruscica
Andrea Ruscica, Presidente e Strategy Lead di Altea Federation

Hyperautomation per la collaborazione uomo-macchina

“L’hyperautomation – prosegue Ruscica -, secondo l’espressione coniata da Gartner, afferisce alla robotizzazione dei processi potenziata dall’intelligenza artificiale. A nostro avviso, rappresenta il trend tecnologico con le maggiori opportunità di penetrazione e scalabilità nei prossimi cinque anni. Basti pensare che UIpath, società specializzata in soluzioni di Rpa, in soli quattro anni ha raggiunto un valore di 38 miliardi di dollari e fornisce quasi il 60% delle aziende Fortune 500”.

Grazie all’iperautomazione, i compiti a bassa discrezionalità intellettuale (ad esempio, la compilazione di una fattura o la valutazione del rating di un fornitore) possono essere governati da robot digitali, attraverso l’esecuzione di semplici regole.

“Tuttavia – chiarisce Ruscica – il valore aggiunto non risiede nell’automazione dei task, ma piuttosto nella possibilità di aumentare le capacità umane attraverso gli insights analitici e i robot intelligenti, che diventano quindi dei collaboratori e non dei sostituti delle persone”. Il risultato è un miglioramento generale dell’efficienza, con la possibilità di investire maggiormente in formazione ed elevare il ruolo delle persone su attività di più alto profilo.

“Oggi – sottolinea Ruscica – abilitare tecnologie hyperautomation è veramente poco problematico in termini di budget e quindi ci aspettiamo una rapida crescita di adozione”.

Intelligent enterprise per trasformare il business

Il fondatore di Altea prosegue quindi spiegando il concetto di Intelligent enterprise. “È l’azienda cognitivizzata – dichiara – dove qualsiasi processo o sistema che riguarda l’organizzazione ha un digital twin, ovvero un’immagine digitale corrispettiva. L’immensa disponibilità dei dati e la possibilità di analisi permette di estrarre insights utili per comprendere i fenomeni in profondità, formulare previsioni, supportare processi decisionali ed elaborare ipotesi di cambiamento”.

Secondo Ruscica, per arrivare a costruire l’azienda intelligente bisogna passare attraverso tre fasi: l’arricchimento dei dati transazionali degli Erp con nuove informazioni multi-source per un’analisi dettagliata degli eventi; la sperimentazione data-driven di nuovi modelli di business e l’avvio del cambiamento culturale; la conferma definitiva e messa in campo delle azioni e strategie ipotizzate, in un percorso di miglioramento continuo.

Ruscica riporta un case study particolarmente significativo per esemplificare il concetto di Intelligent enterprise: “Abbiamo supportato Cavanna, manufacturer di macchinari per il flow packaging, nell’abbattere i silos e ottenere una visione olistica sulla filiera, connettendo la catena dei fornitori, il reparto di ingegneria, le linee produttive e tutte le unità coinvolte, così da garantire uno scambio efficace dei dati. I risultati in termini di efficienza e miglioramento dei processi sono stati davvero importanti”.

Come sottolinea Ruscica, anche per le soluzioni abilitanti l’Intelligent enterprise, la demonetizzazione dell’IT mette a disposizione delle aziende tecnologie potenti a costi accessibili.

Multi experience e IT as-a-service

Il concetto di multi-experience invece si lega a tecnologie come il 5G, le applicazioni di Natural Language Processing, i dispositivi wearable, la realtà aumentata e tutte le soluzioni che abilitano un’esperienza utente completamente immersiva e multisensoriale.

“Grazie alle interfacce avanzate – evidenzia il Presidente – il connubio human-tech avverrà in soluzione di continuità, in modo semplice e immediato. Da qui emergono importanti riflessioni per il futuro, su come dialogheremo con le applicazioni, saranno i nuovi touch-point, cambieranno le relazioni con i consumatori e tra aziende”.

In merito all’IT as-a-service, Ruscica offre una visione molto puntuale: “Permette di democratizzare l’utilizzo delle potenze tecnologiche, garantendo il consumo in base alle necessità e trasformando i Sistemi Informativi da centro di costo a business driver. Le modalità di fruizione e gestione delle tecnologie vengono completamente riprogrammate, sotto tutti i punti di vista, dal data center management alla cyber-security”.

Ovviamente, la trasformazione richiede un cambio di passo culturale non solo per gli amministratori IT, ma in tutta l’organizzazione, anche al fine di garantire una corretta governance sulle dinamiche e sui costi del pay-per-use.

“Combinando i pillar di Fed To Future – conclude Ruscica -, possiamo fornire valore aggiunto alle aziende nel viaggio di trasformazione digitale. Altea Federation, infatti, riunendo all’interno di un unico gruppo 20 company e 1.500 persone, può offrire competenze multidisciplinari integrate che supportano l’implementazione di tutte le tecnologie disruptive. I nostri skill vengono incrociati e restituiti in forma di diversi output per servire al meglio le necessità e le scelte specifiche dei clienti”.

Arianna Leonardi

Giornalista

Collaboratrice e redattrice per numerose pubblicazioni tecniche, specializzate in Informatica, Automazione ed Elettronica, Arianna Leonardi ha maturato una significativa esperienza anche nel campo della fotografia, dell’industria video e dei media online. In ambito giornalistico, segue principalmente le tematiche legate alla digitalizzazione delle imprese, con un focus su cloud transformation, big data analytics e intelligenza artificiale. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2008 e all’Associazione Nazionale dei Fotografi Professionisti, lavora con ZeroUno dal 2013.

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